domenica, dicembre 16, 2018 Anno XV
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da romanews.eu

Luciano SpallettiLuciano Spalletti, allenatore giallorosso, ha parlato, ai microfoni di Roma Channel e di Romauno, di mercato, di futuro e di Nazionale.

INTERVISTA A ROMAUNO

Le altre squadre hanno già programmato il mercato. La Roma come si sta muovendo? “La programmazione è un vantaggio, ma poi bisogna vedere sempre il costo di ciò che vai a chiedere. Di conseguenza se non vai a prendere il top rischi di fare un po’ di confusione. A noi non mancano sei calciatori, ce ne mancano due. Se poi dovesse partire qualche elemento è logico che sarà sostituito”.

In questo gruppo lei ha sempre difeso Mancini. C’è stato un momento in cui ha cambiato atteggiamento con lui? “Nella Roma è facile avere un buon rapporto, ma questo non vuol dire sempre andar d’accordo. Vuol dire la capacità di andare ad affrontare le discussioni e le situazioni senza offendersi, riuscendo a trarne dei vantaggi. Questo è successo sia con chi, come Mancini, ha avuto un’alternanza di rendimento, sia con chi ha giocato tutto l’anno bene. Voi tendete a togliere un giocatore dalla gestione dello spogliatoio e tentate di gestirlo da fuori, ma non è così”.

Aquilani ha giurato praticamente amore eterno alla Roma, a patto che il mister lo consideri il numero uno. “Alberto ha fatto dei discorsi corretti, lui vuole avere la possibilità di confrontarsi. Lui è stato l’unico a cui ho telefonato per sentire come stava, come viveva questa situazione. Lui ha passato dei momenti difficili specialmente per gli infortuni ma ha saputo gestirli al meglio. Ha saputo, con Perrotta, scambiarsi il ruolo di trequartista dando sempre il meglio”.

Per fare in modo che tre centrocampisti coesistano e non si annientino tra loro, sta pensando ad un cambiamento di modulo? “No, assolutamente no. Noi ripartiremo da ciò che abbiamo espresso. Ci saranno poi delle indicazioni da ciò che succede in campo e apporteremo delle migliorie. Nel mercato cercheremo quello che ci manca”.

Per quanto riguarda la difesa, cosa ci dice? “Noi puntiamo su dei giovani forti. Uno si ricorda di Tonetto e di Panucci, poi però si scorda di Antunes e Cicinho”.

Tornando ad Aquilani, il corteggiamento di Buffon, le ha dato fastidio? “Detto così sembrerebbe che io e Buffon non siamo d’accordo. In verità io la penso come lui, quando è stato a disposizione io l’ho sempre fatto giocare. Poi quando non ha giocato e la squadra ha fatto il risultato è un bene. Vuol dire che chi l’ha sostituito ha dato il meglio per la squadra”.

La prossima stagione si riparte con cinque squadre principali, tra le quali contiamo anche la Fiorentina. “Io conterei anche la Lazio. Si riparte da zero a pari merito con tutte le altre. Noi vogliamo continuare a mantenere questa mentalità e questa continuità”.

Quest’anno è mancata solo la ciliegina. “Ci siamo giocati lo scudetto, abbiamo ripreso quel margine di differenza che c’era prima. Lì siamo stati bravi e siamo stati anche fortunati”.

Come ha fatto tenere alto il morale dei giocatori? “Io ho fatto poco. Molto lo hanno fatto i ragazzi con il loro impegno e la società che ci ha sempre creduto”.

Cosa pensa dell’esonero di Mancini da parte di Moratti e dei progetti di mercato dell’Inter? “Non lo so. Uno che piace all’Inter piace anche a noi. Se dovessi scegliere un attaccante costosi sceglierei Eto’o. In difesa prenderei Zambrotta. Poi il privilegio di alzare un trofeo spetta ad una sola squadra e tutte le altre si lamentano. Uno si deve accontentare.”

La sua battuta prima della finale di Coppa Italia, nella quale diceva di dover imparare a parlare inglese, era un’apertura verso altri orizzonti? “Bisogna vedere quale era la domanda. Lì si parlava di Soros e di queste cose non parlo per una questione di rispetto verso la famiglia Sensi. Queste cose le decide la società, ma io mi attengo ai comunicati anche perchè io piu di quello che dicono i comunicati non so”.

Come si vive a Roma con Totti? “Sotto questo aspetto Totti è quello più alla mano di tutti. Se mettessimo a disposizione di ogni calciatore quello che ha Totti, verrebbe fuori un mostro del calcio”.

De Rossi? “La società sa con che tipo di calciatore ci si sta confrontando. Lui vuole stare qua, questo è il suo ambiente. Ma questo spetta alla società”.

Cosa pensa dell’esclusione di Mexes dalla nazionale francese? “Sono curioso di vedere giocare la Francia. Perchè se può fare a meno di Mexes vuol dire che i giocatori sono fortissimi. Per quanto riguarda le decisioni di Donadoni mi sono piaciute, perchè ha dimostrato di avere personalità nel portare avanti le sue scelte”.

Cassano è stato riscattato dalla Samp. Ha trovato un ambiente migliore rispetto a Roma o Mazzarri è stato più bravo a gestirlo? “E’ stato bravo Mazzarri, ma anche Cassano. Meno bravi Spalletti e Capello che lo hanno usato di meno. Ma per giocare in una squadra competitiva c’è bisogno di giocatori bravi e bisogna accettare le decisioni dell’allenatore”.

Avendo acquisito un po’ di esperienza in Europa, se la sentirebbe di scegliere tra Champions e campionato? “Se questo dovesse avvenire all’interno del modo di lavorare, si tutela il giocatore più in forma. Ma queste cose non devono avvenire perchè non è giusto nei confronti della competizione. Ogni volta che ci si allena bisogna dare il meglio di sè”.

INTERVISTA A ROMA CHANNEL

Cosa manca alla Roma per vincere in Europa? «Nello scenario europeo quando ci si confronta con queste squadre qui si perde perché loro hanno qualcosa in più sotto l’aspetto della tradizione, della programmazione».

In questi giorni è rimasto a Roma? «Ho i bambini a scuola, ci sono cose che ho dovuto ammucchiare perché avevamo molte partite. Ogni tanto si deve venire pure a trovare la società. Pradè, Mazzoleni e Bruno Conti stanno portando avanti il discorso in un momento dove gli affari li fanno la società e io sono più libero».

I tifosi giallorossi stanno diventando oculati. «Noi stiamo lavorando in perfetta sintonia con la dirigenza. A me fa piacere comprare i calciatori che conosco e Pradè e Conti cercano di accontentarmi. Non abbiamo bisogno di grandi cose perché la squadra ha fatto bene. Per migliorare ulteriormente servirebbero un paio di calciatori di livello. E se ci fosse la partenza bisognerebbe rimpiazzarla».

Chi le piace? «Diversi giocatori, Eto’o e Zambrotta ci darebbero quella qualità da aggiungere a quello che già abbiamo. È chiaro che valuteremo bene, avremo altri contatti e lavoreremo».

I suoi calciatori sono migliorati parecchio. «È la mentalità, è il vivere in questo contesto, che aiuta».

Che valutazione dà alla storia di Mancini, l’allenatore del Milan. «Il ruolo dell’allenatore è quello più difficile. Anche Ballardini o Beretta non sono stati confermati. È difficile valutare dall’esterno. Certo è che bisogna impegnarsi molto. Mourihno non lo conosco, ma si è attirato pubblicità imponente e positiva. Ha dei valori».

Il gap tra Roma e Juve? «Non si avvicineranno. Partiranno da dove partiremo anche noi. Pur avendo grandi rose e grandi giocatori, non è detto che ripartiremo davanti alle altre, come questo anno. Avremo da lavorare. Ripartire da zero e pedalare forte. Anche la Lazio si è rinforzata, ma ha fatto meno di quanto poteva fare. A noi ci ha creato insidie. Come anche il Napoli che ha preso calciatori, ora punti di riferimento anche per altri club. Al S. Paolo abbiamo vinto noi con una grande partita. Ma bisognerà archiviare la classifica dell’altro anno».

E Totti? «Lui sta bene. È molto positivo. Musa, che lo assiste, è uno dei più grandi preparatori. E come si è già visto, ce lo ridarà meglio di prima».

Cambierà modulo? «A volte si andrà a sistemare le cose, come nell’ultima fase di campionato fra Perrotta e Aquilani e il cambiamento ci ha anche dato vantaggi. Comunque la squadra ha creato una base imponente. Ha fatto meglio di altri club che sento portare ad esempio, in altri campionati. Abbiamo fatto come il Barecellona, L’Arsenal, il Chelsea, per certi versi. Non bisogna guardare agli altri come se avessero molto più di noi».

Si cercheranno calciatori che possano far fare un salto qualitativo? «Si dovrà valutare dove si finirà con i costi. Giuly, l’anno scorso, ci ha dato livello. E lì diventa importate la qualità del campione. Anche quando non lo si fa scendere in campo».

Come vedrà l’Europeo? «A me piace questo sport e questo gioco. E dal seguire gli altri si imparano novità per apportare miglioramenti. Co sono tante cose da apprendere».

L’Italia? «Ha grandi possibilità, ci sta un po’ di calo, ma Donadoni è stato bravo a qualificarsi in modo meritato. Ha evidenziato autorità scegliendo anche in modo impopolare».

Ha parlato con Aquilani? «Sì, l’ho chiamato. Lui è stato corretto. Ha fatto discorsi leciti. Perché il dialogo ed il confronto si devono mettere in pratica ogni giorno per lavorare in un gruppo. Gli altri ragazzi in Nazionale li sentirò; ed è giusto che siano stati chiamati».

La storia è fatta di grandi eventi e di date da ricordare. Il 30 maggio per noi tifosi romanisti è una di queste. Non stiamo a nasconderci dietro frasi fatte o stereotipi dl tipo”io passo dal 29 al 31 maggio”. Continua >>

Speciale Coppa Italia 2007 - 2008