mercoledì, novembre 13, 2019 Anno XV
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da repubblica.it

George SorosFonti vicine al mondo finanziario: dissidi nella famiglia alle origini dell’abbandono. Unicredit segue la vicenda: la vendita estinguerebbe una parte del debito.

I colloqui tra George Soros e la famiglia Sensi per la Roma sono finiti su un binario morto. Il finanziere americano ha deciso di abbandonare la partita per rilevare la squadra giallorossa e, salvo colpi di scena, non tornerà in campo. Intanto Unicredit, principale creditore del gruppo Sensi, tiene d’occhio la vicenda, consapevole che la cessione del club alleggerirebbe la posizione debitoria della controllante Italpetroli.

Secondo fonti vicine agli ambienti finanziari, una prima frenata era stata registrata in occasione dell’incontro a Roma tra Gianroberto De Giovanni, legale vicino alla famiglia Sensi, e i rappresentanti di Ics (Inner Circle Sports), advisor del magnate statunitense, avvenuto una decina di giorni fa: in quella occasione si diffuse la voce, mai confermata, dell’interesse di fondi arabi all’acquisto del club. Nei giorni successivi, i rappresentanti di Soros hanno discusso se formalizzare l’offerta o meno, ma il finanziere, alla fine, ha deciso di uscire di scena.

Sull’insuccesso dei colloqui sembra abbia influito il mancato accordo tra i membri della famiglia Sensi sull’opportunità di cedere il club. Sullo sfondo resta Unicredit, che ha in mano il 49% di Italpetroli (compagnia attraverso cui la famiglia controlla la squadra giallorossa). La banca, secondo quanto risulta, non sta muovendo pressioni sulla proprietà per vendere, ma è evidente che la cessione del club e i relativi introiti consentirebbero di ridurre notevolmente l’esposizione del gruppo Sensi.

Doni 6.0 6.5 6.0 6.0 6.0 6.5 6.0 6.5 6.2 6.2
Curci 5.2
Cassetti 6.0 6.0 6.0
Juan 6.0 6.5 6.0 6.0 5.5 6.0 6.0 6.5 6.1 6.1
Mexes 6.5 6.0 6.0 6.5 6.5 6.5 6.5 6.0 6.3 6.0 Continua >>

da calciomercato.com

UniCredit BancaUnicredit è solo uno “spettatore interessato ma nulla più” rispetto a quanto vorrà fare della As Roma la famiglia Sensi, “cui sola spetta ogni decisione circa un’eventuale cessione e che ha totale libertà di manovra nel decidere”. E’ quanto afferma una delle fonti finanziarie in qualche modo vicine alla vicenda. A testimoniare che Unicredit non sta esercitando alcuna pressione sui Sensi lo dimostra, secondo la fonte, anche il fatto che “Piazza Cordusio non ha esercitato l’opzione put del 2% su Italpetroli lasciando quindi che la famiglia tornasse dal 49 al 51%. Se la banca avesse voluto prendersi Italpetroli e vendere asset come ad esempio la As Roma si sarebbe comportata diversamente, esercitando l’opzione e cercando compratori, anziché restituire alla famiglia Sensi la piena capacità e forza negoziale che ora le deriva dall’avere il 51%.