sabato, Maggio 08, 2021 Anno XV
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Il redazionale di CoredeRoma non ha, come è noto, una cadenza regolare. Non segue l’intercedere delle partite di campionato, non è soggetto ai venti variabili di un certo romanismo d’accatto che ha giustificato negli anni il passaggio dei peggio sciacalli.

Scriviamo (o urliamo) quando abbiamo qualcosa da dire o se c’è una notizia che vale la pena approfondire. E la notizia in questo caso è che se semo rotti er cazzo.

Se semo rotti er cazzo del dilettantismo imperante a Trigoria, di gente che non sa compilare le liste dei giocatori, che non resta aggiornata sui regolamenti e che non ha le basi dell’aritmetica di prima elementare.

Basta con uno staff medico che detiene il record interplanetario per la rottura dei legamenti crociati e dei cosiddetti “risentimenti muscolari”.

Basta con i mezzi giocatori che si sentono campioni senza aver mai vinto nè dimostrato nulla in campo e fuori.

Basta con strategie tecniche vacue, guidate da direttori sportivi fanfaroni, ignoranti e dotati della chiacchiera solo in favore di telecamera, mentre all’atto pratico del portare giocatori validi, dimostrano tutta la propria incapacità.

In tutto questo, fa molto rumore il silenzio del vacanziero da panca. La vicenda del licenziamento di Gombar e Zubiria (ma da ‘ndo so sciti questi? Da una puntata di Goldrake?) ha tutte le sfumature della ricerca del capro espiatorio, rigorosamente posizionato in zona “zero spaccato”, più che della seria volontà di migliorare le sorti di un’area tecnica che più sgangherata non si può.

Se da un lato abbiamo visto tutti Pellegrini ripetere più volte a Fonseca che stava facendo una sostituzione più del dovuto, evidenziamo che non siamo cosi sprovveduti dal soffermarci su un aspetto che comunque non sposta di una virgola la prestazione impalpabile contro le riserve di una squadra che lotta per salvarsi.

Il che fa il paio col derby, partita sostanzialmente non giocata e trascorsa in balia delle dinamiche di spogliatoio, con lo schieramento di giocatori palesemente inadeguati per la sfida coi complessati.

Sia ben chiaro, il materiale umano a disposizione, non è dei migliori e lo abbiamo ripetuto più volte. Con tre campioni, quattro/cinque mezzi giocatori, e una quindicina di pippe illustri, non si va sicuramente lontano. Ma resta comunque evidente che questo allenatore non ha più (semmai l’ha avuta) la fiducia della squadra.

Inoltre, la decisione di escludere Dzeko, Miki e Pedro dalla prossima sfida di campionato, rei semplicemente di averlo messo di fronte alle proprie responsabilità, è il metro dell’inadeguatezza del personaggio nel gestire i nomi pesanti, ed è pertanto la certificazione che con costui alla guida ci aspettano solo clamorosi fallimenti.

Questi non sono dettagli. Un allenatore deve avere qualità umane prima ancora che idee tecniche. E Fonseca non le ha, punto e a capo.

Esattamente come all’inizio dell’avventura dei Friedkin abbiamo steso una sorta di manifesto delle nostre aspettative, ci sentiamo ora in dovere di indicare la via maestra del cambiamento.

E la via maestra è una nuova guida tecnica che abbia pieni poteri sul mercato, che sia coadiuvato da uno staff di sua fiducia, e che abbia l’esperienza e uno “standing” tale per cui la sua autorevolezza non possa essere messa in discussione dagli isterismi dei pivelli che indossano indegnamente la Sacra Maglia.

Il nome c’è. Ed è quello di Massimiliano Allegri.

Dan, Ryan, uno scatto d’orgoglio per favore. Questa è la Roma, ed è una cosa seria.