martedì, Gennaio 26, 2021 Anno XV
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Se qualche mese fa, qualcuno ci avesse detto che la sera della Befana (che storicamente è pure parecchio zoccola) avremmo trovato la Roma terza in classifica, avremmo pensato che costui aveva perso il senno.

La mente corre oggi al pomeriggio del 31 Dicembre 2019. Il giorno in cui le voci di un interessamento dei Friedkin per la Roma si facevano insistenti e tra di noi si faceva largo la speranza di una liberazione attesa da otto lunghi anni.

“Daje regà che si levamo dai cojoni”, “Le solite fregnacce, finchè non vedo non ci credo”. “Mejo in B che co questi qui” (un classico intramontabile), e cosi via.

Sembra un paradosso. L’inizio del nuovo anno che richiama la fine di due anni fa, come se una vorticoso deja-vu cancellasse ciò che è passato in mezzo.

Liberazione dicevamo. Questa è la parola che più di altre qualifica le aspettative di quest’anno. Liberazione dal covid, che cosi pesantemente ha influenzato le nostre vite in questo disgraziato 2020. Un anno che ha portato via grandi Romani a noi cari, come Ennio Morricone e Gigi Proietti o altri che in modo diverso hanno marcato la nostra giovinezza, come Paolo Rossi, senza dimenticare amici di Roma come Kobe Bryant.

Liberazione dalla mediocrità in cui eravamo sprofondati a causa di una gestione balorda e cinica; mai interessata al risultato sportivo e concentrata solo a danzare sul cadavere morente di quel che restava della Roma, utilizzandola per chissà quali affari (ma basta un po’ di immaginazione e neppure troppa).

E invece eccoci qui a commentare una Società che sembra finalmente ritornata ad avere la S maiuscola e a godere di una Squadra che in campo dà l’anima novanta minuti.

Avevamo già positivamente osservato ed evidenziato l’importanza della presenza costante della nuova proprietà durante le partite e gli allenamenti. Abbiamo con la stessa nettezza criticato alcuni infortuni palesemente evitabili come la lista di Verona e la rinuncia a giocare contro il Napoli, la sera del funerale calcistico di Diego Maradona.

In mezzo la partita che ha delineato i limiti di questa squadra: l’imbarcata a Bergamo che ha reso palese la necessità di allungare la panchina e inserire quei tre/quattro rinforzi pesanti per provare lo scatto decisivo e continuare a sognare.

E’ un campionato strano. Mentre oggi si passeggiava a Crotone, quasi tutte le dirette avversarie hanno perso punti, lasciandoci a -4 da una vetta che al netto degli errori sopra citati, potevano essere pure meno.

Fonseca ha finalmente trovato la quadra in campo con una difesa a tre che funziona come dovrebbe e un centrocampo che filtra e manda regolarmente le punte davanti alla porta. A Mkhitaryan, Dzeko, Karsdorp e Smalling, sempre più solidi nei loro ruoli di riferimento per tutta la squadra, si sono aggiunti Mayoral e Cristante in crescita costante, senza dimenticare Pedro che sebbene sia ultimamente un po’ in ombra, è comunque colui che s’è caricato la squadra sulle spalle i primi due mesi.

Dan e Ryan, potrebbe essere il momento di fare la storia. Noi ci crediamo.

Quando l’inno s’alzerà, tutto il mondo tremerà!