mercoledì, Ottobre 28, 2020 Anno XV
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Torniamo a scrivere le nostre considerazioni dopo un mese e mezzo di auto-imposto silenzio; periodo passato ad attendere, per ora invano, la tanto sperata inversione a U rispetto alla precedente gestione suina.

Complice l’utilizzo forzato della mascherina in questa estate abnorme, facciamo fatica a vedere segnali di discontinuità col passato e l’esordio di ieri sera in campionato contro il rimaneggiato Verona, non fa presagire nulla di buono.

Nel precedente redazionale avevamo elencato i pochi punti necessari alla rifondazione Romanista, e finora nessuno di questi è stato rispettato. Ci si potrebbe rispondere che in un mese non si possono fare miracoli, ma i sei mesi passati a trattare e a scambiarsi effusioni amorose con Pallotta, erano più che sufficienti per preparare un minimo di piano societario e tecnico.

La stessa telenovela Milik-Dzeko (con palese accordo Agnelli-De Laurentiis per tirare la trattativa all’ultimo minuto e costringere la Roma a sbracare sul prezzo) la dice lunga sul livello di servilismo delle società di serie A ai veri padroni del vapore.

Servilismo che, intendiamoci, non vede la Roma estranea come vorremmo, dopo 9 anni di vomitevoli cortesie ai ladroni e un colpevole silenzio-assenso dell’attuale proprietà.

A tutti gli scienziati, pseudo-tifosi e novelli commercialisti spiegatori del bilancio in ordine, ci piacerebbe chiedere se Sensi e Viola sarebbero stati al gioco o avrebbero fatto partire una raffica di vaffanculo, facendo immediatamente saltare il banco.

In tutto questo, ben si incastrano le parole dell’inetto in panchina, il quale dichiarava, dopo novanta minuti e non centrare la porta, che “Dzeko andava preservato”. Per chi, non ci vuole un genio a capirlo.

Caro (ancora per poco) Dan, forse nun se semo capiti e in questo caso te lo rispieghiamo: noi si sta con gli indiani e non con gli yankee. Non c’è un cazzo da guadagnare a stare alla tavola co questi. Nun se rubba a casa dei ladri… e fatte servì, stanno troppo avanti in materia pe’ chiunque.

Blocca questa ridicolo dualismo Dzeko-Fonseca (evitando in scala ridotta il disastro Totti-Spalletti) e metti a disposizione delle risorse serie per un allenatore vincente e un mercato all’altezza di Roma e della sua Gente.

Dopo 9 anni di umiliazioni, non abbiamo voglia di altre prese per il culo.