domenica, Settembre 27, 2020 Anno XV
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Oggi 6 Agosto 2020, potrebbe essere giunto il momento atteso da 8 lunghi anni. Mr. James Pallotta pare finalmente levare il disturbo e si spera lo faccia il prima possibile, senza curarsi di tirare lo sciacquone dopo tutta la merda che ci ha buttato addosso e senza ripulire le macerie che ha lasciato.

La sua proprietà è stata, senza timore di smentita, la peggiore della storia dell’AS ROMA; una proprietà segnata da un susseguirsi di azioni volte a recidere il rapporto tra squadra e tifosi, infamate varie con la questura all’epoca delle barriere in curva (caso unico in Italia), allontanamento dei giocatori più amati, fossero essi romani e non, cancellazione dello stemma storico. Si potrebbe andare avanti per giorni, tralasciando comunque la gestione sportiva, in quanto mai al centro del fantomatico progetto del ciccione di Boston e dei sui accoliti.

Dello stadio poi? Neppure l’ombra, e che non ci si venga a spiegare che è colpa della burocrazia. Chiunque mette in piedi un tale casino, dovrebbe sapere prima quali sono i necessari passaggi amministrativi, senza dar colpa a fantomatici complotti atti solo a coprire la propria incapacità.

CoredeRoma ha scritto, per mano dei suoi soci storici, amici o semplici frequentatori del Sacro Muro, 8 anni di redazionali, invettive, stornelli e lettere. Non abbiamo l’arroganza di pensare di aver influito sul pensiero del tifoso medio o addirittura accelerato la dipartita di lor signori, ma ci resta la soddisfazione di non aver mai consumato la lingua sul culo di nessuno (a differenza di tanti giornalai e radioparlatori) e di aver tanato fin dalla prima ora, l’inadeguatezza e la disonestà di questa dirigenza.

Vogliamo pertanto, dopo questo fiume di parole, voltare pagina al più presto, dando una serie di suggerimenti che, se Dan Friedkin dovesse leggere, siamo certi lo faciliteranno nel raggiungere gli obiettivi che questa Città e la sua squadra meritano:

  1. Il nuovo presidente ha chiamato la Roma “squadra iconica”. Bene, si cominci subito con un segnale forte di discontinuità, ripristinando il vero simbolo della società.
  2. Che si azzeri l’attuale organigramma societario, arrivando se necessario, fino all’ultimo dei giardinieri. I Baldini, i Baldissoni, i De Sanctis, i Fienga e tutti i papponi che infestano Trigoria devono sparire per sempre dalla nostra vista.
  3. Si coinvolgano coloro che amano questa maglia e che possono dare un contributo a far capire cos’è l’AS ROMA per la città e i suoi tifosi, riportandoli allo stadio. Pensiamo ovviamente a Francesco Totti e Daniele De Rossi, ma anche a Francesco Rocca, Peppe Giannini, Ruggiero Rizzitelli, e sicuramente ce ne dimentichiamo altri.
  4. Si rimetta al centro il progetto sportivo, assumendo un direttore sportivo vero, che non abbia come obiettivo la creazione di plusvalenze, e un allenatore capace e di spessore.
  5. Si rinforzi l’ossatura della squadra, trattenendo i pochi campioni rimasti (Dzeko, Zaniolo, Smalling) e aggiungendone altri che hanno voglia di vincere qui, senza sentirsi di passaggio.
  6. Si ricrei un settore giovanile degno di questo nome e all’altezza dei campioni sfornati negli anni, come Totti, De Rossi, Conti e tanti altri.

Caro Dan, sei approdato nella Città Eterna, hai fatto tanti chilometri e da oggi sei il nostro presidente. Ma se hai voglia di spingerti un po’ più in là, c’è un posto nella storia.

A te la scelta.