mercoledì, Aprile 01, 2020 Anno XV
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Questo momento particolare, seppur nella propria negatività cosmica, ci consente di riflettere su aspetti del nostro vivere che sono normalmente oscurati dalla frenesia alla quale ci siamo gradualmente abituati. Il lavoro, lo studio, le routine familiari, i piccoli problemi quotidiani che talvolta ci sembrano questioni insormontabili, si riducono a semplici curve del nostro percorso esistenziale; percorso che, per non si sa quale ragione, vorremmo sempre retto e in discesa.

Ed è cosi che in questi momenti si apprezzano di più le piccole cose che in altri frangenti ci darebbero noia: il recarsi sul posto di lavoro, il pranzo della domenica dai parenti, magari farsi una bella litigata con quello stronzo del capo, imprecare per un rigore contro.

Quanto guardavamo ammirati i nostri nonni narrarci le loro storie di guerra. Ai pranzi di Natale, sbaragliavano tutti con aneddoti e verità che noi che abbiamo da un pezzo superato i quaranta o i cinquanta, non potevamo mai trovare sui libri di scuola, essendo vissuti in un momento storico del nostro Paese alquanto nefasto. Ora abbiamo la nostra guerra da raccontare ai nipoti. Una guerra combattuta contro un nemico silenzioso ed invisibile; un nemico che non fa sconti e che rivestirebbe i più alti ideali di democrazia, fregandosene altamente di chi si trova di fronte.

Certo non mancano, seppur nell’eccezionalità del momento, le posizioni bizzarre e i comportamenti spregiudicati, come quelle dei vari Lotito e Diaconale, che chi scrive peraltro, pensava fosse un nome d’arte. Costoro, mentre il resto del Paese sta in trincea, si preoccupano di dimostrare come mai i bifolchi debbano vincere lo scudetto d’ufficio. Al di là dell’ovvia considerazione che merde siete e merde resterete, saremmo curiosi di capire su quali basi mezzo campionato giocato dovrebbe fornire elementi sufficienti per assegnare un titolo. Sconti di fine serie forse.

Simil stupore suscita la donazione di 10 milioni di euro offerti dalla famiglia Agnelli per l’emergenza sanitaria. Dal momento che, malcontati, vi siete succhiati 100 miliardi dallo Stato nel corso degli ultimi 70 anni, ricordate che state ancora a debito e noi ce fate pena e schifo come sempre.

E’ un momento difficile. Uno di quei momenti in cui una comunità e un Paese devono trovare la capacità di reagire mettendo da parte le divisioni e gli interessi di parte. E in questo ambito va il nostro grazie a tutti gli operatori sanitari che stanno combattendo in prima linea contro il virus.

Andrà tutto bene ci ripetiamo da giorni e lo pensiamo davvero. Restiamo uniti, seppur fisicamente divisi e chiusi in casa. Questa esperienza sarà per tutti motivo di riscatto ed orgoglio, come ci indicò quel Presidente con la pipa, che a risultato ormai acquisito, decretò al mondo che il nemico, non ci avrebbe preso più.

Forza Roma, Forza Italia.