giovedì, Aprile 02, 2020 Anno XV
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Dopo diverse settimane di silenzio, passate a digerire panettoni e prestazioni mediamente inguardabili dei nostri, e ad aspettare la venuta del messia che ci faccia uscire dall’era calcistica del maiale, ci si apprestava a seguire il derby non proprio con i migliori auspici.

La differenza di corsa tra noi e gli scansatori, appariva evidente e il quantitativo abnorme di rigori e punti oltre il novantesimo a favore della banda-Lotito, non lasciava spazio a sogni di gloria…. della serie la vincono pure se la devono perdere.

Infine, gli infortunii di Zaniolo e Diawara costituivano le tegole definitive su una Roma che partiva in una posizione di svantaggio pre-derby, come non si ricordava a memoria d’uomo.

Dimenticati gli striscioni di dubbio gusto architettati dagli irricucibili durante la settimana, testimoni quantomeno di scarsa fantasia, si parte con l’impeccabile coreografia della nord che scrive “Lardo” con le luci, lasciandoci dubbiosi su quale dei due presidenti volesse omaggiare.

Frattanto i nostri si mettono in campo tutto sommato non male e di li a poco diventa evidente che in campo c’è solo una squadra che la partita la gioca per vincerla, mentre l’altra torna nel consueto ruolo di comparsa. La Roma, spinta da una bella e compatta Curva Sud, mangia metri su metri, tiene sempre la palla (la lazie la rivedrà a fine partita) e finalmente, complice uno svarione di Strakosha e dei due difensori babbei a fianco, va in rete col ritrovato Dzeko.

Il motivo della partita è costante: Roma in controllo e con la voglia di vincere, lazie chiusa e attenta a non perdere, a dimostrazione che non valgono un cazzo manco quando pensano di valere qualcosa. Se non ce la fossimo pareggiata da soli, grazie ad una papera clamorosa di Pau Lopez e non ci fosimo magnati l’impossibile davanti alla porta, sarebbero stati treppunti strameritati che avrebbero dato slancio per le prossime partite. Cosi non è stato. Amen.

Proseguiamo cosi, senza abbandonarci ai facili entusiasmi, ma con la speranza che la tigna e le giocate viste stasera (Spinazzola e Under inarrestabili sulla fascia) si vedano anche in futuro.

P.S. Ci giunge proprio nel momento in cui stiamo scrivendo, la terribile notizia della scomparsa della leggenda Kobe Bryant, grande amico di Roma e della Roma. A lui vogliamo solo augurare buon viaggio, nel momento in cui spicca il salto più grande. Questa volta, non c’è nessuno a stopparti sotto canestro.