domenica, novembre 17, 2019 Anno XV
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E’ da qualche settimana che leggiamo, a metà strada tra l’annoiato e il divertito, del moltiplicarsi di critiche allo stile di comunicazione dell’azienda Roma calcio.

Come per magia, è tutto un fiorire di articoli, prese di posizione, post sui social network, all’indirizzo dell’ectoplasmica dirigenza che ci tiene in ostaggio da troppo tempo.

Ci piacerebbe sapere, da questi professori del giorno dopo, dove stavano quando Rocchi “lo scarso”, ci scippò una vittoria sacrosanta (e chissà cos’altro) a casa dei ladroni. Oppure da che lato avevano lo sguardo, quando il Liverpool veniva pesantemente aiutato (con due gol irregolari all’andata e uno ingiustamente a noi annullato al ritorno) ad eliminarci dalla Champions.

E si potrebbero citare decine di altri casi, che comunque fanno parte ormai della cronaca, prima di arrivare all’assurdo furto di ieri sera a partita terminata con i tedeschi del Borussia M.

Sappiamo invece di preciso dove sta Pallotta in questi momenti: al computer.

Lui reagisce cosi; quando si sente di aver subito un torto, brandisce la tastiera e si lascia travolgere dal testosterone. Non si capisce con chi ce l’abbia (anche perchè nessuno se lo caca) ma dopo l’amplesso col canarino blu si sente come rinato.

La partita della Roma sono un po’ i suoi preliminari. 90 minuti di seduta sadomaso in cui subisce di tutto e di più, per poi liberarsi in un’estasi lunga dai 140 ai 280 caratteri, in base al momento di forma.

Tutto ciò sperando che il recupero non sia troppo lungo, se no addio momento topico.

Baldini e Baldissoni invece non pervenuti. Loro preferiscono il silenzio del buio… e del resto ognuno lo fa come meglio crede, chi siamo noi per giudicare.

Anche perchè purtroppo ci sentiamo un po’ all’antica; non ci eccitiamo davanti al monitor e la scarica di adrenalina ce la dà la Roma quando vince.

Sarà per questo che ci sembra d’aver raggiunto la pace dei sensi.

Peace & love to all of us fuckin’ idiots.