martedì, ottobre 22, 2019 Anno XV
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La differenza fondamentale tra peso e massa di un corpo è costituita dal fatto che quest’ultima rimane costante in qualsiasi posizione dell’universo il corpo stesso si trovi, mentre il peso varia in base alla forza di gravità.

Per fare un esempio potabile ai più, si può dire che se si spediscono 80 chili di merda nello spazio, essi conserveranno una massa di 80 chili mentre il loro peso diminuirà.

In tutto questo, ci sono le dovute eccezioni: se transiti dallo stadio Olimpico in Roma, indossando una maglia gialla dal pantone ai limiti del fastidioso, ottieni il privilegio di viaggiare nell’iperspazio conservando i tuoi 80 chili di peso-merda.

Sono soddisfazioni del resto, e a noi non rimane che farci qualche domanda sui vari spunti che l’odierna Roma-Cagliari ci ha regalato.

Il primo è relativo al doveroso omaggio della Sud a Esperia, la mamma di Antonio De Falchi, ignobilmente massacrato di botte da un gruppo di delinquenti milanisti a S.Siro trent’anni fa. Pallotta e i suoi sapranno chi era Antonio, chi era sua mamma e che Roma era quella?

Il secondo spunto è puramente tecnico. Oggi la Roma ha realizzato un possesso palla del 67% e ha tirato in porta solo 6 volte. A che serve tutto sto giochicchiare tra centrocampo e difesa se poi si tira poco e si prende gol quasi da chiunque?

Il terzo spunto è di natura medica. Ma come è possibile che deteniamo il record interplanetario di lesioni ai legamenti crociati? Non sarà il caso di verificare le attrezzature, i campi da gioco ed, eventualmente, i sistemi di allenamento?

Infine, l’arbitraggio. E’ apparso evidente fin da subito come lo svantaggiato direttore di gara, oggi avesse le idee confuse… o forse molto chiare, a seconda dei punti di vista.

A partire dal fallo inesistente di Diawara che ha poi generato il rigore contro, passando per le decine di micro-falli fischiati in maniera chirurgica per rallentare il gioco, giungendo all’atteggiamento fin troppo ambiguo, in occasione del gol annullato, di non consultare neppure per sbaglio la VAR in una situazione (gol vittoria al novantesimo) che richiederebbe la massima cautela nel prendere una decisione.

Ma di questa disparità di utilizzo della VAR non ce accorgiamo oggi.

Ciò che troviamo più spiazzante è la reazione della società.

Petrachi, che millanta trent’anni di esperienza nel calcio, lo sa che i termini “errore tecnico dell’arbitro” e “partita falsata” sono, da regolamento, condizioni per la ripetizione della partita?

Che si fa quindi? Si tirano fori i cojoni e si fa ricorso o si china il capo con tante scuse?

Delle due l’una: o l’errore tecnico c’è oppure non c’è; o si parla con cognizione di causa o si sta muti.

Pallotta dal canto suo si dice “stufo di questa merda”, ma deve aver passato gli ultimi sessant’anni nello spazio per non sapere che quando non conti un cazzo, questa è la fine che fai in ogni ambito, sportivo e non.

Si è chiesto il signor Pallotta se tutto sto schifo dipende anche da lui e dall’assenza della società? Diversamente torni a misurare la differenza tra massa e peso e la smetta de rompe i cojoni.