martedì, ottobre 22, 2019 Anno XV
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Via di Torre Maura, nello slargo che ospita il capolinea dei bus, è una strada dove si scorre velocemente. Ma come fai a non notare che intorno è tutta colorata di giallorosso, di ricordi e di compassione per quel ragazzino che, nel giugno di trent’anni fa, uscì una mattina di casa per seguire la sua Roma a Milano, e non fece ritorno. Perché la violenza e la vigliaccheria di un branco senza scrupoli, schiacciò il suo giovane cuore.

Esperia, la mamma che lo aveva salutato quella mattina, dandogli il pacchettino col mangiare e il suo ultimo bacio, da allora non ha mai smesso di aspettarlo. Sparsa e spersa in quel dolore indicibile rappresentato dal sopravvivere a quel figliolo piccolo, cui aveva tanto raccomandato di stare attento. E sul quale riversava tutto il suo amore di mamma romana.

Mamma Roma. Esperia non ha mai lanciato clamorose grida di dolore, Esperia ha finito tutte le sue lacrime nel cercare una giustizia che non gli è mai stata resa.

Ci piace pensare che oggi, magari dentro quello slargo di via di Torre Maura, tutto colorato di giallorosso, vicino all’immagine di Antonio, Mamma Roma abbia potuto di nuovo dare un bacio al suo Antonio. E a tutti i romanisti