martedì, ottobre 22, 2019 Anno XV
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Quella che oggi doveva essere una semplice partita di calcio, evocata pochi giorni fa come la possibile prova del nove della rinascita Giallorossa, si è inaspettatamente trasformata in una riedizione in salsa bolognese dell’Edipo Re, celebre tragedia che Sofocle consegnò alla letteratura classica più di 2.400 anni fa.

Edipo, si narra, è condannato a pagare per le colpe del padre, non prima d’aver trascorso l’intera storia a non azzeccarne obiettivamente nemmeno una; finchè il principio della nemesi storica lo colpisce, regalando un finale decisamente inaspettato.

Non è chiaro se già all’epoca, le sorti delle guerre tra città greche si decidessero in base all’umore delle capre torinesi, probabilmente più impegnate a chiedersi perchè in capo a tanti posti demmerda, dovevano essere nate proprio li.

Sappiamo però che l’Edipo-Pairetto, semmai questa società si svegliasse dal permanente letargo che la avvolge da anni, dovrebbe fare di tutto di qui alla fine del campionato, tranne che arbitrare la Roma.

Due rigori negati, uno contro, quantomeno dubbio, fischiato senza neppure l’ausilio della VAR, ammonizioni (sei) sventolate a qualsiasi contatto fino alla tanto sperata espulsione che avrebbe dovuto congelare un pareggio evidentemente funzionale a non disturbare più del dovuto.

Pareggio che nessuna delle due squadre in realtà accettava, come testimoniato dal caso più unico che raro di entrambe le panchine che lamentavano un recupero troppo corto.

Le colpe dei padri, che tramite SIM svizzere, aggiustavano i campionati assieme al capostazione di Civitavecchia, e che solo mamma prescrizione ha salvato dalle patrie galere, si abbattono cosi sui figli.

Complice il fatto che sia Veretout che Dzeko non abbiano potuto scallare la sedia in un liceo classico italiota, e l’ignoranza cosmica di Pellegrini che se avesse studiato saprebbe che quella palla andava calciata in tribuna, portiamo via treppuntoni d’oro all’ultimo respiro, per l’incredulità dell’omino giallo in mezzo al campo, che già si vedeva, bello de papà, sotto la doccia soddisfatto della missione compiuta.

Missione compiuta invece dai nostri quattromila ragazzi che hanno spinto una Roma, finalmente tignosa e Testaccina, a crederci fino all’ultimo; nonostante l’inferiorità numerica e nonostante i momenti di difficoltà che questo Bologna, squadra tutt’altro che scarsa, ha creato durante la partita, culminati col miracolo di Pau Lopez che vale mezza vittoria.

Quattromila ragazzi che diventerebbero settantamila, se questa società distante e miope capisse che saremmo in grado di far diventare l’Olimpico una bolgia, blindando i treppunti in tutte le partite in casa.

25€ per la curva, 35€ per i distinti, e le misure di controllo degne di uno stato di natura Cilena, sono tutto tranne che incentivi a far venire la gente a sostenere la squadra, soprattutto se si pensa a quali tempi (economici) corrono e al fatto che magari uno ci porterebbe pure i figli, se non gli costasse un’intera giornata lavorativa.

Il legame che questa Città ha con LA sua squadra è indissolubile. Smettetela con questa politica assurda e la vergogna di vedere regolarmente il Tempio mezzo vuoto sarà solo un ricordo, con benefici, anche economici, che siamo sicuri i vostri illuminati finanziari non faticherebbero a valutare.

Per noi la Roma è una cosa seria. Semmai non s’era capito.