martedì, settembre 24, 2019 Anno XV
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Ci siamo volutamente astenuti dal commentare la ridicola performance di mercoledi contro il Porto per due principali motivi: non ne avevamo alcun dubbio, come già affermato nel precedente redazionale post-derby, e ci sembrava oltremodo sterile alimentare il dibattito su chi, tra arbitro ed allenatore avesse le colpe maggiori del disastro.

Per quanto il furto sia stato palese è evidente che funziona (male) come alibi sulla singola partita, ma non sulla striscia di prestazioni negative da sei mesi a questa parte.

Ma avendo appena appreso della dipartita di Di Francesco e di Monchi abbiamo motivo di sentirci, almeno per oggi, un po’ più ottimisti.

Al primo ci sentiamo di fare i migliori auguri, sperando che abbia capito che quando lo incalzavamo nel prendere una posizione diversa nei contronti dell’illuminato DS, lo dicevamo nell’unico interesse della Roma e di conseguenza anche del suo. Eusebio è romanista ed è una brava persona. Ma co’ questi non ti ci puoi mettere a mezzi, berti decisioni tecniche e di mercato ai limiti del delirio e sperare che poi non passi tu da capro espiatorio. Serve altro, soprattutto caratterialmente.

Molto diversa è la situazione di Monchi, un dirigente che ha dimostrato un’incapacità inumana e ai limiti della citazione per danni: oltre 150 milioni spesi (quarti in Europa), acquisti di giocatori finiti e avulsi da qualsivoglia progetto tecnico, responsabilità con i compagni di merende Baldini e Spalletti della chiusura anticipata della carriera di Totti.

Finanche la teoria delle plusvalenze vacilla al cospetto del suo operato. Con l’eccezione di Under e Zaniolo (preso da Massara e quasi per errore solo perchè la trattativa su Nainngolan era in stallo) Monchi lascia una rosa acciaccata e pesantemente ridimensionata come valore di mercato di (pare) almeno un 30%, con in più un monte ingaggi aumentato del 7%.

Dal momento che ci è stato spiegato che di calcio capiamo poco, proviamo a vedere se almeno sui numeri riusciamo a farci dare degli inetti o male che vada dei disattenti. A 12 ore di aereo la realtà dev’essere probabilmente distorta se non si riesce a vedere l’evidenza.

Ciò che fa pesantemente rodere il culo è che predichiamo queste cose da tempo. E se i due di cui sopra se fossero levati dar cazzo dopo Bergamo, avremmo probabilmente salvato derby e qualificazione in Europa, e quindi l’intera stagione.

Altro giro altra corsa dunque, con l’ennesima stagione passata a fare le comparse; con una squadra che viene regolarmente montata e rismontata come il Lego e che vede permanentemente nell’anno successivo quello della speranza di rinascita.

E’ di pochi istanti fa la notizia che la responsabilità di portare la nostra armata Brancaleone a fine campionato, spetterà a Mr.Ranieri, al quale va il nostro ideale abbraccio di bentornato.

Esattamente come quando ebbe due palle immani nel vincere un derby sostituendo Totti e De Rossi e andando poi a sfiorare uno storico scudo, ci auguriamo che possa riportare un po’ di ordine e di sana tigna Testaccina in questo ambiente di cadaveri e venduti.

Daje Mister. Daje Roma.