venerdì, marzo 22, 2019 Anno XV
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I treppunti, è proprio il caso di dirlo, sculati dai nostri in quel di Frosinone, hanno più il sapore della campanella dell’ultimo giro che del risultato ottenuto da una squadra cinica e solida nelle proprie convinzioni.

La partita di stasera ha evidenziato tutti i limiti di un settore tecnico completamente allo sbando, senza uno straccio di mentalità vincente e costantemente messo sotto pressione dai diversamente laziali.

Mentalità vincente che, si badi bene, non significa necessariamente vincere sempre, ma che eviterebbe pericolosi cali di concentrazione proprio nelle sfide meno di cartello.

I giocatori sono quello che sono: quattro / cinque superstiti dell’anno scorso e un’accozzaglia di acquisti sopravvalutati e in difficoltà nel reggere il campo con una squadra già retrocessa.

L’unica certezza che ci è stata regalata stasera è Olsen. Portiere con la targa dispari che nei giorni pari sfarfalla allegramente, mentre negli altri si trova più o meno al posto giusto.

La prestazione di questa sera non promette nulla di buono in vista del derby e della fondamentale sfida di Oporto. Tra di noi ci ripetiamo che bisogna avere fede… ma qua si metterebbe a dura prova finanche quella incrollabile di Giobbe.

L’allenatore è quello che è: un ectoplasma con poche diottrie che non sa manco legge la lista dei diffidati pre-derby e che mette Zaniolo a venticinque dalla fine; noncurante del fatto che il Frosinone in quella fase della partita la può mettere solo sul fisico e l’inserimento di uno che non può fare falli equivale a regalare ogni ripartenza dalla destra.

La società, lo abbiamo detto più volte, è quello che è: un gruppo di affaristi (scarsi) al quale il risultato sul campo frega poco meno di un cazzo.

Abbiamo sentito ieri Baldissoni proferire parole senza alcun senso, secondo cui spostare l’amministrazione dentro il GRA, avvicinerebbe la Roma al cuore della Città.

L’amico dev’essere un po’ confuso o forse è semplicemente distratto: la Roma è e sarà sempre parte integrante della Città e suo cuore pulsante.

Siete voi che prima o poi passerete. Come il vento sferza questa serata di fine inverno, di voi non resteranno che le macerie che ci state lasciando.

Ciociaria portali via. E vedi de fallo alla svelta.