giovedì, novembre 15, 2018 Anno XV
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Chiunque abbia messo piede almeno una volta allo stadio conosce questo coro come uno dei più famosi sberleffi ai tifosi avversari, tipicamente utilizzato per solleticare l’altrui vezzo a millantare la propria forza, salvo poi fuggire nell’attimo della resa dei conti.

Come tutti i derivati da saggezza popolare, anche incitare un coniglio ad alzare la voce ha la sua base di verità scientifica.

Il coniglio infatti, animale pauroso e timido per antonomasia, emette talvolta una specie di grugnito simile a quello del maiale: quando si incazza o quando comincia un corteggiamento.

Questo ridente giardino zoologico che è questa dirigenza, esprime nel grugnito-VAR tutta la sua ridicolaggine.

Pertanto, più che una sacrosanta e diretta lamentela per il rigore (generoso) accordato alla Spal e quello (inesistente) regalato alla Fiorentina, il grugnito-VAR è sembrato più vicino ad un goffo tentativo di sintonizzarsi sull’umore di noi tifosi.

Sfortuna vuole però, che il proferitore della lamentela non ne azzecchi una memmeno pe sbajo da due anni e se la Roma è una squadra molle e dominata da chiunque, non lo deve di certo a qualche decisione arbitrale discutibile.

I pochi giocatori d’esperienza rimasti (Kolarov, Dzeko, Fazio) entrano in campo senza voglia.

I giovani (Zaniolo, Under, Pellegrini) durano mezz’ora e poi spariscono dal campo.

Gli oggetti misteriosi (Schick, Cristante, Pastore) costano da soli come tutta la rosa del Sassuolo che ci sta allegramente davanti.

Questi sono i fatti caro Monchi, e quando chiedi rispetto, comincia tu a portarlo ai tifosi, alle loro capacità mentali e alla loro memoria.

La storia della Roma è costellata da furti di ogni natura e genere, ma fintanto che si era l’anti-sistema questo era da mettere in conto e ci rendeva fieri di ciò che eravamo.

Ma questa è la dirigenza che, guidata dal suo illuminato presidente, impose quasi ai limiti dello scherno a Totti e Garcia, di abbassare i toni la sera della grande rapina del 5 Ottobre 2014, per mano del pupazzo Rocchi. Un’occasione in cui si sarebbe dovuto uscire dal campo e lasciare i teatranti pigiamati da soli a cantarsela e suonarsela, senza legittimare il risultato sportivo.

La stessa dirigenza che aveva permesso un anno prima agli stessi ladroni di allenarsi a Trigoria prima della supercoppa.

Siete voluti entrare nel sistema, pensando d’essere più furbi di loro e adesso provate ad alzare la voce.

Non vi sforzate. Si sente solo un grugnito.