mercoledì, agosto 23, 2017 Anno XV
          Iscrizione Torna alla Homepage Segnala il sito


da repubblica.it

Calcio & soldiCambierà tutto. La Lega di A ha pubblicato stamani il bando d’asta dei diritti tv (www.legaseriea.it), cercando di anticipare la Uefa con la Champions. Obiettivo, portare a casa complessivamente 1400 milioni all’anno per tenere in piedi il Circo del Pallone. I dirigenti della Lega, la “squadra” di Marco Brunelli, e quelli di Infront, l’advisor, sono venuti incontro con un’asta “intelligente” alle richieste dell’Antitrust, pur contestando alcune decisioni sulle linee guida: ma non avevano scelta, andare al Tar avrebbe allungato i e inasprito il conflitto. Per questo si è fatto in fretta questo bando (fretta che non è piaciuta ad alcuni club fra cui Juve, Roma, Napoli), per invogliare le tv ad investire anche nel nostro calcio oltre che in quello europeo e incassare almeno un miliardo di euro a stagione la Lega Serie A con la vendita nazionale dei diritti tv del triennio 2018-21. Il bando prevede 5 pacchetti: nessuno basta per trasmettere tutte le partite. Operatori di ogni piattaforma (digitale terrestre, satellitare, internet) possono concorrere per il più ricco, il D: vale minimo 400 milioni di euro, copre le gare di 12 squadre (fra cui Roma, Lazio, Torino e Fiorentina), 324 eventi di cui 132 in esclusiva. I match delle altre 8 squadre (fra cui Juventus, Napoli, Milan e Inter, per 248 eventi) sono nei pacchetti A (satellitare) e B (digitale terrestre), che valgono 200 milioni. I pacchetti C1 e C2 per la piattaforma internet si dividono a metà le squadre dei pacchetti A-B: le milanesi da una parte, dall’altra Juve e Napoli. Poi ci sarà la Coppa Italia, i diritti esteri che si cercherà di vendere meglio, eccetera. Ora tocca alle emittenti: chissà se ci sarà stavolta un’offerta per il Web? Chissà che farà stavolta Mediaset? Di sicuro, Sky ha un’occasione d’oro per diventare davvero la (pay) tv del calcio, fra serie A e Champions: ma Murdoch jr. dovrà tirare fuori un po’ di soldini. Ma anche la Rai (vedi Spy Calcio del 24 maggio) stavolta reclama i suoi spazi, anche sul fronte europeo. Dal 2018 al 2021 dovremo abituarci ad un nuovo calcio: quattro italiane “garantite” in una Champions che assomiglierà sempre più ad una Superlega e addirittura 8 “finestre” (slots) in campionato. In alcune settimane si potrebbe giocare addirittura dal venerdì al lunedì in Italia, dal martedì al giovedì in Europa. Cioè sempre, tutti i giorni, come volevano le tv (e i tifosi?). Non si è seguita la Liga di Spagna che gioca addirittura in 10 finestre per venire incontro ai fusi orari di tutto il mondo ma è pur sempre un ricchissimo calcio-spezzatino il nostro, al quale i tifosi dovranno abituarsi. Alla domenica ci sarà una buona partita, come era stato il derby di Milano, alle 12,30 per venire incontro al ricco mercato della Cina e ci saranno solo tre gare alle 15 (con danno per una trasmissione-cult come Novantesimo Minuto), oltre ad una gara alle 18 e il solito posticipo, di buon livello. Ecco le finestre proposte dalla Lega. Sabato: ore 15; 18 e 20,30. Domenica: 12,30; 15; 18 e 20,30. Lunedì: 20,30. In Champions si giocherà il martedì e mercoledì alle 19 e 21 (nuovi orari che fanno gola alle tv), in Europa League il giovedì in vari orari. Inoltre i club italiani impegnati in Champions potranno chiedere di anticipare al venerdì due partite (se il martedì successivo giocano in trasferta) e al sabato le altre due partite. La domenica-almeno in alcune occasioni- resterà ben poco, due buone partite come detto (12,30 e il posticipo) per venire incontro ai mercati più ricchi e tre di modesto interesse nel pomeriggio. Ma è un’altro calcio, e il prossimo anno ci sarà una grande battaglia per finire ai primi quattro posti, quelli che garantiscono l’ingresso trionfale nella Champions edizione 18-19, lì dove arrivano per i club i veri soldi che fanno la differenza.

Fulvio Bianchi