venerdì, Maggio 09, 2025 Anno XXI


da laroma24.it

L’allenatore della Roma, Rudi Garcia, in conferenza stampa alla vigilia dell’importante sfida del San Paolo contro il Napoli di Sarri. Queste le parole del tecnico giallorosso:

Rudi GarciaQuali sono le condizioni di Gervinho e Salah?
Salah sta bene, è entrato in gioco. Era previsto non giocasse più di 45′, e lo ha fatto bene. Ovviamente adesso potrebbe iniziare. Per Gervinho abbiamo fatto un test prima di Borisov e, se c’era un rischio non lo prendevamo e Iturbe era pronto, non si sentiva al 100% e non lo abbiamo rischiato. Può iniziare o entrare in corso.

La qualificazione era il primo obiettivo
Arrivare qualificati è molto importante, ovviamente nel futuro, parlo di febbraio, con tutti i giocatori sarà un’altra Roma, non ci saranno più pressioni e ripartiremo da capo. Vedremo lunedì cosa ci riserverà la sorte e sulla Champions siamo contentissimi di essere qualificati, era il nostro obiettivo. Abbiamo avuto difficoltà e sofferenza, ma abbiamo giocato partite alla grande e abbiamo perso tipo Inter e Samp, quando si gioca meno bene e si arriva al risultato utile, qui in Italia sopratutto non mi direte il contrario, è una cosa importante. I ragazzi sono stati bravi, anche con l’intelligenza, perché il fine partita non era facile. Sapevamo che volevamo vincere e segnare e ci abbiamo provato, ma era anche importante non prendere gol negli ultimi 10′ perché un pareggio ci portava forse alla qualificazione ed è stato così.

Il tifo può avere una valenza per lo Scudetto?
Mi è piaciuta la risposta di Florenzi, la penso come lui. Preferisco essere fischiato da 70.000 persone e un Olimpico pieno, perché almeno i ragazzi vedono uno stadio pieno, con i tifosi presenti che ci danno una carica in più e forza. Ci sono cose che possono essere negative, ma anche positive: pressione su avversario, su arbitro, sappiamo quanto queste cose pesano sulla partita. Mi auguro l’Olimpico torni pieno, poi starà a noi fare risultati positivi per mettere la tifoseria dietro noi. L’ho sempre detto e lo penso.

Cosa la stupisce di Sarri?
Higuain non è arrivato da ieri, ma da molto tempo, si è ambientato, ha imparato la lingua e fa parte del campionato italiano. Hanno grandi campioni, Sarri è un buon allenatore, con un gioco pericoloso che fa dei gol, 28 ne hanno fatti. Ha una particolarità difensiva, giocano molto in verticale e con tanti schemi su calci piazzati. E’ una buonissima squadra e lo sappiamo. Sembra che la più scarsa italiana va in trasferta per incontrare la più forte. Non leggo e non sento, ma queste cose arrivano alle mie orecchie ovviamente.

Cambierà qualcosa? L’importante è perdere bene?
Sembra che già abbiamo perso, possiamo fare meglio e smentire i pronostici. Sembra la vigilia del derby quando eravamo stanchi, avevamo giocato in Champions, e loro facevano turnover in Europa League, ma abbiamo dimostrato di poter fare una buona partita. Sembra anche una partita che somiglia a quella di Firenze, la Fiorentina faceva e fa un buon calcio, noi eravamo in un momento non brillante: somiglia a queste partite, i ragazzi devono dare tutto nelle ultime 3 partite che rimangono fino alla fine dell’anno. Non andiamo al mattatoio come vittime, andremo per un risultato utile come fatto sempre, così faremo domani.

Domani potete rimettere le ali o uccidervi?
Chi vince domani non vincerà lo scudetto e chi perde non sarà eliminato dalla corsa ai primi posti. Vogliamo un risultato positivo. Giocheremo contro uno stadio e una squadra con molte qualità ma, a parte questo, abbiamo anche qualità da far valere e ci occuperemo solo di questa cosa.

Si può fermare Higuain?
La risposta la avremo domani, è un grande campione, ma anche noi ne abbiamo uno in attacco. Ci saranno due grandi centravanti domani. Non dobbiamo avere un piano solo anti Higuain, hanno tante armi in attacco: Callejon, Insigne, Mertens, Hamsik, lo sappiamo ovviamente. In questo momento siamo, ovviamente, un po’ meno brillanti nel gioco, ma abbiamo anche noi possibilità, il primo attacco della Serie A è ancora qui.

Cosa si è detto con Pallotta? Sente la fiducia di prima?
Non ho l’abitudine di dire quello che ci siamo detti nello spogliatoio o le discussioni con i miei dirigenti. Il presidente ha visto il prefetto, il presidente vuole fare di tutto per mettere i tifosi nelle migliori condizioni di tifare. Il presidente fa tutto per il meglio della Roma.

Come sta vivendo Dzeko il momento?
Come ho detto per Higuain, vale anche per Dzeko: è arrivato da poco, deve ambientarsi, imparare la lingua, un altro paese e un altro calcio. E’ normale che ci voglia tempo. Ogni bomber vive un momento dove segni di meno. E’ arrivato a Higuain, a tutti i più grandi centravanti del mondo che hanno avuto un periodo dove si segna di meno. Penso, perché non sono stato un centravanti, che non si deve avere una ossessione del gol, fin quando la punta lavora per la squadra, fa di tutto per essere utile nel gioco come Edin, allora i gol torneranno da soli. Lavora in allenamento, davanti la porta deve stare sereno e non avere ossessione. Come ha detto Edin, se la squadra vince va tutto bene. Poi è un centravanti e gli piace fare gol, ma penso che farà tanti gol. E’ un grande campione e un grande uomo e lo avete visto con i vostri occhi.

C’è scetticismo. Perché?
Non va tutto bene, ma non va tutto male. Con i due punti in più del Torino forse sarebbe differente. E’ dall’inizo della stagione che soffriamo un Olimpico non pieno: non avendo la Curva Sud, ci manca tanto. Quando c’è lo stadio pieno, c’è la possibilità di avere una grande spinta. E’ questa la sofferenza nostra, spero torni pieno lo stadio.

Si è parlato della litigata tra Manolas e Pjanic. Segnale positivo?
Ovviamente, è una squadra viva, che vuole vincere e che non è contenta quando non vince e fa cose meno buone. La fine della partita era particolare col BATE: dovevamo vincere senza prendere gol. Un po’ di nervosismo è carica, avevamo più da perdere che da vincere. Si sono chiariti, sono due buoni uomini, importanti nello spogliatoio e nel campo. Il rispetto è importante e, non vedo ovunque, ma nello spogliatoio c’è e chi ha giocato a calcio sa che certe cose succedono.