sabato, novembre 23, 2019 Anno XV
          Iscrizione Torna alla Homepage Segnala il sito


MARCATORI: 9′ e 13′ st Riganò (M), 10′ e 28′ st Totti (R), 19′ pt Mancini (R); 30′ st Cordova (M), 39′ st Rosi (R).

ROMA (4-2-3-1): Curci; Panucci (37′ st Vucinic), Mexes, Chivu (27′ st Rosi), Tonetto; De Rossi, Aquilani (23′ st Wilhelmsson); Taddei, Perrotta, Mancini; Totti. (Julio Sergio, Defendi, Faty, Tavano). All. Spalletti.
MESSINA (4-5-1): Cesaretti; Lavecchia, Zanchi (1′ st Morello), Calà, Giallombardo; Alvarez, Pestrin, D’Aversa, Masiello, Parisi (28′ st Cordova); Riganò (27′ st Montella). (Paoletti, Bombara, Tummiolo, De Vezze). All. Bolchi.

ARBITRO: Pierpaoli di Firenze.
NOTE: giornata primaverile, terreno in buone condizioni. Ammonito Masiello (M). Recupero: 1′ pt, 2′ st. Spettatori 60 mila circa. Al 18′ st Totti (R) si è fatto parare un rigore.

Guarda la photogallery

R.Sensi: sono felicissima per il nostro pubblico e soprattutto per mio padre che è il primo tifoso gillorosso, è stata una grande festa che ci farà continuare a lavorare bene. Vincere a Roma è qualcosa di magico, di speciale. Quindi, qualsiasi cosa si vinca, è sempre motivo di festeggiamenti particolari che solo Roma e suoi tifosi sanno fare.
I giocatori? E’ giusto che i ragazzi si riposino, noi invece dobbiamo lavorare tanto e per molto tempo. Quando si vince si lavora meglio. Si sta lavorando già da parecchio per impostare la prossima stagione. Questo però è il momento per concretizzare tutto quello che si è fatto sin qui.

Spalletti: qui sono tutti molto calorosi e passionali, i tifosi ci vogliono bene veramente e noi abbiamo restituito loro qualcosa, perchè abbiamo fatto un grande campionato. I ragazzi hanno sviluppato un ottimo calcio, ma non si riuscirà mai a ripagare i tifosi per quello che sentono per questi colori e per questa società.
Totti? Ha fatto due bei gol, poi è stato sfortunato sul rigore. La squadra lo ha aiutato a raggiunfgere il suo obiettivo. Anche oggi si è visto che i compagni lo cercavano e questo è sintomo di un buonissimo gruppo. Ventisei gol per un numero 10 sono tantissimi? Totti ha il numero 10 di maglia, ma nei comportamenti ha fatto di più il numero 9, perché gli è stato chiesto di fare la prima punta e l’ha fatta molto bene, perché la capacità di liberarsi stando con le spalle alla linea difensiva è segno di adattamento, è sintomo di completamento di qualità. Se avesse fatto un paio di gol di testa in più sarebbe stato perfetto, però ci penserà l’anno prossimo. Questo passaggio da numero 10 a numero 9 è una mia intuizione? Non esageriamo. Dovunque è stato messo, Totti ha sempre sviluppato le sue caratteristiche, le sue qualità. Quando ci lavori insieme, ti accorgi che quando tira in porta è micidiale per i portieri avversari, perché lui ha veramente personalità, sintesi dentro l’area di rigore. Ha questo senso tattico di dover posizionarsi, di cercare la porta. Anche con le spalle girate riesce a trovare l’angolo giusto. Oggi ha fatto un pallonetto sul secondo palo, girandosi su se stesso. Questo ti fa capire che ha la percezione di sapere dov’è il palo lungo anche se si trova di spalle alla porta e con il pallone fra i piedi.
Rosi? E’ bello che abbia segnato, perché quest’anno l’ho fatto giocare un po’ meno, ma lui ha continuato ad allenarsi abbastanza bene.
Il mercato? Si può fare un ottimo mercato ora, perchè l’organizzazione della società ha evidenziato di essere a posto per quanto concerne la supervisione. Di calciatori bravi ce ne sono diversi, ma bisogna avere anche fortuna, così come è successo con Taddei e Doni. Chiaro che non si può competere con Inter e Milan. Bisogna farlo attraverso il campo e lo sviluppo del gioco, non attraverso i numeri.
Oggi grande festa che ha coinvolto tutti? Secondo me a Roma potremmo riuscire ad avere uno stadio sempre al completo, tutti abbonati. Uno stadio che sia sempre giallorosso.

Totti: E’ stata una stagione da incorniciare. Siamo arrivati secondi in campionato, abbiamo vinto la Coppa Italia, ho vinto la classifica capocannonieri e sono ancora in lotta per la Scarpa d’oro, aspettando quello che farà Van Nistelroy. Se Van Nistelrooy dovesse fare quattro gol nelle due partite che gli restano da giocare è giusto che vinca la Scarpa d’Oro. Avevamo obiettivi importanti e li abbiamo centrati. L’Inter ha fatto grandi cose ed era difficile starle dietro. Il prossimo mercato? Sarà importantissimo. Sta alla società e al mister decidere gli acquisti per questa squadra. Dobbiamo ripartire da dove abbiamo finito.
Portare la coppa al presidente Sensi? Un’emozione bellissima, perché se lo merita. Ci ha messo sempre la faccia, è sempre stato vicino alla squadra e poi è difficile trovare un presidente tifoso della Roma, perciò sono contento di quello che abbiamo.
La Nazionale? In questo momento mi godo la famiglia e quello che ho fatto quest’anno. In settimana mi incontrerò col professor Mariani per decidere se fare l’intervento o meno. Dopo di quello valuterò.

Mancini: sono molto contento di chiudere la stagione con questa vittoria. Quest’anno abbiamo fatto una grandissima stagione. Quarti di finale in Champions, secondi in campionato e vittoria della Coppa Italia. La stagione è stata fantastica, adesso dobbiamo riposarci e pensare all’anno prossimo.
Il gol? E’ stato un bellissimo gol. Un cucchiaio alla Totti? Sì, lui nella sua carriera ha fatto dei bei gol anche di cucchiaio. Io ci sono riuscito, sono contento per la squadra, per lui e per i tanti tifosi che sono venuti qui oggi.

Perrotta: la traversa nel primo tempo? Peccato, però ci sta, purtroppo… Effettivamente avevo fatto una buona azione, pazienza. E adesso? Gli altri vanno in vacanza, io ho ancora dieci giorni. Però è sempre un piacere andare in Nazionale.
La ricerca del gol di Totti è stata forse un pò ossessiva all’inizio? Sì è vero. Quando c’è questa ricerca continua, il più delle volte non ci riesci. Nel secondo tempo, forse, abbiamo giocato con più tranquillità e Francesco è andato in gol. Peccato per il rigore, perché sarebbe stata una rete in più e Van Nistelrooy difficilmente l’avrebbe raggiunto. Speriamo tutti che riesca a vincere la Scarpa d’oro, perché sarebbe non solo un premio personale, ma un riconoscimento per tutta la squadra.
Mio figlio in campo? Era imbambolato. Era ipnotizzato dai tanti cori e dalla grande confusione che c’era. E’ stata un bella festa e speriamo ogni anno di poter festeggiare in questo modo.
Il prossimo anno? Una grossa responsabilità, perché sappiamo che i tifosi della Roma, giustamente, sono molto esigenti. Ci danno una grossa mano, per cercare di ripetere quantomeno quello che abbiamo fatto quest’anno.

Riganò: io alla Roma? Ci verrei a piedi. E’ stupendo vedere tutti questi tifosi all’Olimpico. Sono abituati bene.