mercoledì, novembre 13, 2019 Anno XV
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MARCATORI: Perrotta (R) 43′ p.t.; Materazzi (I) su rigore 7′, Totti (R) 44′, Cassetti (R) 49′ s.t.

INTERNAZIONALE (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Cordoba, Materazzi, Grosso (dal 16′ s.t. Dacourt); Stankovic, Cambiasso (Recoba al 45′ s.t.), Zanetti; Figo; Ibrahimovic, Adriano (dal 16′ s.t. Cruz). (Toldo, Burdisso, Solari, Gonzalez). All. Mancini.
ROMA (4-2-3-1): Doni; Panucci, Ferrari, Mexes, Chivu; De Rossi, Pizarro; Wilhelmsson (dal 29′ s.t. Cassetti), Perrotta, Mancini (dal 32′ s.t. Vucinic); Totti. (Curci, Tonetto, Faty, Rosi, Tavano). All. Spalletti.

ARBITRO: Trefoloni.
NOTE: pomeriggio sereno, spettatori 67000. Ammoniti Figo, Zanetti, Doni, Pizarro, Mexes, Stankovic, Materazzi. Recupero 0′ p.t.5′ s.t.

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Spalletti: la partita è stata intensa, in bilico fino alla fine. È venuto fuori un risultato che ci sta. Ora è importante arrivare al derby con un margine che ci fa stare tranquilli per il secondo posto.
Abbiamo avuto un atteggiamento corretto anche se i momenti di nervosismo, come quelli di Mexes e Pizarro sono da limare. Giocare per un obiettivo importante ci ha permesso di reagire e di vincere questa partita.
Lo scudetto? Vista l’andatura dell’Inter non avremmo potuto mantenere il ritmo neanche se la gara si fosse giocata prima, quando avevamo un distacco inferiore. È giusto che lo scudetto lo vinca l’Inter, per tutto quello che ha espresso durante l’anno. Quando una festa si rimanda viene ancora meglio, fa ancora più rumore…

R. Mancini: questa sconfitta un po’ brucia perché speravamo di concludere il campionato imbattuti. Per la festa non cambia molto, non è un problema.
Nel prima tempo non abbiamo giocato bene, mentre nel secondo abbiamo fatto benissimo. Ci sta che subentri del timore a un passo dal traguardo. Il loro secondo gol è venuto fuori da una casualità… Peccato! Nel secondo tempo la squadra ha fatto benissimo, abbiamo avuto diverse occasioni per vincere, ma le partite bisogna giocarle sempre fino in fondo. Ci mancano ancora sei punti da conquistare, credo che questo ci possa essere utile per domenica prossima.

Totti: quest’anno l’Inter ha devastato il campionato, è stato veramente difficile starle dietro. Batterla oggi è stata una bella soddisfazione e sapevamo di poterlo fare, anche se, dopo Manchester, ci davano tutti per spacciati: siamo venuti a Milano per fare una grande partita e rovinare loro la festa, che comunque è solo rimandata alla prossima domenica. E’ stata una partita dura. Avevo tanto dolore alla schiena, soffro di sciatalgia da un mese, ma non posso fermarmi e cerco di stringere i denti e andare avanti.
La classifica? Noi abbiamo sbagliato 3-4 partite con le ultime della classe e quelli persi con loro sono i punti pesanti che ci mancano. Manchester? Ormai basta parlarne, è stato un episodio brutto che purtroppo rimarrà nella storia, ma siamo ripartiti subito. La classifica capocannonieri? Non l’ho mai vinta, mi manca. Mi farebbe piacere vincerla.

Ferrari: abbiamo rovinato la festa all’Inter? Per la verità ci abbiamo sempre creduto, perchè siamo convinti che la differenza tra noi e loro non è così grande. Loro sono una grande squadra e meritano di vincere lo scudetto. Però noi oggi volevamo fare bene, perchè dobbiamo incontrarli ancora due volte per la finale di Coppa Italia. Vincere oggi ci dà grande morale, grande fiducia, proprio per la finale.
Una grande prova contro Ibrahimovic e Adriano? Io sono tranquillo. Sono convinto dei miei mezzi, il mister mi ha dato fiducia e credo di averlo ripagato. La Roma non è quella di Manchester. Arrivare secondi è come vincere lo scudetto. Oggi abbiamo fatto una grande prova e credo che da qui in avanti per noi saranno tutte finali, ma il morale che abbiamo oggi non ce lo toglie più nessuno.

Mexes: sono davvero contento, abbiamo fatto una grande gara. Sul rigore ho protestato tanto perché ho visto una cosa assurda, non mi sembrava possibile. E’ stato un episodio incredibile. Comunque, per noi la cosa più importante era dare un segnale forte per dimostrare che questo distacco dall’Inter non è giusto.

De Rossi: oggi abbiamo dimostrato che non c’è questo abisso di punti tra noi e loro.