martedì, luglio 16, 2019 Anno XV
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MARCATORE: Vucinic al 17′ s.t.

ROMA (4-2-3-1): Doni; Cassetti (28′ s.t. Panucci), Ferrari, Chivu, Tonetto; De Rossi, Pizarro; Taddei, Perrotta, Mancini (13′ s.t. Tavano); Vucinic (35′ s.t. Faty). (Curci, Mexes, Rosi, Wilhelmsson). All. Spalletti.
SIENA (4-3-1-2): Manninger; Bertotto, Rinaudo, Portanova, Molinaro; Antonini, Codrea (30′ s.t. Alberto), Vergassola; Cozza (13′ s.t. Locatelli); Corvia (23′ s.t. Chiesa), Frick. (Benussi, Negro, Gastaldello, Brevi). All. Beretta.

ARBITRO: Giannoccaro di Lecce.
NOTE: spettatori 32 mila circa. Espulso al 46′ s.t. Locatelli (S) per condotta violenta. Ammoniti Portanova, Vucinic, Rinaudo, Panucci. Recupero 0′ p.t., 4′ s.t.

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Spalletti: successo che vale doppio. Abbiamo fatto fatica contro una squadra che è stata in campo bene, solida. Sapevamo che, avendo giocato due volte in una settimana, avremmo pagato qualcosa sul piano della freschezza fisica. Dunque complimenti doppi ai miei ragazzi, vincere in queste condizioni non era semplice. Mancini era rabbuiato dopo il cambio? Io preferirei parlare della partita, ma ai giornalisti interessano più questi particolari. Vorrei evidenziare la buona gara di De Rossi, così come quella di Chivu. Se proprio devo parlare di Mancini, dico che i calciatori si possono comportare come vogliono. Mi dispiace che non abbia salutato il compagno, ma mi ha detto che la sua scelta è dovuta al fatto che voleva uscire il prima possibile per non perdere tempo. Per impostazione personale preferisco far giocare tutta la partita ai difensori e sostituire i giocatori offensivi. E’ una scelta tattica mia che credo possa dare benefici, perché i calciatori dei reparti offensivi danno sempre molto di più in fatto di cambiamento alla partita. Problemi con il giocatore? Non si può dire che vi sia un caso. Se si dice questo si agevola il giocatore che esce dal campo facendo scenate. Per me non c’è nessun problema e ci siamo già chiariti negli spogliatoi. Gli ho fatto notare che, per logiche di gruppo, sarebbe meglio salutare il compagno. Ma nel calcio si hanno a disposizione tre cambi e io li sfrutto. La Roma è stata meno brillante del solito? Essere meno belli, ma più produttivi è qualcosa che può capitare contro una squadra difficile da affrontare come il Siena. Loro erano in forma e noi avevamo giocato molto ultimamente.

Beretta: l’spulsione di Locatelli? De Rossi aveva fatto la stessa cosa all’andata con Brevi quando siamo rimasti in dieci, sicuramente Locatelli lo ha colpito, ma da lì a fare quella scena… Gli ho chiesto se piangeva!
Il risultato non è giusto perchè abbiamo messo in difficoltà la Roma e un pari ci poteva stare, sono contento della prestazione della squadra.

De Rossi: Beretta era un po’ nervoso. Diceva che sia all’andata che al ritorno ho simulato. Invece all’andata l’ho presa e al ritorno uguale. Insomma, adesso non l’ho vista in televisione, ma la botta l’ho sentita. Perciò non ho problemi a dichiarare che ho preso un’altra bella botta. Non sono andato a chiedere l’espulsione del giocatore. Non sono andato a chiedere niente a nessuno, tanto meno a Beretta che, alla fine, dica pure quello che vuole. Non è un problema mio!
Il Siena? E’ un’ottima squadra, molto compatta, ed ha giocatori di qualità. Secondo me sono più forti di molte squadre che la precedono. Abbiamo visto la partita che hanno fatto contro la Lazio: è stata su per giù come quella di oggi, anche se lì hanno avuto più occasioni. Noi siamo stati bravi a sfruttare l’occasione avuta, perché le partite, i campionati e i piazzamenti si ottengono così, anche con due sole occasioni ed un gol. Non è sempre festa come è successo con il Catania o in altre occasioni in cui hai quindici palle gol e ne realizzi sei o sette.
Vucinic? Quello del gol è un suo movimento tipico e l’assist è stato il tipico assist di Tavano… Questa è la forza della squadra, questa è la dimostrazione che prima eravamo un pochino contati. Adesso esce un giocatore come Mancini e, al posto suo, entra uno come Tavano che insieme a Vucinic te la risolve così. Per Vucinic siamo tutti contenti, perché ha vissuto un piccolo incubo. La sua è stata un’esultanza alla De Rossi? Immagino la sua felicità. C’era tanta aspettativa su di lui, poi gli infortuni lo hanno frenato. Immagino quello che possa aver provato e sofferto. Lo stesso vale per Gilberto Martinez, che è un ragazzo eccezionale di grandissime qualità. Purtroppo quando ti fermano gli infortuni non puoi fare niente.

Vucinic: dico la verità, sono veramente contento. Perché abbiamo vinto e perché lo abbiamo fatto grazie al mio gol. Devo ringraziare i miei compagni, mi hanno aiutato molto da quando sono arrivato. E soprattutto ringrazio lo staff medico che mi ha sopportato per quattro mesi. Adesso cosa prometto? Prometto di allenarmi come sto facendo e di mettere in difficoltà il mister. Meglio con il modulo ad una o due punte? E’ lo stesso. Una o due punte non cambia niente, perché il movimento è sempre uguale. Se giocherò anche mercoledì in Coppa Italia? Io cerco di allenaarmi bene, poi c’è il mister che decide. A chi dedico del gol? Come ho detto prima, lo dedico allo staff medico, alla società che mi ha sostenuto in un momento difficile e a due-tre persone care che mi sono state vicino. Totti? La Roma senza Totti è un’altra squadra, Totti da solo è il 50% della Roma.