venerdì, novembre 22, 2019 Anno XV
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da romanews.eu

Ha parlato al termine dell’allenamento, in conferenza stampa, l’allenatore dell’Atalanta, Stefano Colantuono.

Stefano ColantuonoPrima della sfida con la Roma, in scena domenica alle 15, il tecnico fa la conta degli infortunati «Stendardo non ci sarà, Lucchini sì. Scaloni forse».

Con tante assenze, soprattutto nel reparto difensivo, il mister dovrà scegliere all’ultimo minuto chi schierare «Non ho ancora deciso, ma arretrerò in difesa Cazzola o Migliaccio – anticipa Colantuono -. Settimana scorsa Riccardo (Cazzola,ndr) s’è disimpegnato bene, Giulio è più adatto in caso di reparto a tre. Hanno il cinquanta per cento ciascuno di possibilità di giocare».

L’assenza di un esterno destro di ruolo a centrocampo potrebbe convincere il tecnico a scegliere la difesa a quattro, anche per contrastare meglio il tridente giallorosso. Ma il rebus sarà sciolto solo domani mattina. Dubbi anche in attacco: Bonaventura dovrebbe partire dalla panchina, Moralez dovrebbe schierarsi dietro Denis e Livaja. «Davvero non so chi ci sarà, non posso mettermi a fare il totoformazione…».

Ma l’allenatore non cerca alibi: «Bisognerà saperli aggredire senza concedere campo. Occorre difendere ma anche riproporsi, una partita d’attesa è impensabile. Al di là delle assenze, di cui non voglio sentir parlare, siamo in casa e ce la giochiamo. Siamo abituati a situazioni limite come questa e altre volte abbiamo fatto bene».

Colantuono dice di temere su tutti Gervinho perchè «è un giocatore micidiale in profondità», ma l’ivoriano non è certamente l’unico da tener d’occhio: «A differenza dell’anno scorso sanno giocare anche bassi e in ripartenza. Sul mercato, tra Gervinho, Strootman, Benatia e Ljajic, la Roma ha preso il meglio che c’era. È un gruppo di top player. Vincere dieci partite di fila non è facile, aver ritrovato De Rossi poi è determinante. E non parliamo di flessione per gli ultimi tre pareggi, è mancata anche un pò di fortuna».

Una battuta, infine, anche sulle tensioni che ci sono state tra le due tifoserie «Di appelli ne ho fatti almeno due, se serve arrivo anche a tre o quattro. Non voglio sentire storie di carri armati o altro, c’è bisogno del tifo dall’una e dall’altra parte»