giovedì, agosto 22, 2019 Anno XV
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MARCATORI: Ibrahimovic (I) al 29′ p.t.; Perrotta (R) all’8′, Crespo (I) al 12′, Cruz (I) al 15′, Cordoba (I) al 23′ s.t.

ROMA (4-2-3-1): Doni; Panucci (24′ s.t. Cicinho), Mexes, Juan, Tonetto; De Rossi, Pizarro; Giuly, Perrotta, Mancini (24′ s.t. Vucinic); Totti (31′ s.t. Esposito). (Curci, Ferrari, Brighi, Barusso). All. Spalletti.
INTERNAZIONALE (4-5-1): Julio Cesar; Zanetti, Cordoba, Samuel, Maxwell; Figo (32′ s.t. Pelè), Stankovic, Dacourt (6′ s.t. Crespo), Cambiasso, Cesar; Ibrahimovic (5′ s.t. Cruz). (Toldo, Solari, Adriano, Suazo). All. Mancini.

ARBITRO: Rizzoli di Bologna.
NOTE: spettatori 60 mila circa. Espulso al 28′ p.t. Giuly (R). Ammoniti Samuel, Pizarro. Recupero 1′ p.t., 2′ s.t.

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Pradè: eravamo partiti bene, con un buon approccio, poi l’episodio del rigore ha cambiato la partita. Dobbiamo archiviarla e pensare subito al Manchester. Partite come queste ti fanno crescere.
Una giornata no ci può stare, soprattutto contro una grande squadra come l’Inter che, comunque, ha fatto una grande prestazione. Adesso vediamo la nostra crescita. Giocare martedì è una cosa importante, sono d’accordo con il mister. Dobbiamo reagire immediatamente. Non cambia nulla in chiave campionato, siamo appena alla sesta giornata. Peccato perché era uno scontro diretto e ci tenevamo a fare bella figura. Dopo il pareggio, ci siamo galvanizzati e, se fosse passato un po’ più di tempo, saremmo riusciti a metterci meglio in campo. Invece è arrivato subito il secondo gol dell’Inter.

Moratti: sono felicissimo e credo saranno contenti anche i tifosi. La vittoria di oggi contro la Roma è importante come quella dello scorso anno. È importante per noi, per il morale e per Mancini, che ha dimostrato di essere un fior di allenatore. La scelta di mandare in campo solo una punta la conoscevo già prima dell’incontro e credo sia stata una mossa azzeccata. Anche nella ripresa poi, l’ingresso delle due punte mi è sembrata una soluzione giusta, vista la superiorità numerica. L’unica cosa fastidiosa sono i vari infortuni: non è una maniera di lamentarsi, ma un fattore reale. L’Inter vince ma non è bella? Non siamo brutti come squadra, tutt’altro.

Spalletti: ripercussioni per la sconfitta? Il fattore psicologico è fondamentale. Deve rimanere l’amarezza per quello che è successo, ma deve essere trasformata in motivazione per fare bene in futuro. In questi momenti dobbiamo dimostrare la nostra forza come gruppo. L’espulsione? Il fallo di mano di Giuly è stato istintivo. Comunque è stato un episodio fondamentale che ha cambiato tutta la storia della partita. Da quel momento, abbiamo sempre dovuto rincorrere. Loro facevano possesso palla, Ibrahimovic unica punta faceva salire benissimo la squadra e noi dovevamo sempre accorciare con un terzino o con un mediano, spendendo moltissimo. Avevamo sempre difficoltà a centrocampo.
Cosa è successo dopo il pareggio? Lì abbiamo grandi responsabilità, siamo stati troppo sbarazzini. E’ stata una situazione molto simile a quella di Manchester: il voler segnare e recuperare ci ha fatto lasciare troppo spazio ai grandi giocatori dell’Inter. Non eravamo compatti e siamo stati puniti. In questo dobbiamo migliorare. Quando si prende gol, la prima cosa è rimanere compatti.
Una lezione per il futuro? Una sconfitta non è mai una cosa positiva, ma dobbiamo cercare di cancellarla dalla nostra mente. Il calendario durissimo ha influito molto? Abbiamo una rosa all’altezza, ma è certo che, dopo una serie di partite come quelle che abbiamo affrontato, trovarsi di fronte una squadra come l’Inter è durissima.
Già ho parlato con i ragazzi, ribadiremo due o tre cose domani mattina. Per affrontare un campionato difficile come questo servono dei calciatori forti nella testa più che nelle gambe.

Mihajlovic: era una partita molto importante, venivamo da una vittoria contro la Sampdoria dove avevamo giocato bene e con questa vittoria potevamo prendere fiducia. Ora siamo da soli, davanti, in testa alla classifica. Vincere a Roma non è mai facile e, se vinci così, puoi essere solo contento. All’Olimpico sarà dura per tutti. Ci serviva la vittoria per darci ancora fiducia nei nostri mezzi e dimostrare che, se giochiamo come sappiamo giocare, siamo i più forti di tutti.
Perché il modulo con una sola punta? Perché ci mancavano tanti giocatori importanti. Abbiamo scelto Cesar e Figo per mettere in difficoltà la Roma sulle fasce e non permettere ai terzini giallorossi di salire. Inoltre, i tre di centrocampo davano equilibrio.

Perrotta: quando affronti questo tipo di squadra ci sta anche la sconfitta. Undici contro undici abbiamo creato più situazioni dell’Inter, in inferiorità numerica è stata più dura. Noi conosciamo il nostro potenziale, ma dieci contro undici è difficile, poi ci è mancata la forza. Comunque nulla è compromesso. La champions? Non sono a rischio per Martedì. Sto bene, credo sia stato solo un crampo, almeno spero…

Mexes: è sicuramente un risultato pesante. Abbiamo iniziato bene, poi l’episodio del rigore e dell’espulsione hanno cambiato il match. Abbiamo lottato fino alla fine, ma abbiamo subito questo gol che ci ha fatto perdere una partita che inizialmente avevamo in mano. E’ già la seconda volta che prendiamo gol in contropiede. Ora dobbiamo pensare a martedì. Il risultato conclusivo fa male, ma dobbiamo andare avanti e pensare come sappiamo. Non è l’ideale affrontare il Manchester dopo una partita così. Mancano, comunque, ancora tante partite in campionato. Abbiamo perso una battaglia, non la guerra. Non era facile giocare in dieci, il nostro schema di gioco con un uomo in meno è molto diverso. Ci siamo ripresi psicologicamente, poi il secondo gol dell’Inter ci ha fatto male. Undici contro undici non ci hanno messo in difficoltà. Siamo da scudetto come loro. Dobbiamo pensare alla partita di martedì. Dobbiamo rialzare la testa, anche se non è facile. Siamo fiduciosi, martedì sarà un ‘altra cosa. Daremo il massimo all’Old Trafford. Al campionato ci penseremo dopo Manchester.

Amantino: è stata una partita storta, decisa da un episodio. Giocare contro l’Inter in inferiorità numerica è molto difficile. Loro, tecnicamente, sono molto bravi. E’ importante ora mantenere la calma e la concentrazione, il campionato è lunghissimo e può succedere di tutto. Non dobbiamo mollare e dobbiamo continuare a giocare con il nostro atteggiamento. Ora concentriamo le nostre forze sulla partita di Manchester. Questa sconfitta è già passata, adesso pensiamo alla gara dell’Old Trafford che è un’altra cosa. Vogliamo riprenderci subito. La squadra è forte, siamo tranquilli e penso che a Manchester potremo reagire.

Esposito: la partita è stata condizionata dall’espulsione, sino a quel momento il match è stato molto equilibrato. Purtroppo, poi, è arrivato il contropiede da dove è scaturita l’espulsione e il rigore per l’Inter. Quell’episodio ha condizionato la partita. Personalmente, anche quando entro sul 4-1, cerco sempre di dare il massimo. Non era facile, comunque, perché la partita ormai era chiusa. Siamo una grande squadra e dobbiamo rialzarci immediatamente. Sin da martedì dobbiamo dimostrare di essere un’altra Roma. Non eravamo fenomeni prima, non siamo brocchi ora. Dobbiamo lavorare come abbiamo sempre fatto e cercare di migliorare ancora. Dobbiamo ripartire come sappiamo. Abbiamo tutti i mezzi per fare una grande gara a Manchester. Speriamo di poter far bene.

Pizarro: vorrei rigiocare questa partita undici contro undici. Sino all’episodio del rigore abbiamo giocato alla pari. Abbiamo avuto la possibilità di pareggiare, ma poi abbiamo subito il nuovo vantaggio dell’Inter che ci ha tolto soprattutto la forza nelle gambe. I tanti gol subiti? Non credo siano un problema, ripeto vorrei giocare questo match in parità numerica. Non bisogna nascondersi, comunque, dietro gli episodi che ci hanno girato contro. Dobbiamo riprenderci subito perché già abbiamo avuto una brutta esperienza a Manchester. La squadra c’è. In occasione del secondo gol dell’Inter, Crespo è stato bravo a trovare l’attimo giusto per battere Doni. La palla è arrivata a lui da sola, a noi non succede mai quando ci sono dei rimpalli. E’ andata così, loro sono stati bravi a sfruttare la superiorità numerica. A Manchester andremo con la consapevolezza di avere una grande squadra, quest’anno non commetteremo gli errori dello scorso anno. Sarà diverso.

Crespo: una bella sfida, non c’è dubbio. L’Inter ha giocato bene come mercoledì con la Sampdoria, e questo vuol dire che la squadra sta crescendo. Non è semplice venire all’Olimpico e vincere. La Roma è un’ottima squadra, gioca un calcio stupendo. Ma il calcio è anche questo: può succedere di perdere quattro a uno.

Stankovic: non abbiamo mollato sull’1-1 e si è visto. La Roma rimane una grande squadra e, quando giocano due grandi squadre, se si gioca con uno in meno si vede la differenza. Il campionato è ancora lunghissimo, abbiamo dimostrato che siamo ben organizzati e che non ci batte nessuno.

Samuel: manca tantissimo alla fine del campionato, bisogna stare tranquilli. Per noi è importante martedì, la Champions League. E basta

J. Zanetti: noi credevamo in questa vittoria ed è stata molto importante. Adesso pensiamo alla Champions League e speriamo che vada bene.

Cruz: Inter più forte della Roma? Credo di sì. La Roma fino ad oggi ha giocato un bellissimo calcio, ma più che il bel calcio conta il risultato. Sono contentissimo, ci tenevo tanto a giocare questa partita e sono felice di aver segnato. Dopo tante parole abbiamo dimostrato quale è la vera Inter. Manca ancora tanto alla fine del campionato, ma sappiamo di essere forti.