domenica, luglio 21, 2019 Anno XV
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Ci esimeremo dal fare beceri paragoni sessisti chiedendovi di scegliere tra questo o quell’attore o questo o quell’attrice. La logica Catalaniana prevede sempre che sia meglio avere a che fare con uno/a bellissimo/a che un/a cesso/aPerò visto che molti di voi un minimo di esperienza stradarola la posseggono ci limiteremo a porre un’altra domanda.
Dovendo annà a fa schiaffi co’ quarcuno, preferireste essere accompagnati da una curia formata da tanti Don Abbondio o da una squadretta con tutti i bravi di Don Rodrigo?
Potendo scegliere, opiniamo, che la questione, visto il contesto, non si ponga.
Così è anche nel pallone: potendo scegliere uno vorrebbe tutti giocatori forti e decisi.
Potendo scegliere uno vorrebbe sempre vincere e in qualche occasione, come nel derby per esempio, magari stravincere.
Eh già…potendo scegliere.
Non è questa la nostra condizione.
Noi non possiamo scegliere nulla. Questi, intesi in senso globale come giocatori, allenatore, società, c’avemo e questi se tenemo.
Alla Roma vogliamo bene e la tifiamo, comprendiamo tutte l vicissitudini e i sacrifici fatti negli anni dalla proprietà, apprezziamo la carica innovativa e il bel gioco portato dall’allenatore.
Tutto ciò premesso però nessuno si offenda se definiamo questo derby, lato Roma, un’autentica indecenza.
Per dovere di onestà intellettuale ammetteremmo anche che nessuno aspettava il confronto con i cugini di campagna come l’evento dell’anno, però qualche motivazione, a voler ben cercare, si poteva anche trovare.
C’era per esempio un tre a zero da vendicare, oppure più banalmente una supremazia cittadina da riaffermare o più prosaicamente sei mesi di sberleffi garantiti all’indirizzo dell’odiato dirimpettaio.
Tutto questo in condizioni normali, ma noi siamo la Roma e questi sono i giocatori della Roma e quello è il loro allenatore…Francamente si può pretendere di più?
Ne dubitiamo.
Tranne che nell’occasione di Lione, unico effettivo quanto episodico trionfo stagionale, e per una parte per la partita interna con i Red Devils, questa squadra sistematicamente mostra buchi di carattere che diventano eclatanti man mano che la posta in palio sale.
Alla Roma manca quel “killer instinct” che dovrebbe anche andare di pari passo con la voglia di affermazione di una squadra che per promettere, promette, ma quanto a mantenere…lasciam pevdeve.
E quindi hai voglia ad aspettare il Griso! Chi si appalesa è sempre Don Abbondio.
Siamo irriconoscenti ed esagerati? Forse.
A noi sembra che ci sia solo un giocatore in grado di fare la differenza. Si chiama Francesco Totti e quando lui manca si perde o si pareggia.
Alcuni asseriscono che la Roma ha fatto miracoli con i mezzi che ha a disposizione, mentre altri sostengono che il secondo posto è testimonianza di una creazione originale di Mister Spalletti capace di cavar fuori la seta dalla lana.
Forse avranno ragione loro e torto noi.
Il calcio è bello perché è avariato.
A proposito di calcio avariato, in settimana è uscita di nuovo fuori la questione intercettazioni in cui è stato coinvolto anche il caro Pradè.
Non essendo in grado di valutare i retroscena, renderemo un cattivo servizio a lui e alla società se ci accanissimo nella richiesta di crocifissione.
Vorremmo però, forse in maniera presuntuosa, trovare un punto di mediazione tra la crocifissione presunta e la beatificazione non richiesta che abbiamo sentito fare da alcuni in settimana.
Il nostro giusto mezzo starebbe nell’annuncio delle dimissioni da parte di Pradè e nella riconferma, se è vero che ha agito anche in nome e per conto della famiglia Sensi, da parte della società.
Questo sarebbe un comportamento pragmatico, serio e linerare in assenza del quale, anche a distanza di anni, tutti potranno continuare a dire di tutto. Il fatto che manchi evidenza che il sunnominato abbia accarezzato neanche per un millesimo di secondo l’ipotesi, la dice lunga sulla cifra del personaggio.
E rimanendo in tema di personaggio avremmo anche una sommessa preghiera da rivolgere a sua Eccellenza il Sig. Prefetto Serra.
Eccellenza riterrebbe facilitativo, per il compito e la sicurezza delle forze dell’ordine e dei tifosi, che quelle quattro regole che ci sono possano venire applicate con coerenza e continuità e, soprattutto a tappeto?
Perché vede Eccellenza, a noi sfuggono le motivazioni con cui una settimana prima uno striscione ironico in cui si lamenta la mancanza di un fax generi una diffida, mentre due settimane dopo si possa portare dentro allo stadio di tutto e di più (in termini di striscioni) per fare della “sana e giusta ironia”.
Vorremmo anche noi partecipare e condividere il comune lato ironico della questione.
Le confessiamo però che avremmo voluto un pizzico in più di certezza del diritto e in chi deve far rispettare le leggi.
Questi, come altri, rimarranno ancora per molto “misteri gloriosi”.
Anche li, potendo scegliere…..

Ad maiora