sabato, maggio 25, 2019 Anno XV
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MARCATORI: Giuly (R) al 13′, Brighi (R) al 32′ p.t.; Vannucchi (E) al 23′, Giovinco (E) al 46′ s.t.

EMPOLI (4-4-2): Bassi; Raggi, Adani (dal 27′ s.t. Antonini), Piccolo, Tosto; Marianini (dal 27′ p.t. Giovinco), Marchisio, Moro (dall’8′ s.t. Giacomazzi), Vannucchi; Saudati, Pozzi. (Pelagotti, Marzoratti, Ascoli, Abate). All. Cagni.
ROMA (4-2-3-1): Doni; Cicinho, Ferrari, Juan, Cassetti; Brighi, Pizarro; Giuly (dal 1′ s.t. Tonetto), Perrotta (dal 24′ s.t. Barusso), Mancini (dal 41′ s.t. Mexes); Vucinic. (Curci, Antunes, Pit, Esposito). All. Spalletti.

ARBITRO: Banti di Livorno.
NOTE: giornata di sole, spettatori 10mila circa; ammoniti Raggi, Saudati, Ferrari, Brighi, Marchisio, Barusso, Cassetti. Recupero 2′ p.t., 4′ s.t.

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Spalletti: abbiamo lasciato qui due punti importanti. Non siamo riusciti a concretizzare le tante occasioni create. Nel secondo tempo abbiamo buttato via quello che abbiamo fatto di buono nel primo. L’Empoli nel secondo tempo è migliorato molto, mentre noi abbiamo sprecato dieci situazioni dove potevamo chiudere la partita. Loro hanno cominciato a giocare dritto per dritto sulla nostra linea difensiva e noi abbiamo sbagliato almeno dieci situazioni per chiudere la partita. Quando la partita va così, o stai molto attento oppure succede quello che è successo a noi oggi.
Quando una squadra gioca tre partite in una settimana, è molto dura. Avevamo poca freschezza. Ma il risultato è stato figlio della casualità. Potevamo fare molti più gol. Siamo fatti così, pensiamo di avere le partite in pugno e veniamo puniti. Qualche gara si può pareggiare, ma così no. Non si possono sbagliare tutti questi gol. Era una partita vinta sotto il piano del gioco, ma la concretezza è fondamentale nel calcio, nel dare sviluppo alle situazioni che si presentano importanti. E oggi ne abbiamo buttate via tante. Brighi? Dà sempre un buon rendimento, sono contento che è riuscito a far gol.
La discussione tra il Pres. Corsi e Tempestilli? Il presidente dell’Empoli è come un bambino piccolo. E’ il terzo anno di fila che fa così. Va negli spogliatoi e urla “Bene, bene, abbiamo pareggiato”. E, in questo caso, i dirigenti hanno reagito e secondo me hanno fatto bene. Lui è mio amico, ma se non glielo dico, non la smetterà mai.
I tanti gol subiti? Più che tanti gol subiti, sono pochi quelli realizzati. Gol come quelli dell’Empoli sono frutto di situazioni imprevedibili. Mentre noi abbiamo sbagliato moltissime occasioni davanti al portiere.

Cagni: non abbiamo mai mollato. Abbiamo ritrovato lo spirito della provinciale. Quello che lo scorso anno ci aveva fatto fare così bene. Mi interessava soltanto vedere una squadra che lottasse sul piano fisico e mentale. Infatti, nella ripresa, gli equilibri della squadra non erano perfetti, ma ci abbiamo creduto e siamo stati premiati. La classifica non rosea ci impediva di giocare con tranquillità. Oggi abbiamo ritrovato lo spirito giusto e la fortuna ci ha dato una mano. Abbiamo avuto fortuna, perché la Roma ha sbagliato in un momento delicato.

Mancini: ci è mancata un po’ di concentrazione. Nel primo tempo siamo andati in vantaggio di due gol e abbiamo creduto che la partita fosse facile. Purtroppo abbiamo preso due reti ed è arrivato un pareggio al quale non pensavamo. Il calcio è così, bisogna stare concentrati dal primo all’ultimo minuto. Per beneficiare del risultato di questa sera tra Juve e Inter prima avremmo dovuto vincere noi. L’Empoli gioca bene, è una buona squadra che ha raccolto meno di quanto meritava.
Il 2-2 con l’Empoli è un passo indietro, perché sono queste le partite che ti fanno vincere lo scudetto. Adesso dobbiamo mantenere calma e tranquillità. Il campionato è ancora lungo e rimane ancora tanta strada da fare. La squadra è forte ed abbiamo qualità sufficienti per arrivare in alto.
Adesso andiamo a Lisbona per vincere, per mettere al sicuro la qualificazione al turno successivo. La mia prima partita con la fascia di capitano? Non mi era mai capitato, sono felice perché è il simbolo del leader.

Ferrari: abbiamo perso tre punti, quando poteva finire 7-1, senza esagerare. Dobbiamo prendercela con noi stessi, abbiamo pareggiato una partita ampiamente vinta. Ci eravamo detti negli spogliatoi che la gara era ancora aperta, stava andando tutto bene. Avevamo molte occasioni. Sappiamo come è il calcio: un episodio rimette tutto in discussione. Sapevamo che dovevamo chiudere questa gara, ma non ci siamo riusciti e siamo stati molto sfortunati a prender un gol da trenta metri. Forse siamo noi stessi a metterci in difficoltà. In questo dobbiamo migliorare. La punizione con cui l’Empoli ha pareggiato? Mi sembra che l’arbitro fosse vicino, se lui non ha visto punizione non vedo perché il guardalinee sia intervenuto segnalare un fallo inesistente. Comunque ci può stare, non voglio prendermela con gli arbitri. Oggi abbiamo dimostrato di non saper chiudere le partite, stiamo perdendo troppi punti; sono già otto. Io voglio migliorare sotto questo aspetto: dobbiamo portare a casa punti ed essere più cinici. Sarà un episodio, ma dobbiamo riuscirci.

Perrotta: partita strana, poteva finire 7-0 abbiamo pareggiato 2-2. Non bisogna farsi prendere dalla rabbia. Mercoledì ci giochiamo il passaggio del turno in Champions League e dobbiamo centrarlo. E’ un periodo che si crea tanto, ma si segna poco. Siamo molto rammaricati. Brighi? E’ dall’inizio della stagione che fa bene, quando entra dà sempre il suo contributo. Come stoio? Meglio, mi sono allenato bene e la forma ritornerà presto.

Pizarro: quella di oggi era una gara da vincere. Abbiamo perso 2 punti importanti. Dovevamo chiudere il match. C’è grande rammarico, parlare adesso è difficile, per noi è stata una sconfitta. Oggi abbiamo pagato le occasioni buttate al vento. Bisogna cancellare subito questo pareggio mercoledì contro lo Sporting Lisbona. Queste sono le partite più difficili. Non dobbiamo nascondere il fatto che dovevamo chiudere la partita, però gli assistenti di linea ci hanno penalizzato anche oggi.

Barusso: purtroppo è andata così, bisogna essere più cattivi sotto porta. Ci dobbiamo riprendere mercoledì, andare a Lisbona a fare il nostro gioco. Sono contento di essere entrato, un po’ meno per come è finita la partita.