venerdì, Giugno 14, 2024 Anno XXI


Non ce le devono venire a raccontare a noi queste cose.
L’abbiamo viste e subite fin da quando andavamo in giro con le Clarks e i piumini.
E’ una regola non scritta ma efficace e puntuale come la legge di Murphy.Se prepari la festa, la festa te la fanno! Non si sfugge.
Era tutto acchittato, la presentazione radiotelevisiva dell’avvenimento, tutti gli interisti d.o.c. in tribuna che non potevano disertare l’appuntamento con la storia, e che la televisione riprendeva sorridenti e pronti a fare strage di questa squadretta che il Manchester aveva ridicolizzato.
Moratti in prima fila, Tronchetti Provera dappresso, Aldo Giovanni e Giacomo, Bertolino, Gino e Michele e formiche e bacarozzi annessi, avevano riesumato per l’occasione anche la buonanima di Ruben Sosa; Mentana dalla radio non parlava d’altro.
Senonchè comincia la partita e la Roma non fa altro che giocare quel calcio che per 7/8 della stagione hanno (e abbiamo) ammirato tutti, comprensivo delle numerose occasioni sprecate prima di segnare, come sempre accade.
Non c’è niente da fare quando è così, nulla può Trefoloni che regala il rigore del momentaneo pareggio all’Inter per un imbarazzante tuffo in solitario di Adriano in area; nulla possono le gesta degli uomini contro il volere degli Dei.
Ce l’abbiamo negli occhi e nel cuore ancora il giro di campo dell’allora sindaco Signorello (non Vetere come la memoria ingannevole ci aveva suggerito – grazie ai tanti che l’hanno segnalato) in uno stadio festante in quel di Roma-Lecce, abbiamo i racconti di Alberto Di Chiara compagno di scuola e romanista d.o.c., autore del gol del pareggio dei Salentini: “ m’ha sbattuto la palla in testa e s’è infilata imprendibile, manco ho esultato”….
Ricordi lontani ma sempre presenti.
Cosicchè questa bella vittoria ci restituisce un minimo di sorriso dopo i difficili momenti del dopo Manchester.
Lo vinceranno questo scudetto, è ovvio, ma annate a fa festa cor Messina….
La Roma è viva, la Roma è una squadra giovane, con limiti dettati dalla mancanza di esperienza e dalla panchina corta ma ogni volta che la dai per spacciata come una fenice risorge dalle ceneri.
Il Lione doveva fare strami di noi, l’Inter sbatterci lo scudetto in faccia, la Lazio riprenderci senza problemi….. solo il Manchester è stato zitto, t’ha aspettato e t’ha giustiziato.
La parola è d’argento, il silenzio è d’oro recita il detto popolare, ma siccome noi semo fatti a ‘na certa (usando il dialetto romanesco edizione II millennio mutuato dai figli) e siccome Rugantino era de’ noantri, a fa’ i guastafeste ce piace, a chiacchierà pure per cui invitiamo tutti i tifosi dell’Inter a preparare una bella festa per il double, scudetto e coppa Italia, noi fra un mesetto torniamo tomi tomi cacchi cacchi.

Sempre forza Roma