domenica, settembre 15, 2019 Anno XV
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L’idea arriva dal Macclesfield Town: dieci minuti in campo e una settimana di allenamenti per 20 mila sterline. Il club retrocesso tra i dilettanti è sommerso dai debiti e così pensa di ripianarli. Non tutti sono convinti. Il direttore sportivo: “Fan in campo solo se risultato al sicuro”
LONDRA – In genere il calcio funziona così: una squadra paga un giocatore per mandarlo in campo. Ma un club inglese in serie difficoltà finanziarie ha capovolto il concetto: un aspirante giocatore può pagare una squadra per essere mandato in campo. Non tutta la partita, naturalmente: solo per 10 minuti, e “una tantum”. Ma può allenarsi con i titolari per una settimana e realizzare così il sogno di ogni tifoso: giocare con i suoi beniamini. Costo: 20 mila sterline, circa 25 mila euro.
Alla fine della stagione 2011-2012 il Macclesfield Town è retrocesso dalla League Two, equivalente della nostra C2 e campionato di più basso rango tra i professionisti. Quest’anno ha giocato tra i dilettanti, nella Blue Square Bet Premier League, finendo il torneo all’undicesimo posto. E lo ha finito, cosa ancora più importante, pesantemente indebitato: con un passivo di 500 mila sterline (quasi 600 mila euro). Per evitare di andare in amministrazione controllata, ovvero di rischiare la bancarotta, la società ha avuto un’idea originale, o stravagante, a seconda dei punti di vista: offrire l’opportunità di giocare una partita del prossimo campionato, o meglio almeno 10 minuti di una partita, più una settimana di allenamenti, a chiunque donerà 20 mila sterline alle casse vuote del club, contribuendo così a tenerlo in vita. Un giocatore-finanziatore a partita, e nell’arco della prossima stagione, fra campionato e coppe, il Macclesfield pagherebbe i suoi debiti.
All’iniziativa, dice il direttore sportivo Andy Scott, possono partecipare tutti gli uomini tra i 18 e i 35 anni di età in buone condizioni fisiche. Naturalmente schierare un finanziatore, invece di un giocatore, non dovrà compromettere il rendimento della squadra: “Se siamo 1-1 a dieci minuti dalla fine in una partita importante, non rischieremmo certo di mandare in campo un giocatore solo perché ha pagato 20 mila sterline”, spiega Scott al Times di Londra. “Ma se mancano dieci minuti al termine, stiamo vincendo 3-0 e l’allenatore pensa che si possa fare, allora lo faremmo entrare in campo”.
Non tutti i tifosi sono d’accordo, però. Uno ha scritto sul sito del Macclesfield: “Ci faremo ridere dietro da tutti. E perché poi la gente dovrebbe pagare il biglietto per vedere giocare qualche riccastro che si è comprato la maglia e il diritto di stare in campo a suon di quattrini?” E tuttavia, nell’era di un football sempre più costoso e di squadre sempre più indebitate, la trovata non è del tutto priva di logica. Magari solo per le amichevoli di pre-campionato, ve lo immaginate se il Manchester United, il Barcellona, il Real, per non parlare di Juve, Milan, Inter, Lazio e Roma, offrissero dieci minuti in campo in cambio di 20 mila, 200 mila o 2 milioni di euro? Ci sono miliardari che hanno pagato altrettanto per andare nello spazio, ma per un tifoso di calcio dieci minuti in campo con i big è meglio che andare sulla luna.
[Fonte: Repubblica]

Per Corederoma
Paolo Nasuto