sabato, dicembre 14, 2019 Anno XV
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Conferenza stampa per l’attaccante, indagato per estorsione e accesso abusivo a sistema informatico. “Vorrei che tutti voi mi perdonaste, sopratutto la signora Falcone”.
E’ diventato il protagonista inatteso del web, è balzato al centro dei discorsi politici, non di certo per qualche merito. Fabrizio Miccoli, indagato per estorsione e accesso abusivo a sistema informatico, svela la sua verità riguardo alle frasi shock su Giovanni Falcone.
L’attaccante del Palermo è intervenuto in conferenza stampa: ”Chiedo scusa a tutti, alla città di Palermo, alla mia famiglia che mi ha fatto crescere in un contesto di valori, di rispetto. Sono vent’anni che faccio questo lavoro, quello che ho sempre voluto fare. Vorrei che i miei figli crescessero nella massima legalità. Non sono un mafioso, solo un calciatore. Mi prendo comunque le mie responsabilità”.
Il giocatore pugliese alterna parole e pianto a dirotto: ”Spero che la signora Falcone come tutti possa perdonarmi, spero di farlo con i fatti. Sono contento che tutto questo sia uscito, può essere importante per me. Ho già contatto la signora, mi ha detto delle bellissime parole”.
“Sono un calciatore, ma in questi anni magari non sapevo a cosa andavo incontro. Ho passato cinque ore importanti ieri, dove ho detto quello che mi si chiedeva. Sono uscito da lì molto sereno, è uscito un altro Fabrizio, una persona che prenderà le cose positive da questa storia”.
“A 34 anni devo mettere la parte la mia ingenuità da bambino che ho sempre avuto, le sciocchezze che ho sempre portato in giro. Devo essere tra virgolette egoista, devo pensare alla vita vera, a mia moglie, ai miei figli”. Frequentazioni pericolose e parole su Falcone da parte di Miccoli, l’avvocato risponde al posto del giocatore: “Non hanno un inserimento nel quadro, non possiamo rispondere. Abbiate pazienza, si sta ancora indagando”.
Riprende la parola l’ex Juventus, Buffon l’ha difeso: “Lo ringrazio, mi è stato vicino, sa come sono. Il mio lavoro compromesso? Non temo assolutamente niente, prenderò quello che verrà con massima serietà e deciderò poi con calma. L’importante che questa storia finisca il prima possibile”.
Molti hanno evidenziato come Miccoli sia esempio negativo per i giovani: ”Io voglio diventare un testimonial in positivo per loro, se ho sbagliato, e me ne rendo conto solo oggi, ho cercato di essere Fabrizio e non Miccoli, sperando di trovare sempre dall’altra parte persone pulite, che mi avrebbero dato amicizia vera”.
Il Romario del Salento si ferma nuovamente per piangere, poi la confessione:“Ho frequentato tantissime persone senza sapere chi fossero, c’era chi suonava a casa mia per aiutarli con le spese, ho provato sempre ad esserci. Ho trascurato la mia famiglia per provare ad essere uno di voi, uno di Palermo, uno normale”.
“Conta sempre la propria coscienza, mi sento di dire che sono apposto con la mia coscienza, lo sarò ancora di più quando dimostrerò con i fatti. Non sono un mafioso, sono contro la mafia. La mia considerazione sulle intercettazioni? Non conta molto, altri sono rimasti in mezzo”.
Borsellino e Falcone, simbolo di Palermo, della Sicilia, della lotta alle mafie: ”Ho subito capito l’importanza, credo alla loro importanza. Non dormo da tre giorni, su di me sono uscite cose non vere”.
[Fonte: Goal]

Per Corederoma
Paolo Nasuto