giovedì, Ottobre 29, 2020 Anno XV
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Con il 2006 in dirittura d’arrivo, come di consuetudine, CoredeRoma raccoglie fatti e pensieri dell’annata trascorsa e li riassume in questo almanacco che non ha la pretesa di essere omnicomprensivo. Il filo dei pensieri è quello consueto: giallorosso. Per dare un minimo di continuità all’opera ci siamo andati al leggere il corrispettivo del 2005 e dobbiamo dire che quest’anno, pur con tutte le cose brutte che sono successe, a casa nostra è andata un pochino meglio.
Rimane il rammarico per non aver avuto nessuna affermazione eclatante ma se è vero che nessuna guerra è stata vinta, molte battaglie ci hanno visto trionfare e dobbiamo essere contenti per questo.
L’anno infatti è cominciato con l’addio a Cassano che in maniera tronfia e pettoruta abbandona la Roma per andare al Real Madrid. Senza voler scomodare Fedro e una delle sue favole (Rana rupta et bos – Inops, potentem dum vult imitari, perit) abbiamo la fortuna di avere il consuntivo di questa vicenda sotto gli occhi in questi giorni. Vogliamo solo ricordare la faccia puntuta del nostro ex eroe quando gli furono riportate le parole di Zidane che lo riconosceva come più forte di Totti. Anche Zidane avrebbe dimostrato nel proseguio di avere una bella testa, non c’è che dire.
Contestualmente alla partenza del Brutto Antonio si innagura in casa giallorossa la politica del desco. I giocatori cominciano ad andare a cena assieme e a fare gruppo. Un noto ristorante sulla Laurentina a suggellare la ritrovata coesione. Se solo lo avessimo saputo prima li avremmo volentieri invitati a cena noi.
Ma l’anno comincia bene, a differenza dei precedenti, e non si sente più parlare di Progetto in quel di Trigoria. I più sospettano che il tanto propagandato “studio di fattibilità” non sia mai esistito, ma la barca va e quindi non vale la pena di andare tanto per il sottile. Come diceva la buonanima di Aristotele: “primum vivere, deinde philosophari”.
In un clima disteso collegato ad una striscia positiva della Roma ci capita invece tra i piedi una questione antipatica. All’Olimpico, durante Roma-Livorno, va in onda una grottesca messa in scena condita da insulti razzisti e apologia di fascismo. Come volevasi dimostrare, le tanto propagandate misure speciale per la sicurezza negli stadi, leggi decreto Pisanu, non servono a un bel nulla. Sua Eccellenza il prefetto ci spiega poi che era pericoloso intervenire per rimuovere il solito armamentario di bandiere nostalgiche. A noi ci risulta che si passano sveglie ai tifosi ad ogni piè sospinto, ma se lui ritiene che la cosa sarebbe stata pericolosa, avrà avuto le sue buone ragioni.
E in perfetto stile romanista, proprio quando si sta per coronare il sogno di entrare nella storia per una striscia consecutiva di partite vinte, arriva una tegola dolorosissima. Un’entrata assassina da parte di uno sconosciuto scarparo dell’Empoli frantuma la caviglia del Capitano. Le immagini dell’infortunio, orrende nella loro crudezza, fanno il giro del mondo. Villa Stuart, dove Totti viene ricoverato per subire un delicatissimo intervento chirurgico, diventa luogo di passione per migliaia di tifosi e passerella per la politica romana che si affretta a correre al capezzale dello sfortunato Capitano.
CoredeRoma che è uno dei cento siti che mettono a disposizione un canale per mandare messaggi di partecipazione e sostegno a Francesco, in meno di una settimana viene intasato da più di mille messaggi che giungono da tutto il mondo, tantissimi quelli dal medio oriente dove Totti è un vero e proprio beniamino.
Ma il Capitano, che è grande in ogni sua manifestazione, si rimette in piedi con grande rapidità e ha il tempo di partecipare e gioire da bordo campo all’undicesima vittoria consecutiva che capita, neanche a dirlo, in un derby contro la Lazio. Più ci pensiamo e meno riusciamo a darci una risposta. Cosa sarebbe stata la nostra vita senza i cugini di campagna?
Capita poi che, visto che nella vita non si può stare simpatici a tutti, che di li a poco (siamo a marzo) CdR entri in rotta di collisione con la corazzata dell’informazione romanista rappresentata dal giornale diretto da Riccardo Luna. Motivo la “consulta giallorossa” a cui eravamo stati invitati a partecipare al margine del progetto assegnato a due prestigiosi organismi consulenziali per sondare la fattibilità di una public company che assuma il controllo della AS Roma. Il Progetto viene presentato in pompa magna il 21 Aprile per poi rapidamente rientrare nel dimenticatoio. Nella disputa chi aveva ragione?
La soluzione ce la darà Lucio Battisti nelle parole di una sua canzone :”lo scopriremo solo vivendo”.
Ma mentre il campionato si va mestamente esaurendo, ci sono infatti i campionati del mondo che incombono, scoppia lo scandalo di Moggiopoli o di Calciopoli.
Intercettazioni telefoniche realizzate a margine dell’inchiesta per frode sportiva che vedeva imputata a Torino la società bianconera, mettono in evidenza un ramificato sistema di potere che coinvolge molte squadre, Juventus e Milan in testa, che sembrano poter manovrare a piacere i destini dello sport più popolare del paese.
Ma le sorprese non finiscono qui. Risultano pesantemente invischiati nella questione anche altri club tra cui la Fiorentina del moralizzatore Della Valle che all’inizio dell’anno aveva fatto fuoco e fiamme in Lega Calcio per poi accordarsi con Galliani non appena gli avevano fatto vedere due lire di diritti TV. A questo scandalo se ne sovrappone un altro che coinvolge giocatori illustri scoperti a scommettere, attraverso prestanome, sulle partite che li vedevano protagonisti. Alcuni di questi sono pilastri della nazionale mentre risulta coinvolto nello scandalo di Calciopoli anche il figliolo del commissario tecnico Marcello Lippi.
Ci troviamo così, all’antivigilia dei mondiali, con una situazione del calcio italiano completamente destrutturata e con una nazionale attraversata da sospetti piuttosto pesanti su alcuni dei suoi componenti. Tanto per non farsi mancare nella infatti il Capitano della Nazionale, Fabio Cannavaro, aveva pensato di farsi riprendere in un filmetto privato mentre si faceva un endovena di ricostituenti alla vigilia di un match importante. Nulla di proibito, per carità, ma anche queste immagini fanno il giro del mondo e non contribuiscono al buon nome del calcio italiano.
Nel frattempo il nostro campionato non ci ha dato la posizione che avremmo meritato e che ci verrà riconosciuta solo a valle delle penalizzazioni che colpiranno i principali autori dello scandalo. Si tratterà di punizioni da operetta, più che la “tabula rasa”, poco più che un pannicello caldo ma si sa, l’Italia non è luogo incline alle rivoluzioni.
Due fatti risultano eclatanti in casa romanista in questo periodo. Non ostante la ricerca spasmodica di un coinvolgimento della società nello scandalo, la AS Roma ne esce totalmente pulita e a testa alta. Molti protagonisti del mondo dell’informazione ritirano fuori, in mancanza d’altro, la vecchia questione dei Rolex e passaportopoli. Peccato (per loro) che di li a poco il Presidente Sensi venga definitivamente prosciolto da quest’ultima questione e che i Rolex siano stati un regalo talmente occulto da essere iscritto a bilancio. Franco Sensi ebbe a lamentarsi anni addietro dell’assenza di una stampa romana che lo avesse supportato in qualche modo. Non si può che notare come l’assenza continui.
L’altro fatto eclatante è la resurrezione del Capitano che da una prova straordinaria di professionismo facendosi trovare pronto alla chiamata del CT Lippi per il Campionato del Mondo in Germania.
La Roma fornisce alla nazionale tre suoi campioni che la nazionale ci restituirà sul tetto del mondo. Roma città invece fornirà alla Nazionale lo splendore del Circo Massimo per una festa di popolo di quelle da ricordare. Nulla a che fare con la festa dello Scudetto, ma più di un calciatore rimarrà abbagliato dall’accoglienza.
E mentre lo scandalo del calcio italiano si ma ammosciando come quei soufflè che prendono freddo durante la cottura, ricominciano i ritiri dopo una campagna acquisti che, per forza di cose, rimane ancora di basso profilo.
Abbastanza schifati dalla piega che sta assumendo la questione in sede di giustizia sportiva, CoredeRoma compra a sue spese una pagina del giornale “La Repubblica” e pubblica un suo manifesto di protesta ricordando a tutti che “Giustizia non è stata fatta”. Un conduttore radiofonico romano si scaglia contro questa nostra iniziativa perché ha letto sul sito che abbiamo legato la sua campagna per il boicottaggio degli abbonamenti ad un possibile diniego ricevuto dalla società per una telecronaca. Di tutte le offese gratuite che riceviamo rimangono due fatti. Il primo è che noi, Associazione di tifosi romanisti, abbiamo comprato a nostre spese una pagina pubblicitaria su un giornale e abbiamo rinnovato i nostri abbonamenti che paghiamo per intero non facendo parte di nessuna associazione di tifosi, lui ha invitato i tifosi della Roma a non fare gli abbonamenti. In questo caso non c’è bisogno neanche di attendere il dipanarsi della storia per capire chi c’ha ragione e chi c’ha torto.
E mentre parte il Campionato riformato, orfano della Juventus che invece di andare dritta in C è stata miracolata da sconti e sconticini vari, a settembre muore Giacinto Facchetti che con la Roma c’entra poco ma che è stato un esempio grandissimo per tutti gli sportivi della generazione degli “anta”. E, come se non bastasse, un incidente funesta la città. Si urtano, nella stazione della metropolitana di Piazza Vittorio, due metropolitane e ci scappa il morto. Si tratta, anche qui come spesso accade, di una ragazza deliziosa che fa la ricercatrice e che si chiama Alessandra. Tutta la città è in lutto.
E mentre la Roma va con qualche stento, grande con le grandi e piccola con le piccole, il giornalismo sportivo italiano è alle prese con una altro tormentone: che squalifica dare a Totti perché rifiuta di giocare in nazionale?
Poco importa che il Capitano della Roma e il CT azzurro (nel frattempo Donadoni è subentrato a Lippi) s siano parlati, poco importa che quest’ultimo non l’abbia mai convocato, poco importa che per altri calciatori importanti non siano state invocate misure così drastiche. Totti è Romanista e come tale bisogna rompergli gli zebedei.
A questo clima di caccia alle streghe si aggiunge l’illuminato Platini che afferma, per poi rimangiarselo dopo dieci minuti, che “Francesco Totti è giocatore da un minuto, peccato che le partite ne durino 90”. Oggi sembra che abbia scritto dicendo che la colpa è stata di chi ha mal riportato il suo pensiero. Noi dubitiamo che alcune volte sia in grado di articolarne uno di seno compiuto.
Ma fatto ancora più eclatante è che si decide, nel quotidiano che pretende di essere la voce dei tifosi giallorossi, di pubblicare gli interrogatori che l’AD della AS Roma Rossella Sensi ha rilasciato ai giudici napoletani titolari dell’inchiesta penale.
Si tratta di cose oramai arcinote, ma cosa non si farebbe mai per uno scoop? Essere Romanisti per qualcuno è un’opinione da circolazione a targhe alterne.
L’anno si conclude con una bella serie di vittorie inframmezzate da una batosta monumentale rimediata nel derby, semel in anno licet insanire, e con Top Gun in procinto di prendere casa nella perfida Albione. Muore anche Alberto D’Aguanno, giornalista di fede giallorossa ma prima ancora grande signore.
Fatti dolorosi che meriteranno commenti e riscatti, se possibile, nell’anno che verrà.
Dimenticavamo di dire che nel frattempo CoredeRoma da alle stampe il suo primo libro. Il giorno dopo il derby un altro D’Aguanno, Claudio, presenta il suo “Fuori i secondi”. Le prime copie vanno rapidamente esaurite e nella settimana prima di Natale il libro va a ruba tanto da risultare introvabile. Un altro piccolo successo di questi semplici dilettanti innamorati della Roma.
Così sia, fratelli nel romanismo di tutto il mondo.
Auguri vivissimi per il 2007 e….Ad maiora