sabato, dicembre 14, 2019 Anno XV
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“Come per il megafono anni fa, stiamo parlando per tornare a portare i fumogeni“, Zanotti, membro della Curva Sud, ci ha parlato degli incontri tra tifosi e club
AMBRÌ. Multe, squalifiche, richiami e poi ancora minacce e denunce. Ma che è successo davvero in Curva Sud alla Valascia?
L’Ambrì si è, giustamente, trincerato dietro i comunicati ufficiali. E allora per tentare di capire come sta evolvendo la situazione, abbiamo provato a chiacchierare con l’“altra” parte chiamata in causa: la Curva Sud.
«Il Ticino ne sta parlando da due settimane – interviene Matteo Zanotti, membro della Gioventù Biancoblù, anima del tifo dell’Ambrì – io, noi, francamente, non capiamo il motivo di tanto interesse ma nemmeno perché ci stanno trattando in questo modo».
Facciamo un passo indietro, raccontiamo i fatti. L’Ambrì è stato multato dalla Federazione (15’000 franchi) e inizialmente penalizzato con una gara a porte semichiuse per aver “permesso” ai sostenitori di introdurre e usare nell’arena dei fumogeni.
«La società è stata sanzionata e noi siamo stati segnalati per qualcosa che fatico a ritenere grave. Non abbiamo commesso nessun crimine efferato. Per questo motivo, per cercare di risolvere una situazione grottesca e provare a trovare un punto di incontro, noi GBB abbiamo deciso di sederci intorno a un tavolo con il club. Per tentare di tracciare insieme una linea “del tifo”, per decidere quali comportamenti e abitudini possono essere accettati».
Un momento, ora siamo noi a non capire: i biancoblù sono, in tutta la vicenda, solo delle vittime. Non hanno deciso la multa, il richiamo, la segnalazione alla giustizia. L’hanno subita. Ne sono stati costretti dalla Federazione.
«Secondo il nostro parere il punto centrale di tutta la questione è che i fumogeni non costituiscono un pericolo. Sono solo parte del tifo. Lo erano già in passato – andate a vedere le foto degli anni ’60 e ’70 – e spero lo saranno sempre. Partendo da questa idea abbiamo chiesto all’Ambrì di parlare. Lo abbiamo fatto e lo faremo ancora nell’immediato futuro. Il prossimo passo sarà, poi, quello di confrontarci con la Lega per portare le nostre parole a un piano superiore”.
Non sarebbe più facile smettere di portare bengala e fuochi pirotecnici d’altro genere alla Valascia.
“Guardate, anche con il megafono, negli anni, abbiamo avuto problemi. Poi, con il dialogo, siamo riusciti a convincere chi di dovere a concederci l’opportunità di utilizzarlo. Con questi “oggetti” noi tifosi vogliamo provare a farci sentire dalla squadra. A rimarle più vicini. A darle la carica. Anche il club, a parer mio, trae vantaggio da una curva più calda: i risultati, quando buoni, aiutano tutto l’ambiente”.
[Fonte: Ticinonline]

Per Corederoma
Paolo Nasuto