domenica, Agosto 09, 2020 Anno XV
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Un anno di amarezze ma anche di soddisfazioni di un non tesserato leccese, raccontate sullepagine del sito “Dalla parte del torto”.

Avete sentito parole di solidarietà da parte della società Us Lecce SpA o, quantomeno, dagli organi di informazione per le provocazioni subite, per le forche caudine che hanno dovuto sempre superare, per la repressione che ha colpito chi aveva la colpa di non essere tesserato e di esporre lo striscione “LECCE SENZA TESSERA”? Io No.
E se gli organi di informazione hanno raccontato quelle trasferte di resistenza dei “non residenti” presenti con lo striscione “LECCE SENZA TESSERA”, lo hanno fatto attraverso una vera e propria censura. E’ oggettivo riconoscere questo.

Penso magari a chi rompendo involontariamente un seggiolino si è visto piovere, incredibilmente, una diffida o chi, dopo aver subito le provocazioni di un rambo con la pettorina gialla, ha visto ricevere un Daspo… e penso ai Soliti Noti forcaioli che hanno gettato fango… per non parlare del silenzio assordante degli organi di stampa!
Penso a quel ristretto gruppo di “non residenti” riuniti dietro la pezza “LECCE SENZA TESSERA” come simbolo di Cittadini inermi davanti alle sistematiche provocazioni di chi non voleva che quella pezza apparisse.

Penso a quel ristretto gruppo di “non residenti” riuniti dietro la pezza “LECCE SENZA TESSERA” colpevoli di non essere rimasti chiusi in casa come hanno fatto altri “non residenti” che avevano la Tessera del Tifoso e che, quindi, potevano e dovevano essere presenti per non parlare dei residenti a Lecce e nel Salento possessori della TdT che hanno disertato tutte le trasferte della stagione…

Ecco. Penso ai “non residenti” di “LECCE SENZA TESSERA” che hanno vissuto in modo ribelle, non chiudendosi in casa; penso a chi non ha chiuso gli occhi né la bocca, né ha rifuggito una realtà pessima (come quella del ricatto della Passione con la TdT) come hanno fatto tanti ragazzi della Curva Nord (NON TESSERATI)… penso a chi continuerà a combattere e mai rinuncerà a voler cambiare, almeno un po’, con ogni mezzo necessario e soprattutto con coraggio.

Per CORAGGIO intendo avere la forza di far valere le proprie Idee, farlo con qualsiasi mezzo necessario, in qualsiasi situazione, sede ed occasione.

Il CORAGGIO è la ricchezza di tutti quegli Individui che non “hanno” ma “sono”.

ESSERE NON APPARIRE!

Certo, ci vuole UN coraggio anche per manganellare ragazzi inermi, anziani, donne e chi non è in grado di difendersi.
Ci vuole UN coraggio anche per diffidare e reprimere perché ritenuti “fastidiosi”.
Ci vuole UN coraggio anche per diffamare ed essere infami.
Ci vuole UN coraggio anche per aggredire con la divisa di ordinanza e UN coraggio per dimenticarsi chi lo fa come, oggettivamente, amano fare gli organi di dis-informazione!
Ma, evidentemente, IL coraggio che ha animato ed anima chi si è ribellato all’obbrobrio giuridico imposto dal Viminale è quello del vero senso del significato.

NO AL CALCIO MODERNO! NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI!

Franco Scomodo

[Fonte: Dalla parte del torto]

Per Corederoma
Paolo Nasuto