mercoledì, novembre 20, 2019 Anno XV
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Chi non lo ha mai tenuto in mano non riuscirà forse a capirla, questa riflessione.
La musica, al tempo dell’iPod, è diventata qualcosa di totalmente diverso. Grande marchingegno, l’iPod, ma non riuscirà mai a trasmettere le sensazioni che emanavano da un disco in vinile.

Giorgio Moroder, compositore altoatesino autore di colonne sonore e vincitore di un Oscar, è una eminenza grigia nel suo campo. Ha detto: “Niente è paragonabile a tenere in mano un disco in vinile, farlo scivolare fuori dalla custodia, soffiare via la polvere, posizionarlo sottola puntina. Nienteequivale a quel frammento di secondo prima che inizi la musica” .

Anche il calcio, a quei tempi, non era il mediocre prodotto in cui si è trasformato nell’era dell’iPod. Una specie di reliquia da custodire con somma cura, non e l’usa e getta in cui è stato clonato. Prepararsi ad assistere a una partita significava farlo con lo stesso atteggiamento sacrale con il quale ci si accingeva all’ascolto di un disco in vinile. Esattamente nel modo in cui lo descrive Moroder, con suadente sintesi.

Il calcio sapeva offrire spettacoli dal sapore magico, come il disco in vinile era in grado di diffondere la sua musica altrettanto fatata.

Due sensazioni da assaporare e godere fino in fondo. Mettersi in movimento verso lo stadio era un po’ come prepararsi ad ascoltare un vinile. Lo scorrere pacato della settimana finiva per essere propedeutico al rito domenicale. Si trascorrevano le giornate con la stessa inusitata leggerezza con la quale ci si apprestava a scartare un microsolco appena comprato.

Tutto è cambiato. Nel modo di ascoltare la musica, di accostarsi al calcio e di vivere la propria stessa vita. Certe riflessioni, se analizzate con gli occhi cinici del terzo millennio dove tutto corre a rotta di collo, hanno qualcosa di patetico. Non è così per chi ha avuto la fortuna di viverli, quei tempi.

Chi ha condiviso il periodo d’oro del vinile e quello altrettanto prezioso di un calcio finito nel dimenticatoio, si trova in grande difficoltà quando deve spiegare ciò che si provava allora e non si riesce più a provare oggi.

Analogie criptiche per chi non ha mai posseduto un giradischi. Eppure dovete crederci. La musica girava intorno e le note scivolavano lievi tra i solchi impolverati del vinile così come una partita di calcio girava tutta intorno alla passione dei tifosi, ormai confinati alla periferia del sistema.

Niente potrà mai equivalere oggi, quando capita di andare a vedere una partita, a “quel frammento di secondo prima” che la nostra squadra del cuore cominci a tirare calci a una palla su un campo da gioco.

Sergio Mutolo

[Fonte: Calciopress]

Per Corederoma
Paolo Nasuto