giovedì, Maggio 15, 2025 Anno XXI


Le squadre di calcio i cui tifosi partecipano alla proprietà del club non solo sono forti sul campo, hanno uno spirito diverso, sono vicine alla loro comunità, sono anche più buone.
In occasione delle festività appena trascorse, i supporters trust italiani Sosteniamolancona e Sogno Cavese, tramite cui i tifosi fanno parte del direttivo di US Ancona e Aquilotto Cavese, hanno realizzato assieme ai club delle belle iniziative di vicinanza a chi ne ha più bisogno.

Ad Ancona, appena prima di Natale, il settore giovanile dell’ US ANCONA 1905, in collaborazione con Sosteniamolancona, ha fatto visita alla Mensa del Povero di Padre Guido. Accompagnati dal Signor Raggetti e da Mauro Bertarelli, i ragazzi hanno avuto la possibilità di conoscere realtà che spesso sono ai margini della cronaca, o delle esperienze di tutti i giorni. La mensa del povero di Padre Guido gestisce un attività di prima accoglienza e fornisce pasti a 38 ospiti a turno ed offre ricovero a donne in stato di necessità.

A Cava de’ Tirreni, venerdì 6 gennaio, una rappresentanza di società, staff tecnico e squadra dell’Aquilotto Cavese ha fatto visita ai bambini ospiti degli istituti di accoglienza dei conventi di Passiano e di Villa Formosa di Cava de’ Tirreni, portando in dono i dolci raccolti dai tifosi (fotogallery). Una iniziativa per prolungare l’atmosfera delle festività natalizie, creando un’occasione per cercare di donare anche un sorriso a chi si porta dietro un passato difficile, e con il sentito augurio di una vita che possa spiegare le ali e spiccare il volo verso la realizzazione dei propri sogni.

In Inghilterra, uno dei club di riferimento per tutto il movimento europeo per la fan ownership, il Football Club United of Manchester, indica ancora una volta la strada, anche nel campo della solidarietà. Il 26 dicembre, Boxing Day, è da tradizione dedicato al calcio nel Regno Unito, per il FCUM ha significato anche l’occasione per una importante iniziativa denominata Big Coat Day.
Tantissimi tifosi, ma anche semplici abitanti della zona, segno della reputazione de del ruolo del FCUM per la propria comunità di riferimento, hanno contribuito a raccogliere oltre sei tonnellate di abiti invernali, in particolare cappotti, sciarpe e maglioni, per un totale di più di tremila capi, stipando fino al soffitto il furgone parcheggiato fuori dallo stadio di Gigg Lane. Saranno consegnati ai senzatetto e ad altre persone bisognose dell’area metropolitana, dove lo scorso anno sono state circa cinquemila le morti causate dal freddo: l’iniziativa del FCUM porta aiuto dove ce n’è un grande bisogno. Per portare a termine con successo questo secondo Big Coat Day (video), che ha richiesto un imponente sforzo organizzativo, il Red Rebels hanno lavorato con numerosi partner: le due organizzazioni non profit che distribuiranno il materiale raccolto, una università locale, attori e cantanti che hanno preso parte ai video promozionali, i pompieri dell’area di Greater Manchester, le autorità locali e perfino la Royal Mail, che ha promosso la campagna in tutto il Regno Unito.

Un tifoso del FCUM e consigliere comunale ha detto: “Ancora una volta, il FCUM mostra agli altri che esiste un modo diverso di fare calcio”.
Nel loro piccolo, pionieri in Italia, anche Sosteniamolancona e Sogno Cavese.

Il gesto è sicuramente encomiabile, ma va detto che la verità riportata sul titolo non è proprio corretta al 100%.

Recentemente tutti abbiamo potuto ammirare lo spirito di tifoserie come i genoani, i doriani, i viola, i cavesi, i messinesi e molte altre che si sono impegnate per spalare fango dalle zone colpite dalle alluvioni. Abbiamo potuto ammirare gli striscioni, le raccolte fondi di molte tifoserie sempre per aiutare le popolazioni colpite da alluvioni. Abbiamo visto la coreografia che la Curva Nord di Bergamo ha dedicato a Yara Gambirasio e pure i numerosi gruppi ultras che si sono impegnati in prima persona in occasione del terremoto in Abruzzo. Insomma, anche qui dove il calcio è meno partecipato, nel senso che l’azionariato popolare sta prendendo piede adesso mentre in altri paesi è già una realtà da una ventina d’anni, abbiamo assistito a vere e proprio opere benefiche fatte da quegli stessi ultras che normalmente vengono dipinti come mostri. Il punto è che nessuno ne parla…

Diciamo che non è questione come dice il titolo di “essere più buoni” da parte dei tifosi. E’ proprio questione di “voler dire le cose fino in fondo” da parte di chi di dovere…

Fonte: People’s game

Per Corederoma
Paolo Nasuto