mercoledì, novembre 13, 2019 Anno XV
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E’ andata bene? E’ andata male? Già il calcio è sport da chiacchera quando si gioca, immaginiamoci quando lo possa essere quando si attende di giocare.Al partito degli impulsivi, quelli che prima me vendico e meglio sto, si sovrappone quello degli strabici che, incapaci di guardare dritti sul proprio tabellino, guardano a destra e sinistra per scoprire che al Milan gli è andata di lusso, all’Inter idem come al lato e ai cugini meglio di noi, dimenticando magari che solo un anno fa stavamo parlando di uno sport corrotto fino al midollo che invece oggi appare sanato.
Il perché la cosiddetta “acqua per l’orto” vada sempre ai soliti è mistero gaudioso e insondabile.
Noi apparteniamo, qui, oggi e ora, al partito di quelli che c’hanno negli occhi e nel cuore una Roma come da qualche anno non si vedeva, e che, forse in maniera temeraria, non hanno paura di nulla e di nessuno.
Poi, come diceva er Barone Nils, per arrivare in fondo bisogna batterle tutte, quindi primum vincere, deinde philosophari.
E nel giorno del commento dei risultati dell’urna, in attesa del pienone di domenica con il Siena, si gioca una notte di Coppa al coccodrillo.
E’ morto un ragazzo di ventidue anni che non è andato a finire sotto ad una macchina o si è schiantato contro un muretto con una motocicletta.
Per quello che è stato scritto sui giornali, per quello che hanno detto medici terzi, per quello che ci è dato sapere da medici di nostra conoscenza, avrebbe potuto tranquillamente continuare a vivere e, forse, addirittura ancora di pallone.
Lo avrebbero solo dovuto fermare e curare. Un nostro fraterno amico che aveva lo stesso problema, e che giocava in una squadra di pallacanestro semiprofessionistica, è stato fermato dal medico sportivo della ASL.
Il Presidente del Siviglia ci fa sapere che loro giocheranno in dodici e che tutti i calciatori giocheranno con il nome di Puerta sulla maglia.
E’ un tributo dovuto. Il minimo.
Speriamo che, dopo il momento della commozione, continui ad erogare alla famiglia i soldi dell’ingaggio dello sfortunato calciatore e che, soprattutto, sbatta fuori a calci nel posteriore il suo sgangherato staff medico.
Soprattutto per evitare che l’infamità, l’ingordigia, l’incuria, l’incompetenza, il dolo, continuino a venir trattati alla stregua di tragiche fatalità.

Ad maiora