martedì, dicembre 10, 2019 Anno XV
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da lasignoraingiallorosso.it

Sono giorni febbrili in casa Roma. Da una parte l’insediamento della nuova proprietà statunitense e tutti i passaggi burocratici obbligatori che ne conseguono,  dall’altra impazza il toto allenatore (Luis Enrique sembra essere in pole-position) e il mercato relativo ai giocatori da acquistare affidato alla sapiente regia di Walter Sabatini. Un mercato che dovrebbe portare nella rosa giallorossa calciatori giovani, forti e affamati di vittorie. Calciatori che costano naturalmente. Proprio dal punto di vista del budget di mercato c’è ancora qualche incertezza e soprattutto qualche pregiudizio. Se è vero che gli imprenditori statunitensi hanno fatto filtrare la voce secondo la quale il budget per la campagna acquisti della stagione 2011-2012 sarà di circa 40 milioni di euro (escluse le eventuali cessioni), è altrettanto vero che fino a quando non si insedieranno nelle stanze di Trigoria si alimenteranno sospetti e dietrologie.Roma campione Alcuni giornalisti e vari commentatori,  infatti, obiettano che la cifra per il rinnovamento della  rosa giallorossa non sarà quella trapelata, altri più maliziosamente dicono che è un budget inadatto ad una realtà come quella romanista e allora “era meglio rimanare sotto la gestione Sensi”. Senza voler scatenare una lotta inutile sul valore e l’impatto (1 scudetto, 2 coppe Italia, 2 Supercoppe italiane e 5 secondi posti in campionato) della gestione Sensi nella Roma calcistica si può tranquillamente valutare (statistiche alla mano) i budget della società capitolina negli ultimi anni in modo da spazzare via alcuni dubbi. Andando a ritroso di  un decennio l’ultima grande campagna acqusti romanista è stata fatta nella stagione 2000-2001 con gli acquisti roboati e costosi di Batistuta (70 miliardi alla Fiorentina), Samuel (35 miliardi al Boca Juniors) ed Emerson (25 miliardi al Bayer Leverkusen). Poi, complice anche i problemi finanziari del gruppo Sensi, il budget annuale è andando affievolendosi. Nella stagione successiva sono arrivati gli acquisti costosisimi di Cassano (60 miliardi al Bari compresa la comproprietà di D’agostino), Pelizzoli (27 miliardi all’Atalanta) e Cufrè (7 miliardi al Gimnasia La Plata) ma c’è stata anche la cessione di Nakata al Parma per 60 miliardi. Interlocutoria la campagna di rafforzamento della stagione 2002-2003 con il solo riscatto di Panucci (10 milioni di euro al Monaco) e la cessione di Assuncao al Betis Siviglia per 6 milioni e quella di Batistuta all’Inter. Arriva anche Guardiola ma purtroppo e incredibilmente sarà una meteora della squadra allenata da Fabio Capello che voleva Edgar Davids per quel ruolo di centrocampo. Nel 2003-2004 arrivano Dacourt (6 milioni di euro al Leeds), Mancini (praticamente a costo zero), e il gran colpo Chivu (18milioni di euro all’Ajax). La campagna acquisti segna un meno 24 milioni (circa 50 miliardi di lire) e la partenza dolorosa di Cafu al quale non viene rinnovato il contratto. Da qui in poi inizia il periodo delle cessioni dolorose per rimpinguare le casse societarie e nel 2004-2005 parte, destinazione Madrid sponda Real, il forte difensore Samuel per 25 milioni. Viene ceduto (dopo una lunga trattativa) Emerson alla Juventus per 14milioni e il cartellino di Brighi. Gli acquisti non sono certo altisonanti. Dal Parma arriva Ferrari per 5milioni, dal Chievo Verona Perrotta per 7 e dal Marsiglia Mido per 6. Colpo importante ma pagato a caro prezzo nelle stagioni successive fu quello a parametro zero del biondo difensore francese Philippe Mexes.  Con un +21 milioni di euro della stagione precedente arrivano cattive notizie dal mercato, l’acquisto di Mexes infatti, non è stato regolare e la Roma è tenuta a pagare all’Auxerre la somma di circa 8 milioni di euro (oltre a non poter operare nel mercato per 3 sessioni). Una debacle, mitigata in parte dagli arrivi a parametro zero di Taddei, Nonda, Kuffour e Doni e dalla cessione di Cassano (5milioni dal Real Madrid). La prima stagione di mister Spalletti fa registrare un disavanzo di soli 4milioni e il contratto di Tommasi al salario minimo sindacale. La stagione 2006-2007 si apre con alcuni buoni acquisti: Tonetto a parametro zero, Cassetti (in comproprietà per 3milioni)  e Vucinic (prima tranche da 7,5 milioni) dal Lecce, e Pizarro dall’Inter per 12milioni. Vengono ceduti Mido (capolavoro di Pradè che lo vende a 7 milioni al Tottenham), Cufrè (2 milioni dal Monaco) e Bovo (altra metà del cartellino al Palermo per 2 milioni circa). Il totale tra acquisti e cessioni riporta meno 11 milioni di euro. La stagione successiva è quella dove si spende maggiormente rispetto al nuovo corso intrapeso da Rosella Sensi che ha preso le redini del club dopo i problemi di salute del padre Franco Sensi. Una gestione che prevede l’autofinanziamento e il giusto equilibrio tra costi e ricavi. Viene quindi pagata la seconda rata per Vucinic (circa 12 milioni) e arrivano Juan dal Bayern Leverkusen per 6,3 milioni, Giuly dal Barcelona per 3,2, Esposito dal Cagliari per 3 e Cicinho dal Real Madrid per 11. Viene però ceduto all’Inter Chivu per 16 milioni (e Andreolli) per un complessivo -28 milioni. Nel 2008-2009 arrivano il difensore del Liverpool Riise per 5,5 milioni, Baptista dal Real Madrid per 11 e Menez dal Monaco per 12. Contestualmente vengono ceduti Giuly al Psg per 2,5 e soprattutto Amantino Mancini ancora all’Inter per 13 milioni di euro (uguale al saldo negativo stagionale). La stagione seguente è quella che ha creato maggiori polemiche tra i tifosi e gli addetti ai lavori perché, ad una dolorosa cessione del romano e romanista Alberto Aquilani al Liverpool per circa 23 milioni di euro, non è arrivato nessun riutilizzo della suddetta cifra nel mercato. Se escludiamo infatti i 3,5 milioni di euro per comproprietà del laterale difensivo Motta, gli altri arrivi saranno tutti a parametro zero (Guberti  e Toni) o in prestito come Burdisso.  Arriviamo alla campagna acquisti della stagione appena conclusa che vede alcuni acquisti importanti ma un più 3,5 milioni di euro nel totale tra acquisti e cessioni. A parametro zero arrivano gli acquisti di Simplicio dal Palermo e di Adriano dal Flamengo e il prestito con obbligo di riscatto fissato a 10 milioni (da pagare quindi un anno dopo) di Borriello. L’unico vero acquisto è quello di Burdisso valutato dall’Inter 8 milioni di euro. Ceduti Cerci per 4 milioni Andreolli per 2, Baptista per 2,5, Motta e Guberti (comproprietà) per 1,5. E’ evidente, qualora il budget complessivo degli statunitensi venisse confermato (i famosi 40 milioni di euro), come nella storia recente della Roma non ci siano più stati investimenti così pesanti per rinforzare la rosa giallorossa. I dati lo dimostrano inconfutabilmente…

Francesco Bianchini