martedì, dicembre 10, 2019 Anno XV
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La trasferta di Palermo si trasforma in disfatta già prima di cominciare. La moria di giocatori cominciata alla vigilia continua prima del match e finisce durante. Vucinic lascia il campo ad Okaka mentre il nostro DDR è costretto ad abbandonare il campo già nel primo tempo.

Potrebbero essere giustificazioni valide le numerose assenze ma bisogna anche scavare nel profondo per cercare di capire la prestazione di quelli che hanno giocato.

I primi dieci minuti dimostrano che se la Roma gioca come sa è ancora in grado di mettere sotto chiunque. Purtroppo dura poco e lo scollamento tra i reparti arriva troppo presto. Il gol di Baptista, tra l’altro migliore in campo, ci aveva illuso. I rosanero ci hanno messo poco a farci tornare alla realtà.

Imbarazzante la facilità con la quale i padroni di casa potevano giocare il pallone. Spesso in superiorità numerica riuscivano ad aggirare i nostri terzini con una regolarità assoluta. Neanche il gol annullato a Cavani, i palermitani erano cinque contro tre, ha funzionato come campanello d’allarme per Spalletti. Nessuna manovra correttiva e il gol è arrivato puntualmente.

La prova di Cicinho imbarazzante da commentare, mai presente in difesa fallisce nella ripresa la possibile palla del pareggio con un passaggio al portiere da ottima posizione. Prima di parlare alcuni giocatori dovrebbero dimostrare di valere e poi caso mai avanzare pretese.

Il crollo nella ripresa non era nemmeno quotato, tutti se l’aspettavano. Con praterie immense da cavalcare per Miccoli, Simplicio e Cavani la nostra difesa avrebbe retto ben poco. Pizarro, non nuovo a questi errori, da il la all’azione del raddoppio rosanero e il buio cala su Palermo.

Inutili i cambi, ormai era già notte fonda. Menez continua ad entrare a partite compromesse quindi ancora non giudicabile. Montella, c’è chi addirittura lo ipotizzava titolare, non potrà che essere una comparsa per tutta la stagione.

Bisogna rimboccarsi le maniche Spalletti in primis. Per ora le assenze gli concedono il beneficio del dubbio, oggettivamente troppe per poter condannare già la squadra. Però tutti si devono rendere conto che la stagione è iniziata e che quello fatto nello scorso campionato non c’è più.

Adesso c’è la Champions e l’avversario è insidioso non tanto per la sua storia ma perché all’esordio di questa competizione e l’entusiasmo e il non avere niente da perdere sono sue armi pericolose contro una Roma che deve recuperare compattezze e soprattutto lucidità.

 

petraur@corederoma.net

 

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