domenica, novembre 17, 2019 Anno XV
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Bisognerebbe cominciare questa nl con un altro elenco di partite, diametralmente opposto a quello della settimana scorsa.
Per fortuna che il masochismo non rientra tra gli attributi in nostro possesso e quindi sorvoliamo su tutto tranne che sulla nostra partita chiaramente. E’ stato un peccato ri-perdere con l’Inter a breve distanza dalla SuperCoppa. Un peccato perché magari il risultato avrebbe potuto essere diverso, però onestamente ci sta tutto.
Nel momento in cui vengono a mancare giocatori importanti, è cosa risaputa che l’Inter li rimpiazza con giocatori di uguale levatura, noi invece mettiamo i primavera. Al ventesimo del primo tempo ci siamo trovati senza ali e abbiamo sofferto.
La differenza nello scontro singolo e nell’arco della stagione è questa e farà la differenza in classifica alla fine a meno che Mancini (il loro) non ci metta del suo.
Questa sconfitta non ridimensiona la Roma, la nostra dimensione è quella di un organico forte ma non completo come le Milanesi.
La realtà della cose dice appunto che la Roma sta dopo le milanesi e se la gioca con Fiorentina e Palermo in quanto ad organico, poi la fortuna, le penalizzazioni e la sapienza tecnica possono spostare l’ago della bilancia in un verso o l’altro.
Per dircela tutta, dovessimo arrivare terzi potremmo essere soddisfatti, quarti più o meno la stessa cosa, secondi già sarebbe un’impresa, primi un miracolo, quinti un fallimento.
Il campionato della Roma è questo e se passiamo il turno in ch.League e abbattiamo i piccioni al derby poi ci beviamo un Lucano tranquilli che il nostro l’abbiamo fatto.
Però a questo possiamo e dobbiamo affiancare delle legittime aspirazioni.
Vogliamo e siamo certi che la Roma possa esprimere un bel calcio, che riuscirà a consacrare e lanciare i prodotti del vivaio e che la champions league sarà  una passerella per far conoscere il calcio capitolino come espressione di avanguardia in quanto a schemi ed applicazione.
La dimensione attuale è questa, non è il massimo ma non è poco.
Prima di cedere ad isterismi, invocare inesistenti panacee, teniamoci ben stretto quanto abbiamo.
A questa società chiediamo sempre e solo chiarezza, e se dovesse passare la mano, dovrà accadere solo per finire in mani altrettanto sicure e dalla portata superiore.
Noi tifosi non facciamoci abbindolare dal canto delle sirene, canto che negli ultimissimi  anni ha avuto la conseguenza di portare in serie B o peggio le squadre di città come Torino, Firenze, Napoli, Genova, Bologna, Cagliari (che porta i consensi e il tifo di un’intera regione/isola).
Intanto godiamoci questa banda Spalletti vediamo dove arriva e sosteniamola in questo cammino domenica dopo domenica.
Si ricomincia da Parma per rispiegare le ali. 

Giggi
Ass. Core de Roma
Distinti (ma non troppo) Nord – Ogni maledetta domenica (calcio moderno permettendo).