sabato, maggio 25, 2019 Anno XV
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Non ce ne vogliano i più anziani ed esperti tra di noi ma in un immaginario gratta e vinci, togliendo Spalletti in superficie, appare sullo sfondo l’immagine del Barone Liedholm per il quale valeva la filosofia “che tutto il tempo che la palla ce l’ho io, non ce l’hai tu…” e che all’inizio degli anni ottanta, in una sua zona ante litteram, rendeva sublime la semplicità di un gioco sofisticato in grado di essere giocato solo da una squadra con una grande tasso tecnico individuale.Si ha un bel dire che oggi tutto si svolge ad una velocità doppia a tripla a quella di quattro o cinque lustri fa. È cambiato il gioco, soprattutto sono cambiati i giocatori, ma la Roma di questa sera ci ha ricordato quella organizzata e spietata dei bei tempi che furono.
Buon segno.
Tra tutti gli esordi delle grandi di questo Campionato a noi c’era capitato di gran lunga il più difficile e i punti portati a casa stasera sono pesantissimi.
I rosanero hanno poi avuto anche una discreta sfiga, colpendo una traversa e un palo, ma la partita non è stata mai in bilico.
Adesso dobbiamo cominciare a pensare al recupero dei tanti infortunati, anche se sarà difficile rinunciare a questo Aquilani e a questo Panucci centrale.
Dobbiamo soprattutto a mantenere i toni bassi e i fari spenti.
Necessario aspettare la decima.
Poi decideremo che cosa vogliamo fare di questo Campionato.
Perchè ricordateve che quest’anno dipende solo da noi.
E’ scritto a caratteri cubitali nel firmamento.