martedì, Giugno 02, 2020 Anno XV
          Iscrizione Torna alla Homepage Segnala il sito


Roma traditoribus non premia.
(Roma non perdona i Traditori).
“In Verità, In Verità vi dico… Uno di Voi Mi tradirà”
(Jeshua Ha-Nozri)

L’impero Romano e Roma sono da sempre il simbolo del Potere più assoluto. Un potere non temporale, non caduto addosso per caso ma conquistato con il sacrificio, la strategia, le battaglie. Per potere inerente a Roma non vogliamo intendere prevaricazione, ma un‘egemonia espansionistica atta ad ampliare l’Impero anche per il benessere di coloro che credevano in tale sogno.
Un sogno: Questo è sempre stata Roma. Un sogno, una visione comune a grandi uomini che l’hanno amata e resa grande. Ma, come è noto, dove c’è il potere non c’è mai pace né limpidezza.
E, specialmente dove c’è il potere, ci sono sempre stati i traditori.
Roma nella sua storia è stata attraversata da tradimenti celebri, trasversali e non, che hanno delineato la vita dei suoi stessi protagonisti. Pensiamo al Grande Cesare (intoccabile simbolo ESCLUSIVAMENTE ROMANO): un uomo potente al centro di intrighi e circondato da falsi amici. Piccoli e invidiosi. Una folta schiera di Infami che trova il suo apice in Bruto: l’adorato figlio. A Roma impararono che chi tradisce è colui in cui si ripone la massima fiducia, è colui che pensiamo ci guardi le spalle; infatti L’Impero è stato testimone di “tradimenti” storici ed epocali oltre quelli che interessavano i suoi diretti “figli”.
Quando Giuda Iscariota si regalò alla storia con il bacio caino, Gerusalemme era sotto il protettorato romano di Ponzio Pilato, prefetto della Giudea. Pilato, tristemente ricordato solo per il noto fatto, era in realtà un uomo pieno di dubbi ed interrogativi.
Quando Jeshua viene portato da Lui, dopo il primo interrogatorio, Pilato si confida con la moglie Claudia che lo esorta a “sentire” la verità. Il vero carnefice del Messia non fu dunque il romano Pilato, ma il traditore Giuda che lo consegna in mano della milizia.
Il tradimento più cruento della storia dunque aggravato dal legame di chi l’ha messo in pratica e da chi l’ha subito. L’amico, il compagno. Una persona nella quale Cristo aveva riposto la sua fiducia… come Cesare la ripose nel Figlio Bruto.
Nella società moderna ci si schernisce davanti al tradimento tra l’uomo e la donna. Ma, in realtà, il vero delitto è la fiducia malriposta su altri livelli. Roma sa che, per essere grande, bisogna pagare un prezzo molto alto. Cesare SAPEVA che, intorno al Lui, si cospirava continuamente… E lasciava Fare.
Perché il Leader è anche questo. Addirittura riusciva a comprendere e capire i motivi delle cospirazioni al suo indirizzo, facendosi carico fino alla fine del suo destino di Grande. Non poteva non sapere che, come Jeshua, chi trascina le folle, chi detiene il vessillo del comando è circondato dai falsi amici.
Ed allora la scena del Bacio si ripete mille volte: in un sorriso con false intenzioni, in una bugia ben orchestrata per poi cercare di colpire alle spalle.
Chi tradisce non ha onore e chi non ha onore non è degno d’esser chiamato uomo.
L’impero Romano è divenuto grande grazie anche alla potenza del suo esercito, una potenza non solo fisica. Un condottiero ha bisogno di uomini fidati e leali per vincere una battaglia, di uomini che perseguono un interesse comune.
Tutti i traditori nella storia di Roma, anche se poi sfuggiti al giudizio dell’uomo, non sono poi sfuggiti al giudizio divino, che ha armato il braccio della coscienza che, prima o poi, viene a chiedere il conto.
Si può anche salire sul Carro, fingendosi partecipi e coinvolti nei Triumphalia, ma il condottiero sa, quando si gira, in cuor suo a chi rivolgere il suo sorriso. Per centellinare insieme il vino della vittoria, oppure per accompagnare con consapevolezza beffarda il momento che precede il salto dal Carro.
Perché Roma Non premia i Traditori.