venerdì, Gennaio 24, 2020 Anno XV
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Il primo atto chiaramente è andato in scena a San Siro nel girone d’andata. Mirko Vucinic siglò la rete dello strameritato successo di una Roma dalla velocità almeno doppia rispetto al Milan.
Il secondo è la cronaca di sabato sera.
Sono due anni e 5 incontri che, a prescindere dal risultato finale, il Milan sul piano del gioco viene surclassato da Roma nostra, 5 incontri che ci hanno visti vincenti per 3 volte, 2 pareggi comprendenti una eliminazione dalla coppa Italia.
Alla sesta il Milan si è presentato scarico di pensieri e di impegni, con un gran bel centrocampo e un’organizzazione di gioco che non si vedeva da tempo.
Ha coperto bene gli spazi, si è proposta anche abbastanza pericolosamente in avanti e non ci ha concesso molte chances; è anche andata in vantaggio con merito, si è mangiata il gol del raddoppio in una di quelle maniere a noi consuete (ce ne saremo mangiati una ventina di gol così durante tutta la stagione) e sembrava dovesse controllare il match.
I tifosi del Milan cantavano (la parte bassa anche cori contro De Falchi), e nulla lasciava presagire l’uno-due da consumati boxeur che Roma nostra stava preparando.
E invece pronti via, 4 minuti, gol e di nuovo gol, Giuly e di nuovo Vucinic.
Rivedendo a casa le immagini delle facce dei giocatori del Milan mentre si apprestavano a centrare dopo lo svantaggio si vedeva lo sbigottimento.
Se giocando male perdono, giocando “gnicche e gnacche” perdono, in casa perdono, fuori casa perdono e infine giocando una bella partita….perdono invece pure … vuol dire una serie di cose.
La prima è che il grande Milan deve chinare il capo da tre anni a questa parte di fronte alla Roma, l’ultima vittoria l’hanno ottenuta a San Siro all’ultima giornata di due stagione fa grazie a due rigori, ma non c’è storia sul piano del gioco e del collettivo.
La seconda è che la Roma ha una maturità e una capacità di inserire almeno 3-4 giocatori che possono risultare decisivi. E tutto questo in pratica senza spendere quasi nulla, alla faccia delle decine e decine di milioni di euro che ad esempio il Real Madrid ha investito per Pepe (ce famo la carbonara a Roma cor pepe….) o Snaider, Chivu o Suazo e via dicendo.
La terza è la chiave di volta del match che noantri, da esperti consumati e profondi conoscitori della tattica e della tecnica calcistica avevamo ampiamente pronosticato nel momento dell’accadimento.
La mossa tattica che ha permesso alla Roma di voltare le sorti dell’incontro è stata indiscutibilmente una: l’ingresso in campo dell’innominabile.
Cari atei (ovvero i non romanisti che leggono), dovete sapere che sono anni che a Roma siamo convinti del fatto che l’innominabile (essendone convinti non lo nominiamo nemmeno per non attirare sciagure sul sottoscritto, l’associazione e il sito) porta sfiga.
Dal momento del suo ingresso in campo Spalletti avrebbe potuto anche schierare Brozzi centravanti e Giorgio Rossi su Pato e il risultato finale sarebbe stato sempre il medesimo.
L’innominabile ha fatto perdere uno scudetto al Leverkusen al 95° dell’ultima giornata del campionato tedesco di 9 anni fa, poi l’abbiamo comprato noi investendoci e s’è rotto subito (sia ringraziato il cielo) permettendoci di accumulare il vantaggio decisivo per la vittoria finale, poi è entrato titolare inamovibile e con la Roma più forte (parlando di uomini non di gioco) di tutti i tempi non abbiamo più vinto un beato piffero; se n’è andato da vigliacco alla Juve (così come era venuto alla Roma) e sembrava che lì il sortilegio fosse cambiato… gnente da fà: scudetti revocati e serie B (manco ‘na banda de sciamani Haitiani ci sarebbe riuscita), è andato a svernare a Madrid che da allora non supera manco contro i dilettanti della Cisco de Di Canio un turno di champions league (figuriamoci se poteva passare contro di noi !!), e ora penserà al Milan: presto detto, entro in campo, due minuti e vittoria Romana !! A posto così.
Un solo breve consiglio a Carletto Ancelotti: al derby vostro, lascialo in tribuna e potrete vincere e fermare los ladrones.
E così si consuma l’atto secondo di… ANNATE AR DIAVOLO.
Ce ne sono ancora due in questa commedia senza fine, ora ci saranno altri diavoli, rossi e non rossoneri, senza portasfiga e con tanta prosopopea.
E’ compito di Roma nostra macinare chilometri … e superare gli ostacoli.
Al fianco di questa immensa squadra.

redazione@corederoma.it

Approposito, pare che mercoledì sera ci sia il derby: un tempo non si parlava d’altro, ora non se ne parla proprio, finalmente per una volta si può dire …. Stamo mejo adesso rispetto a prima e non rimpiangere il passato.
Benvenuto papà Sandri, il popolo Romanista ti è vicino; bravo capitano !! Sei sempre stato e sarai sempre il nostro orgoglio per quello che fai in campo e fuori.