mercoledì, novembre 20, 2019 Anno XV
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Uno dei motivi con cui ci spiegavano perché il cinema costasse, a parità di condizioni, un decimo del calcio, era quello che in quest’ultimo andavamo ad assistere ad uno spettacolo irripetibile mentre il primo era replicabile “ad libitum”.I fatti di questi anni ci hanno dimostrato che non era così e che lo spettacolo (e non lo sport) del calcio era sapientemente orchestrato da pupari, più farsa che commedia, di cui tutti sapevano nome e cognome, tifosi compresi, senza che però si potesse dimostrare in nessun modo le loro malefatte.
Poi è arrivata Calciopoli, chiamarla Moggiopoli ci sembra riduttivo, con la sua messe di intercettazioni telefoniche, che ha scoperto il verminaio che stava attentando, così si diceva a quei tempi, alla salute del più bel Campionato del mondo (Sic!)
Furono chiamati al capezzale del grande malato manager importanti e giudici inflessibili che avrebbero dovuto somministrare la medicina per risolvere il problema e a tali personaggi un pregio gli va riconosciuto.
Quello di essere riusciti a portare a casa un risultato che neppure un luminare della scienza come il Prof. Veronesi, nella sua luminosa carriera, ha mai raggiunto e cioè quello di trasformare un tumore maligno in una banale infreddatura primaverile.
Il Sistema, come definirlo altrimenti, ha opportunamente distribuito fazzolettini di carta ed aspirine, e tutto è proseguito come se nulla fosse.
Qualche piccolo effetto collaterale, coma la Juve in B (non sempre si possono comprare titoli sportivi come già gli era successo in un lontano passato), qualche compagine penalizzata di qualche punticino. Un battere d’ali di farfalla confrontato con l’eternità. Che volete che sia.
E contemporaneamente si sono stagliate, nell’immaginario collettivo, fulgidi esempi di rettitudine, uomini senza macchia e senza paura, prototipi di manager perfetti.
Tra di loro lo scettro è andato al Presidente tifoso, a quel Massimo Moratti che continuava a metterci i “danè” uscendone becco e bastonato. A chi, se non a lui, la Palma D’Oro come miglior attore non protagonista?
Oddio, se vogliamo essere sinceri fino in fondo e vogliamo dirla tutta, l’aggettivo più usato per definire il Presidente non era proprio “onesto”. Ma non scendiamo nei particolari.
Ci accorgiamo oggi, dopo gli ultimi fatti e senza che la stampa gli dia unanimemente un grande risalto, che anche a Massimetto piaceva il bilancio tarocco e che, nell’anno in cui ha vinto lo scudetto dell’onestà, a quel campionato non avrebbe neanche dovuto partecipare.
In Italia comunque nulla di innovativo. Si tratta di prassi comune.
Pensate che il Milan ha vinto la CL alla quale non avrebbe dovuto neanche essere iscritto, immaginatevi un po’ voi.
Già il Milan, proprio l’altro team che è in odore di “falso di bilancio”, reato peraltro depenalizzato, ci sembra, da una proposta di legge approvata dal parlamento nel quale il suo Presidente era il leader della maggioranza.
Ci sembra quindi di poter serenamente dire che abbiamo a che fare in questo paese con una bella banda degli “onesti”.
Ai più forti economicamente non basta quindi avere a disposizione maggiori capitali e quindi migliori giocatori. C’è bisogno di corrompere, ricattare, falsificare, spiare.
Lo diciamo come pura constatazione perché a noi un eventuale titolo a tavolino non interessa. Ci interessa quello che riusciamo a fare sul Campo perché poi, ed è forse la cosa che ci piace di più, c’avemo un po’ da fa a Testaccio.
Contemporaneamente non perdiamo di vista le questioni di casa nostra. Il rinnovo di Mexes, associato all’acquisto totale di Pizzarro e Vucininc nonché l’arrivo di Juan (confermando la partenza di Chivu) ci sembra un consolidamento certo, ma non un rafforzamento.
Stiamo più o meno come l’anno scorso quando siamo arrivati ad una distanza siderale dall’ “honest counterfeiter team” mentre continuiamo a dare via alcuni giocatori (come Scurto) per un tozzo di pane.
La società deve fare sicuramente di più, ma la nostra posizione critica la vogliamo esercitare dall’interno, magari dopo aver fatto l’abbonamento, come sempre abbiamo fatto in passato. Questo affermazione ci da la possibilità di una precisazione circa una chiosa di un editoriale che non è stata correttamente interpretata.
La frase incriminata era la seguente: “Per l’abbonamento infatti potrebbe non bastare l’opzione che preveda la consegna a casa della tessera portata direttamente a mano dal duce di Certaldo” .
Questa fase è stata interpretata come invito da parte di CdR di boicottare la Campagna Abbonamenti. Ciò non è minimamente nelle nostre intenzioni.
In maniera certo forse poco felice volevamo solo significare che non accettiamo dalla società che tutto si risolva nel metterci la faccia di Spalletti.
Gli acquisti finora sono stati, ribadiamo, consolidamenti di situazioni di prestito o di scadenza di contratti e scommesse allo stato puro. Sono scommesse infatti gli ingaggi di Barusso e quella potenziale di Esposito, entrambi fuori da mesi dai campi di calcio.
Pensavamo, e tutt’ora speriamo, che almeno uno o due pezzi pregiati avrebbero potuto essere alla portata della Roma visto l’andamento positivo dell’annata anche con il raggiungimento degli ottavi di CL.
Se così non sarà faremo sentire la nostra voce dal sito e dalla balconata in Distinti Nord, nostro abituale posto al Tempio.
Ci rimarrà l’orgoglio di aver mantenuto la posizione senza inciuci e senza impicci con i cugini, come hanno fatto ampiamente Massimuccio l’onesto e Adrianuccio il solare.
Forse e poco, ma nella vita si campa anche di questo.