giovedì, novembre 21, 2019 Anno XV
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La Roma continua la raccolta punti senza dare l’impressione di solidità, ma va strabene cosi. E la cosa più importante vincere quando non si è ancora al top, quando subisci anche l’avversario.

I giallorossi ritrovano il capitano che come al solito si ripresenta con un gol e un assist. Inutile ribadire che cambia proprio il peso specifico della squadra. La semplice presenza assicura di potersela giocare a prescindere dalla condizione.

Non gioca bene la Roma, spesso è il lancio lungo a farci attaccare la porta avversaria. Aquilani non riesce a cucire il centrocampo con l’attacco e così spesso si salta la zona centrale.

Il vantaggio fortunoso dura poco perché non si perde mai il vizio di cincischiare. Troppi leziosismi inutili, troppa sicurezza inopportuna. Perrotta sbaglia uno stop e lancia l’azione del pareggio rosanero.

Il Palermo fa la sua partita, come all’andata. Tutto pressing e tanta corsa. I giallorossi soffrono e non poco e il gol allo scadere del primo tempo sarà fondamentale per affrontare una ripresa che ha visto i padroni di casa schiacciati nella loro area.

Il Palermo può impostare l’azione con assoluta libertà. Niente filtro e mucchi in area di rigore. La traversa ospite ci fa capire che ci sarà da soffrire fino alla fine. Anche perché dall’altra parte Vucinic si divora un gol clamoroso. Davvero difficile buttarla fuori da quella posizione, ma quando uno è fenomeno riesce anche in questo.

Spalletti ci mette del suo arretrando paurosamente i suoi uomini. Il cambio di Cassetti per il capitano è un grave errore. La Roma si rintana sempre più e consente a Ballardini di schierare una terza punta e passare alla difesa a tre. L’innesto di Menez avrebbe consentito alla difesa di rifiatare e magari avrebbe portato anche la terza rete visti gli spazi che si stavano aprendo nella retroguardia avversaria.

Anche il destino, con la collaborazione di Panucci, ha punito Spalletti facendo infortunare Cassetti. La Roma in dieci fino al fischio finale e grossi problemi per il futuro.

Ma i tre punti danno morale, danno spinta e vedere che la classifica ti ride sempre più porta energie mentali fondamentali per la rincorsa verso l’alto. E poi sapere che l’altra sponda precipita sempre più è un’altra iniezione di gioia che rasserena l’ambiente.

Adesso a Reggio migliorando il gioco e confermando la voglia di punti manifestato finora. Battere il ferro fin che è caldo. Daje roma daje.

petra@corederoma.it

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