lunedì, dicembre 10, 2018 Anno XV
          Iscrizione Torna alla Homepage Segnala il sito


da asca.it

UniCredit BancaUna situazione “assurda”, “vicina ad una telenovela”: Unicredit e’ esasperata dalle continue voci sul rientro del debito di Italpetroli, la holding della famiglia Sensi che controlla la Roma e che vanta nei confronti della banca un debito di circa 400 milioni di euro.

Fonti accreditate dell’Istituto di Piazza Cordusio spiegano all’ASCA che Unicredit “ha avuto tanta pazienza, ma ora bisogna portare avanti le cose, perche’ c’e’ un contratto che va osservato”.

In particolare, l’istituto di credito sarebbe stato particolarmente infastidito dai rumors attorno ad una possibile estromissione dal cda di Italpetroli dell’avvocato Roberto Cappelli, “uomo” di Unicredit.

Le stesse fonti precisano al contempo che nei confronti della famiglia Sensi “non c’e’ nessun problema personale” e che non si vuole creare “nessuna polemica”. Ma, ribadiscono che la “situazione e’ assurda, vicina ad una telenovela: c’e’ un piano di rientro del debito a suo tempo accettato da ambedue le parti” che deve essere rispettato.

da asroma.it

SERIE A TIM 2009/2010
11a giornata
AS ROMA – BOLOGNA CALCIO
domenica 1 novembre 2009, ore 15:00
Stadio Olimpico di Roma
Arbitro: sig. Trefoloni

  • Andreolli
  • Antunes
  • Baptista
  • Bertagnoli
  • Brighi
  • Cerci
  • Cicinho
  • Doni
  • Esposito
  • Faty
  • Greco
  • Guberti
  • Juan
  • Menez
  • Mexes
  • Motta
  • Okaka
  • Perrotta
  • Pit
  • Pizarro
  • Riise
  • Vucinic
A.S. Roma

da romanews.eu

La conferenza stampa integrale del tecnico Claudio Ranieri, alla vigilia di Roma-Bologna:

Claudio RanieriContestazioni, bombe carta, l’allenamento di ieri interrotto… “Non è stato interrotto l’allenamento di ieri. Qualche bomba l’hanno tirata stanotte, c’è un po’ di esasperazione, evidentemente c’è molto amore per la squadra. La gente si chiede il perchè e il per come ed esplode. Anche se non dovrebbero esserci manifestazioni di questo tenore, perchè nei momenti peggiori si vede l’amico e chi ti sta vicino. Bisogna analizzare le tre partite perse, abbiamo creato tanto, sia contro il Milan che contro l’Udinese. Abbiamo creato tanto e giocato bene. Credo all’altezza della gara con la Fiorentina. Poi non abbiamo fatto gol e non abbiamo vinto. Ai ragazzi l’ho detto: se questo non basta, dobbiamo fare di più. Abbiamo una squadra compatta e concentrata che vuole uscire dalla situazione. Quando una squadra non sta bene in casa soffre ancora di più, ha l’ansia del risultato, sente i tifosi che non capiscono e iniziano a fischiare. Non dovrebbe accadere, i tifosi devono darci una mano. Non stanno vedendo una squadra che non corre. La squadra lotta. Ci sono delle disattenzioni su cui stiamo lavorando. Capisco che subiamo troppi gol e ne stiamo segnando troppo pochi, ma solo con il lavoro se ne viene fuori. Nei momenti difficili la gente ci deve stare vicino”.

Pensava di trovare le difficoltà che sta trovando? “L’ho sempre detto, le difficoltà ci sono, se cambi l’allenatore ci sono. Io sono venuto con la voglia di far bene e non mi smonto facilmente. Sapevo che sarebbe stato difficile e che serve lottare. So che bisogna essere tutti uniti, vedo che lo spogliatoio, è sano, sereno, di gente che cerca di uscirne fuori, sono fiducioso”.

I problemi di Vucinic? “Se avessi quattro attaccanti come avevo l’anno scorso lo farei riposare. Qui no, lo faccio giocare e spero la gente gli sia vicino”.

È stato utile il ritiro? “Inutile dire se utile o no. Abbiamo deciso di farlo noi con la squadra. Utile lo vedremo domani. Noi giudichiamo: se si vince va tutto bene. Se si perde va tutto male. Lo vedremo domani. Quello che conta sono i tre punti. Come sempre”.

Come sta Doni? “Sta bene. Il portiere quanto e più degli altri ha bisogno di giocare. Anche Buffon, il più forte del mondo, lo scorso anno dopo sei mesi di stop ha avuto difficoltà. Insistendo verrà il suo momento d’oro”.

Come sta Menez? Sembrava un giallo il suo infortunio… “Gli si era staccata un’aderenza di una vecchia operazione. Dopo una piccola corsetta in surplace si è fermato. Ora si è ripreso ed eccolo, è pronto. La polemica? È logico che con tante radio e giornali succede. È uno spogliatoio sano, non ci sono problemi. Si esagera tutto, si esaspera tutto. Vogliamo solo fare bene. Questa è la cosa più importante”.

Come sta Cerci? “Può avere chance di giocare o di venire in panchina. È stato fermo 13 giorni, ora da tre giorni si allena. Pizarro uguale, sono tre giorni che si allena con noi. Può giocare o venire in panchina. Devo valutare io chi può giudicare, di chi posso fare a meno e di chi non posso”.

Baptista come sta? Può giocare dall’inizio? “Potrebbe, ma non ha i novanta minuti e non ha il ritmo che vorrei. Se gioco con una punta e Perrotta è per fare un determinato gioco. È una scelta tattica”.

Si aspettava le reazioni di Blanc sulle sue dichiarazioni riguardo a Stankovic? Le ha detto che non deve parlare della Juve… “Infatti non sto parlando, non ho parlato l’anno scorso, non lo faccio ora. Blanc deve stare tranquillo, se volessi ne avrei di cose di cui parlare”.

Dicendo che se avesse quattro punte non farebbe giocare Vucinic non pensa di mancare di rispetto a Baptista e Okaka? “No, Baptista non è una punta, Okaka sì, ma è giovane. Vucinic è superiore”

Non pensa di adattare troppo il modulo all’avversario? “No, non mi metto a ridosso dell’avversario, mi metto avanti, cerco di batterlo”.

Torniamo sul suo “Questa squadra non è mia”… “Allora, io stimo molto Sconcerti e mi ha fatto una domanda di provocazione l’altra volta, per sondare il clima nello spogliatoio. Tutti sanno che io sono entrato in corsa e quindi la squadra non l’ho fatta io. Ma dal momento in cui ne prendo le redini, io divento il punto di riferimento e la prendo come mia, mi appartiene. I miei giocatori diventano i più forti del mondo e penso solo a loro. Inoltre sono tornato alla squadra di cui sono tifoso, quindi credo di aver detto tutto”.

Dopo Udine lei ha detto che manca la serenità… “Sì, perchè quando crei tanto e non segni ti manca serenità secondo me. Non è nemmeno un fatto di fortuna e sfortuna, a me di cose storte ne sono successe, ma non mi sono mai arreso. Io sono uno che si è fatto da solo e non mi sono mai arreso. Ci sono persone che alle prime difficoltà mollano e poi danno la colpa alla sfortuna. Io non sono così. Io non mi arrendo, la colpa non è degli altri e nostra. Io sono positivo e dobbiamo lottare e mettercela tutta, già da domani. Voglio vedere determinazione e freddezza oltre che voglia di fare e mi auguro che la squadra lo faccia. Siamo in un momento difficile, siamo in difficoltà ed è proprio per questo che bisogna starci vicino, niente bombe, niente improperi. Se è vero che siamo una famiglia, quando in famiglia qualcuno sta male, non gli tiri le bombe, gli stai vicino e cerchi di dargli una mano. Ed è questo che chiedo ai tifosi, se amate la Roma e se siete esasperati figurateci quanto lo siamo noi. Noi vogliamo fare meglio e vogliamo fare di più”.

Qual è l’anello debole della Roma? “Ci sono due anelli. Uno che prendiamo gol ed uno che non ne facciamo. I numeri sono chiari. Però la squadra è viva, se Vucinic segnava all’ultimo momento avreste riscritto tutti i pezzi sì o no? Avreste scritto che abbiamo lottato fino all’ultimo sì o no? Questa è la realtà. avremo cambiato tutto, no?. La verità è che ci sono molte difficoltà, ma io non vedo uno spogliatoio allo sbando. Li vedo decisi e determinati. Non parlo di tranquillità perchè sono romano e so che fine ha fatto tranquillo qui”.

Lei è stato inserito in una squadra già costruita… “Ho 58 anni e sono 58 anni che è mia la Roma. Le cose non si creano oggi o domani, io sto facendo e lavorando. Sono qui per costruire e fare bene. Questa anche è la mia Roma e non la rinnego perchè sto perdendo. Io sono responsabile di questa barca. Io sono l’ammiraglio e mi prendo tutto. Stiamo navigando bene, ma facciamo poche miglia. Arriverà il momento”.

Che squadra si aspetta domani? “Mi aspetto una squadra che giocherà nella propria metà campo, li ho visti e li conosco, inizialmente giocano a viso aperto, ma poi si chiudono ai primi affondi avversari. Ho visto un po’ di nervosismo contro il Siena. Hanno anche creato qualcosina però senza passare la metà campo praticamente. Mi aspetto una squadra rapida a ripiegarsi e che aspetterà che i nostri tifosi ci fischino, cercando di trovarci distratti. Questo non deve accadere. Me lo aspetto dai miei ragazzi, li voglio vedere freddi e glaciali oltre che mettercela tutta. E’ una squadra che ha delle individualità”.

Come sta Burdisso? “Non vogliamo dire nulla, ha un problema piccolo al polpaccio, lui vorrebbe spingere, ma noi no. Perchè il polpaccio è un muscolo strano”.

Lei con che spirito andrebbe allo stadio da tifoso? “Sicuramente incazzato, perchè voglio di più, ma consapevole che la squadra sta facendo molto e sta sbagliando anche molto. Però noi produciamo di più e tanto. Certo è fastidioso vedere che gli altri magari producono molto meno di noi ma al primo affondo segnano. Allora o ci sentiamo parte di una famiglia. Non voglio tornare ad esempi inglesi, ma una volta andai a giocare l’ultima giornata contro una squadra già retrocessa e mi ricordo che tutti i loro tifosi erano in piedi a battere le mani per l’impegno che comunque ci avevano messo. Loro piangevano, ma applaudivano. A me ancora vengono i brividi.
Non dico che ci devono applaudire, ma che ci diano una mano a stare meglio, ci incoraggiassero, io da tifoso anche incazzato farei così”.

un biglietto...30 ottobre 2009 – Info biglietti F.C Internazionale-A.S. Roma
CAMPIONATO STAGIONE 2009/2010
GARA F.C. INTERNAZIONALE – A.S. ROMA
DELL’ 8 NOVEMBRE 2009 Ore 20.45 Continua >>