lunedì, dicembre 10, 2018 Anno XV
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da lega-calcio.it

Lega CalcioLEGA NAZIONALE PROFESSIONISTI

COMUNICATO STAMPA N. 115 DEL 30 aprile 2009

Oggi si è tenuta un’assemblea con tre principali punti all’ordine del giorno: approvazione delle linee guida per la vendita centralizzata dei diritti audiovisivi; modifica del regolamento di Lega; elezione del Presidente di Lega.
Dopo aver approvato le linee guida, l’assemblea è stata chiamata ad esprimere il voto in merito al regolamento proposto dalla Serie A, che nei fatti avrebbe completamente esautorato ruolo e potere dell’assemblea generale a beneficio dell’assemblea di categoria della Serie A. Tale proposta non è stata approvata, nonostante la richiesta della Serie A di procedere a voto segreto e nonostante il vantaggio della maggior ponderazione dei voti di A.
Di fronte a tale mancata approvazione, la Serie A ha abbandonato l’assemblea ed ha deliberato l’affidamento di un mandato al Dr. Beretta per la costituzione di una nuova Lega, riservata alla Serie maggiore.
La Serie B, preso atto di tale decisione, ha espresso il proprio profondo dissenso sia per la sostanza sia per le modalità con le quali è stato realizzato un progetto evidentemente già da tempo preparato e si è riservata di far valere vigorosamente nelle sedi istituzionali le ragioni del calcio professionistico che non si riconosce negli interessi dei grandi club.

IL PRESIDENTE ED I CONSIGLIERI DI SERIE B

COMUNICATO STAMPA N. 114 DEL 30 APRILE 2009

19 Società di Serie A hanno oggi deliberato di costituire la “Lega Calcio Serie A”, conferendo a tale scopo mandato al dott. Maurizio Beretta.

La decisione è stata assunta in conseguenza della verificata impossibilità di raggiungere intese con le Società di Serie B.

La decisione delle 19 Società di Serie A è conforme allo scenario europeo: va dunque letta e interpretata quale normale evoluzione verso le più moderne linee del calcio professionistico. E’ diretta a valorizzare tutte le componenti del settore a cominciare dalla Serie B quale categoria di supporto della Lega maggiore.

da goal.com

Curva SudI tifosi del club giallorosso continuano a manifestare il proprio dissenso verso la società e i giocatori.

Dopo le accese proteste di questi giorni, i supporters del club capitolino della Roma hanno deciso di attuare una nuova protesta.

In occasione della gara di domenica prossima fra Roma e Chievo, i tifosi giallorossi, ed in particolare quelli della curva sud dello stadio Olimpico, hanno organizzato un particolare evento.

Si tratta di un mini torneo di calcio a 5, come si legge in un comunicato ufficiale della curva sud: “Domenica 3 maggio in occasione della partita Roma–Chievo i gruppi della Sud organizzeranno, dalle 15 in poi, un mini torneo di calcio a 5 nel piazzale sottostante la Curva Sud. Si invitano i tifosi a seguire e a partecipare a questo evento con vero spirito calcistico, senza mercenari e senza compromessi, ma esclusivamente per amore del gioco”.

Quindi la curva sud conclude con un messaggio alla squadra: “Vi abbiamo aspettato un anno… Oggi giochiamo noi!”.

da forzaroma.info

Sergio Cragnotti“Io con questo contesto non c’entro nulla e non ho alcun mandato – dice Sergio Cagnotti intervenendo a Te la do io Tokio – Conosco Fioranelli da tempo, ma sull’argomento io non ho nessuna voce in capitolo.

Flick? So di chi sta parlando, sono delle persone credibili, competenti ma io non ho mai avuto rapporti con loro. Io della trattativa ne so quanto voi tifosi o forse meno perché mi interessa poco”. Quando ha letto il suo nome accostato alla vicenda cosa ha pensato? “Mi sono messo a ridere. Hanno travisato la mia amicizia con Fioranelli con altro. Ma non esiste alcun coinvolgimento…”

da ilmessaggero.it

UniCredit Banca«Non posso, come è nel nostro stile, divulgare informazioni di carattere privato, quindi neppure quelle del gruppo Sensi». La Roma in banca, come titolava ieri Il Messaggero. Perché è lì che si decide il futuro del club giallorosso e queste sono le parole di Alessandro Profumo, presidente di UniCredit, chiamato a rispondere, nel corso dell’assemblea che si è tenuta a Roma, sulla situazione della Compagnia Italpetroli, controllante della società di Trigoria.

Come previsto, durante l’assemblea, sono arrivate le domande sulla grana Roma. Un socio, Pedersoli, ne ha fatte quattro: «E’ stata pagata la rata che scadeva a dicembre di centotrentuno milioni? E se non è stata pagata perché? Esiste un piano di rientro del debito realmente percorribile? Perché si è deciso di non esercitare l’opzione del due per cento».

Profumo si è soffermato due volte sulla situazione debitoria della famiglia Sensi. La prima solo sinteticamente, la seconda più esplicitamente: «Voi avete riassunto informazioni recepite dai media, ma noi non possiamo darne su questo. Quello che possiamo e dobbiamo confermarvi è che presidiamo la gestione degli impegni secondo regole di sana e prudente amministrazione, ovviamente sempre nella miglior tutela delle nostre posizioni creditizie».

Nonostante l’insoddisfazione del socio Pedersoli («sembriamo la banca dell’Epifania»), l’ultimo passaggio conferma l’incidenza di UniCredit su una possibile cessione della Roma. Sfumato un anno fa l’accordo con il gruppo Soros, ecco almeno un paio di opzioni, entrambe straniere, per la famiglia Sensi che vorrebbe resistere alla guida del club giallorosso e al massimo auspicherebbe l’ingresso di un partner di minoranza. La Banca adesso vorrebbe che fossero analizzate meglio che in passato prima di scartarle. Profumo, anche se con garbo, si è esposto. Senza ufficializzare numeri e scadenze, ha chiarito che ci sarà «la miglior tutela delle nostre posizioni creditizie».

Scontata la presa di posizione: da presidente, garantisce tutela a UniCredit e non alla Compagnia Italpetroli. Dunque il pressing, per quanto non aggressivo, esiste. Perché, un po’ come hanno fatto i tifosi con la squadra, la pazienza della banca sarebbe finita. Darà ancora qualche settimana di tempo per risolvere i problemi attuali e poi esigerà le prime risposte. Non è detto che, non rispettata da Italpetroli la scadenza di fine dicembre, venga riscadenzato il debito. Anzi è più facile che Unicredit decida di prendere in mano la situazione.

Perché la Banca comincerebbe ad aver qualche perplessità sull’entourage che circonda la famiglia Sensi. Già la scorsa settimana avrebbe ricordato, a Rosella e all’avvocato De Giovanni, l’errore compiuto un anno fa a non cedere la Roma a George Soros. Adesso, con due opzioni, non è il caso di perseverare.

Unicredit sa chi è Roger Tamraz, il finanziere egiziano, magnate del petrolio e con interessi diversificate in altri settori. Sa meno del gruppo Fioranelli e del finanziere tedesco che stanno lavorando presso lo studio Irti anche in queste ore. La banca vigila, si rende conto il prezzo della Roma non è più quello di un anno fa e comunque non boccia nessuno dei possibili acquirenti. Ma comincia ad aver fretta. E non aspetterà mai i proventi di uno stadio per il quale non si sa ancora chi dovrà poggiare la prima pietra. Anche perché Unicredit tiene in grande considerazione il peso sociale della Roma calcio per la città e i tifosi.

Ugo Trani