lunedì, dicembre 10, 2018 Anno XV
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da romanews.eu

Luciano SpallettiLa conferenza stampa integrale di Luciano Spalletti alla vigilia di Inter-Roma.

Tanti assenti nella lista dei convocati. “Potrei aggiungerne qualcun’altro, perché alcuni sono in dubbio tra quelli convocati. Cicinho e Pizarro oggi non si sono allenati e vanno valutati bene. Anche se Pizarro mi ha fatto vedere che vuole esserci a tutti i costi e sono convinto che riuscirà a sopportare i dolori che avverte attualmente alla caviglia. Però lui e Cicinho sono in dubbio. Il cileno le cose normali le può fare, poi però se deve fare una torsione o uno scatto improvviso sente dolore ed è costretto a fermarsi. Speriamo con qualche cura in più stasera e domani mattina riesca ad essere a disposizione. Tutti gli altri sono pronti e volgiono vincere la partita. Loria? E’ in permesso. Simone è alla fine di un percorso importante di vita, di un’adozione: deve andare a prendere il bambino. Lo sapevamo dall’inizio. Il ragazzo è entusiasta e noi siamo felicissimi con lui”.
Torna Panucci nella lista dei convocati. Tutto è tornato come prima? Il giocatore parte alla pari con tutti gli altri? “Con Panucci si riparte, ha fatto quello che doveva fare. Con grave ritardo, però si riparte. Poi lui è un calciatore della Roma e bisogna cercare di usare tutte le forze che abbiamo a nostra disposizione. Secondo me in casi come questo non conta Panucci, non conta Spalletti. Conta la Roma. Quello che ha fatto ieri lo doveva fare due giorni dopo quel fatto e aveva avuto anche la possibilità di farlo. Ora ripartiamo, ma con le regole vecchie. Cioè che lui è un calciatore, che io sono il tecnico e che c’è una società”.
Le ha capite bene queste regole? “Ha avuto il tempo di pensarci bene in questo periodo”.
C’è qualcuno che esce vittorioso o qualcuno perdente da questa storia? Comunque Panucci non potrà essere utilizzato in Champions. “Situazione che non fa piacere a nessuno, però in quel caso lì avevamo delle scadenze e c’erano stati degli episodi, dove noi non abbiamo sbagliato nulla. Siamo a posto con la coscienza. Abbiamo preso atto che un giocatore voleva andar via e abbiamo fatto le nostre scelte. L’importante, però, è avere delle prese di coscienza profonde e prendiamo atto delle sue scuse”.
Inter-Roma, per dimostrare anche che l’attuale classifica è un po’ bugiarda? “Bisogna essere molto pratici e molto diretti: l’Inter è in testa meritatamente e noi siamo a una distanza importante e probabilmente è quello che siamo meritati”.
Ieri brutto infortunio per Perrotta. E’ vero che aveva finito l’allenamento senza avvertire particolare fastidio? “Stava finendo l’allenamento, ha calciato una palla e ha avvertito questo dolorino. Si è fermato subito, ma poi gli accertamenti hanno decretato un infortunio più grave del previsto. Non è gravissimo però. La lesione è di secondo grado però non mi sembra che per uno stop del genere si debba restare fermi per due o tre mesi. Il giocatore l’ho visto molto fiducioso quando c’ho parlato”.
Dopo Londra si è parlato per Cicinho di un piccolo intervento di pulizia al ginocchio. “Che faccio io? L’infermiere? Quello che opera? Cicinho ora sta facendo potenziamento per il muscolo e per quello che ne so io le operazioni sono scongiurate. E’ una cosa nuova per me questa ed è possibile che sia così, ma ora non so rispondere”.
A che punto sta Aquilani? “Non lo so. Aquilani ha dolore, è sul lettino e si sta facendo le cure. Per cui non lo so”.
Cosa vorrebbe rivedere della serata di Coppa Italia con l’Inter e cosa vorrebbe cambiare? “Quello che conta nel calcio è il risultato per cui bisogna essere bravi, furbi, mestieranti per poi riuscire a portare a proprio favore quei dettagli che ti possano far vincere la partita. Perché contano i punti nel calcio. E’ chiaro poi che il comportamento di squadra può dare il suo aiuto. Noi vogliamo fare entrambe le cose e tenteremo di fare una buona partita”.
A che cosa sono dovuti tutti questi infortuni? “Per me è casualità. La preparazione atletica è quella che facciamo settimanalmente, non è che si possa andare a vedere quello che abbiamo fatto all’inizio, sarebbe sbagliato. Grosso modo facciamo le cose che abbiamo sempre fatto, anche stando attenti ai problemi muscolari che ne possono derivare. Per cui molta casualità”.
Ora che la Fiorentina e il Milan sono usciti dalle coppe, crede che arrivare al quarto posto sia più difficile? “Ancora è possibile, nonostante le uscite dalle coppe. La mancanza della competizione europea da una parte ti toglie qualche problema, ma dall’altra ti toglie entusiasmo e le sicurezze. Andiamo dietro a quella che è la forza nostra e non a quello che ci concedono gli altri”.
A Londra la Roma è sembrata in ritardo rispetto all’Arsenal. “Abbiamo fatto una partita al di sotto delle nostre possibilità. Sarà ancora più dura ma cercheremo di rimettere a posto le cose”.
Questo modulo a rombo toglie velocità alla squadra? “Non ho mai sentito dire che un modulo toglie velocità alla squadra”.
Quale è la chiave tattica del ritorno con l’Arsenal? “Nel secondo tempo, nel finale di partita abbiamo visto quello che deve essere il nostro comportamento, con un po’ più di personalità, di giocare la palla più tranquilli e più convinti di quelle che sono le nostre possibilità, perfchè li abbiamo fatto al di sotto delle nostre potenzialità. E’ quella la direzione, attraverso l’evidenza del finale delle partite. L’Arsenal ha ribaltato qualche azione, ma anche noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare sotto l’aspetto delle intenzioni”
Vede più difficile non prendere gol oppure segnare? “Secondo me noi dobbiamo fare una grande prestazione, cosa che è assolutamente nelle nostre possibilità, soprattutto di fornte al nostro pubblico e nel nostro stadio”.
Si ventilava l’ipotesi di levare Cassetti dalla lista Champions per fare posto a Panucci. “Devi chiederlo a quelli del Corriere. Le valutazioni si fanno tutte, però non è una cosa che ho detto io, per cui chiedilo a chi lo ha scritto”
Le condizioni di Totti? Come sta? “Oggi si è allenato e ha fatto molto bene, tra l’altro lo vedo molto stimolato, come tutti gli altri, li ho trovati in ottime condizioni questa mattina”
Le fa piacere questa voglia di mettersi a disposizione in questo momento di difficoltà e di emergenza? “Si fa piacere, ma Francesco lo ha sempre fatto, ha sempre evidenziato questa qualità. Secondo me la cosa da aggiustare è la condizione di forma. Secondo me lui ha fatto quello che doveva fare in queste partite qui, perché poi lui è un calciatore che ti da sempre l’impennata durante una partita e che ti da sempre quell’impulso qualitativo dove tu puoi prendere vantaggio, oltre che una continuità poi di lavoro, però poi si è impegnato anche in questo e di conseguenza io sono contento del suo apporto e sono fiducioso per domani”
L’esclusione di Pizarro con l’Arsenal, la sua scelta è stata dovuta anche alle condizioni non ottimali del giocatore? “Dal punto di vista mio è stato quello che c’era poi questo fatto della forza e dell’intensità sotto l’aspetto poi del continuo ribaltamento di fronte perché mi aspettavo una partita molto fisica e di conseguenza fare uso dopo di lui proprio attraverso la sua qualità dover mettere a posto delle cose o gestire o come dare probabilmente più qualità. Per quello che si è visto ho sicuramente sbagliato. Poi posso anche dire che a Bergamo lui c’era e non c’era Baptista, allora dovevo mettere subito li Baptista e non avrei dovuto far giocare Pizarro perché gli altri hanno avuto forza”.
Panucci, la sensazione che ho avuto è che sia stata una questione di principio la sua visto che Panucci è un ragazzo di 36 anni. Si è perso un po’ troppo tempo? “La sua è una sensazione sbagliata in questo caso, quando le sensazioni ce le avrà giuste. E’ l’evidenza dei fatti che si evidenzia, il giocatore quando le ha fatte le scuse? L’altro ieri le ha fatte, a tutti ed in maniera molto corretta. Non le ha dette a lei ma negli spogliatoi ai giocatori, come si deve fare, perché noi siamo tutti i giorni negli spogliatoi. Soprattutto un giocatore che ha la sua esperienza e la sua moralità sa come comportarsi, è stato in giro per il mondo e lo sa benissimo. Ha fatto le cose corrette e noi siamo aperti al dialogo come siamo sempre stati in qualsiasi confronto, come è avvenuto in questo caso qui e come ho detto prima si riparte. Poi quello che pensa lei, o quello che pensa lui, ci sono dati di fatto che parlano. Oltre le sensazioni le prese di posizione che si vuole avere, anche quelle, non sono dati di fatto”
Ritorno sull’argomento scomodo. “Su Panucci un’altra volta? Io voglio parlare della partita. Se c’è qualcuno che vuole parlare dell’Inter parliamone, sennò vado via. Ho già dato troppe spiegazioni, non mi sembra neanche corretto, sennò ci vorrebbe anche il ragazzo qui che dicesse la sua”
Gestione di Panucci da parte della società e dell’allenatore. E’ stato messo nelle condizioni di aver potuto chiedere scusa? “Ma che discorsi fai?”
Con Panucci è arrivato il comunicato da parte della società mentre per Cassano non è mai arrivato niente. “Non lo so, non c’ero, sono cose riferite a qualcun altro. Quando ero dentro io?”
Lei ha detto: “Con Cassano ho fallito perché un grande allenatore deve saper gestire un grande campione” “Poi posso anche dire che ho fatto bene, dipende da che punto di vista. Io guardo soprattutto alle cose che devo migliorare, poi ci sono delle cose che non puoi assolutamente accettare, se tu vuoi ti porto un elenco che non potevo accettare al momento”.
Le è sembrata diversa la gestione del caso? “A me è sembrata diversa l’Inter nell’ultima cassetta che ho visto”
I campi di Trigoria continuano a creare dei problemi. “E’ stata la mia aspirazione ma non mi riesce di fare il contadino come mi hanno riportato di essere. E’ quello che mi piacerebbe saper fare, perchè la ritengo una professione importantissima e da persone vere, ma non mi riesce di fare nemmeno quello”
Ha mai pensato di portare la squadra al Flaminio? “Per fare un passo del genere bisogna trasportare tutta la roba li e tutta l’attrezzatura. Non si può mica trasferire li, noi siamo qui e abbiamo tutte le cose qui. La palestra al Flaminio poi non c’è, ci sono dieci calciatore che devono fare allenamento specializzato e differenziato, mzz’ora in tutti gli allenamenti in funzione a quelle che sono le problematiche, e ora si va al Flaminio?”
Chi arriva meglio alla partita di domani sera tra Roma ed Inter? “Secondo me non conta l’esperienza in Champions, conta l’importanza della partita di domani sera, per noi sono punti fondamentali, dobbiamo andare li con le intenzioni giuste e portare a casa dei punti. Poi si vedrà nel confronto, però le intenzioni, la disposizione e la volontà deve essere quella li e non ci porteremo dietro quello che è successo in Champions perché noi lo sappiamo che dobbiamo arrivare quarti e lo sanno tutti”
Sono 16 punti dall’Inter, ci sono rimpianti per l’inizio della stagione? “Io quando perdo ho sempre dei rimpianti e mi si accumulano poi perché perdo spesso, meglio che non ci pensi e che pensi a quello che è il futuro, però è dovuto a quella partenza li”
Un pensiero su Mourinho. “Ha un bell’organico ma lui ha evidenziato di essere un allenatore forte sotto tutti gli aspetti”.
Che Menez dobbiamo aspettarci domani? “Dobbiamo valutare bene, Menez è a dispostone ed è già un buon punto di partenza”.
Ci poteva essere un problema di terreno a Londra? “Non lo so, ho visto che lo bagnano all’ultimo momento, noi si è cercato di mettere i tacchetti giusti. Ho visto i ragazzi dopo che si è stati fuori qualcuno ha cambiato anche tcchetti, sono valutazioni e scelte in base a come uno è abituato a mettersi i tacchetti”
Sono scelte personali? “Un paio di volte sono scivolati, ma si può dire che è dovuto dalla necessità del momento, dalla casualità che li ha fatti scivolare. I giocatori vanno a provare prima il terreno poi rientrano, hanno la possibilità di cambiare le scarpe. E’ chiaro che qui non siamo abituati a bagnare il terreno cinque minuti prima o alla fine del primo tempo come fanno li, ed è chiaro che in funzione di questo poi si possa un po’ modificar quella che è la tenuta sul terreno. Però mi pare che i ragazzi ci siano stati attenti”
Che Inter si aspetta? “Conta poco la partita dui Chamopon, è l’atteggiamento di tutto l’anno che ha fatto vedere che l’Inter è una grande corazzata, una grande squadra con grande personalità e grande forza, di conseguenza noi bisogna fare una buonissima prestazione, mi aspetto un’Inter forte”
La grandezza di Mourinho è anche aver saputo lanciare Santon in una squadra di campioni? “Ha fatto vedere di essere uno molto attento a qualsiasi tipo di gestione, sa gestire i giocatori molto bene, sa cambiare volto alla squadra perché inizialmente era partito con un concetto di gioco puntando su dei calciatori, poi invece ha invertito e cambiato ed ha fatto ugualmente risultati e ha dato forza allo spessore di squadra. E’ uno che sa esprimersi bene nei confronti con la squadra perché si vede, non parlo a livello di contatto con i giornalisti fuori, ma proprio di squadra. Si vede”
Chivu ha detto: “Non lo dice, ma Spalletti punta lo stesso allo scudetto nonostante il distacco”. Lei cosa le risponde, in modo scherzoso? “No no, ma che scherzoso, molto serio. Io guardo alla partita di domani, poi per vincere lo scudetto quest’anno c’è da superare queste 5 squadre che abbiamo davanti, intanto cominciamo a fare risultato domani sennò no si passa avanti a nessuno, e poi si vedrà, una cosa per volta, senza fare discorsi troppo presuntuosi, perché dire che penso allo scudetto sarebbe un modo presuntuoso di ragionare, e mantenendo quell’umiltà corretta che ci faccia prendere in considerazione il pericolo della partita d domani”.

(Testo a cura di Glorialanza – Visco)

da asroma.it

Serie A Tim Stagione 2008/2009
26^ giornata (7^ girone ritorno)
Fc INTER – AS ROMA
Domenica 1° marzo 2009 ore20.30.00
Stadio “Meazza” di Milano
Arbitro: sig. Rizzoli

A.S. Roma
  • 2 CHRISTIAN PANUCCI
  • 3 CICINHO
  • 5 PHILIPPE MEXES
  • 7 DAVID MARCELO CORTES PIZARRO
  • 9 MIRKO VUCINIC
  • 10 FRANCESCO TOTTI
  • 11 RODRIGO FERRANTE TADDEI
  • 13 MARCO MOTTA
  • 14 FILIPE
  • 16 DANIELE DE ROSSI
  • 17 JOHN ARNE RIISE
  • 19 JULIO CESAR BAPTISTA
  • 21 SOULEYMANE DIAMOUTENE
  • 23 VINCENZO MONTELLA
  • 24 JEREMY MENEZ
  • 25 GUILHERME DE MORAIS GUSMAO ARTUR
  • 27 JULIO SERGIO BERTAGNOLI
  • 32 DONIEBER ALEXANDER MARANGON (DONI)
  • 33 MATTEO BRIGHI
  • 40 ALESSANDRO MALOMO

Indisponibili: Pipolo, Cassetti, Aquilani, Perrotta, Tonetto, Juan, Loria

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da Gazzetta dello Sport – romanews.eu

Philippe MexèsL’intervista integrale rilasciata da Philippe Mexes alla Gazzetta dello Sport.

Mexes, più apprezzato lei a Roma o Carla Bruni a Parigi? “Credo la Bruni a Parigi… e anche in Italia. Però è vero che qui mi vogliono bene”.
I tifosi della Lazio meno, vista la rissa di un mese fa fuori da una discoteca del centro. “Ho sbagliato a reagire, però non è bello sentirsi dare del transessuale o ricevere insulti sulla famiglia. Per fortuna è finito tutto, anche il segno della cinghiata è sparito. E poi comunque le ho date anche io”.
Se lei sta meglio come trova la Roma? “Infortuni a parte, non malissimo. Aver perso 1-0 con l’Arsenal non è grave. Il match più difficile lo ha l’Inter a Manchester, noi e la Juve siamo sulla stessa barca. Al ritorno possiamo rimontare, ma avremo bisogno dei nostri tifosi. Comunque Wenger è fra i più bravi allenatori in circolazione. Un campione nel far crescere i ragazzi, ma capace pure di giocare con Vieira e Henry”.
Contento del chiarimento fra Panucci e Spalletti? “Certo, ma il rapporto fra noi era sempre uguale. Era una cosa che riguardava loro. Christian ha sbagliato però ha dato tanto alla Roma”.
Peccato manchi in Europa. “E’ uno che ha tantissima esperienza, ma è stata una scelta della società”.
Ora c’è l’Inter. Paura? Il 4° posto è ancora da agguantare. “L’Inter è forte fisicamente e può metterci in difficoltà, anche perché abbiamo sempre i soliti problemi di continuità, ma è un piacere affrontare sfide del genere. Ibra e Adriano non mi fanno paura”.
A differenza dell’anno scorso non arbitra Rosetti. “Mi ha espulso ingiustamente e anche per questo abbiamo perso lo scudetto. Lui è bravo, ma contro di me sbaglia sempre. Mi butta fuori anche per falli che non commetto”.
Come giudica il baby Santon? “E’ bravo. Mi ricorda un nostro giovane, Aleandro Rosi, ma giocava poco e poi, se sbagli, qui i tifosi non ti aspettano”.
Non aspettano nemmeno più quelli del Milan. A proposito, ricorda il putiferio dopo la sua ultima intervista a Canal Plus? “Mi convinsero a fare due rettifiche tv qui a Trigoria, ma io chiedevo: ‘Perché devo parlare?’. Non avevo detto che volevo andare via, solo che il Milan era una grande squadra e l’interessamento faceva piacere. Cose che direbbero tutti”.
Chi va via da Roma però è tacciato spesso di tradimento. “Ma siamo dei professionisti, magari è la società che ti vende. Capirei se andassero via Totti o De Rossi. Comunque, se si è chiari non si tradisce”.
Teme che un giorno possa toccare anche a lei questa fama? “Mi porrò il problema se dovrò andare via”.
Sarebbe sorpreso se Spalletti andasse al Milan? “Sarei deluso, perché mi aspetto che resti qui”.
Perché il suo amico Giuly se n’è andato? “Non era abituato a questi carichi, a Barcellona lavoravano meno. Ora Ludovic sta bene, gioca, segna e il suo PSG è 2°”.
Perché il Barcellona può allenarsi meno? “Perché sono tutti fenomeni. Messi, Henry, Eto’o… Noi abbiamo bisogno di lavorare tanto, la nostra forza è il gruppo”.
Capitolo infortuni: sfortuna, allenamenti o terreni di Trigoria in precarie condizioni? “Tutte e tre le ragioni, perché le ricadute sono troppe. Lo staff medico non c’entra. I primi a fermarsi qualche volta dovremmo essere noi”.
Chiudiamo con il suo “nemico” Nedved: lo sa che si ritira? “Ci eravamo antipatici, ma è un campione. Ai suoi tifosi mancherà”.