domenica, dicembre 16, 2018 Anno XV
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Reti: p.t. Zaglio 1′ Fontana 23′

Milan: Gallesi; Fontana, Zagatti; Occhetta, Maldini, Liedholm; Danova, Galli, Altafini, Schiaffino, Bean.

Roma: Panetti; Griffith, Losi; Marcellini, Stucchi, Guarnacci; Ghiggia, Pestrin, Da Costa, Zaglio, Selmosson.

Arbitro: Sig. Gambarotta di Genova

Reti: s.t. Pestrin 24′

Roma: Panetti; Griffith, Losi; Guarnacci, Bernardin, Zaglio; Ghiggia, Da Costa, Orlando, Pestrin, Selmosson;

Genoa: Piccoli; Corradi, Becattini; Piquè, Carlini, Beraldo; Pantaleoni, Abbadie, Calvanese, Pistorello, Barison;

Arbitro: Sig. Rigato di Mestre

Sedicesimi di coppa Italia 1959-60

Reti: 4′ Mora (S), 8′ Skoglund (S)

Roma: Cudicini, Griffith, Corsini, Guarnacci, Bernardin, Zaglio, Ghiggia, Orlando, Pestrin, Manfredini, Da Costa, Selmosson.
All. Foni

Sampdoria: Bardelli, Vincenzi, Tomasin, Bergamaschi (46′ Delfino), Bernasconi, VIcini, Mora, Milani, Ocwirk, Skoglund, Cucchiaroni.
All. Monzeglio

Arbitro: Liverani di Torino 

I turno eliminatorio Coppa Italia 1959-60

Reti: 15′ Manfredini (R), 20′ Da Costa (R), 41′ Zaglio (R), 44′ Pestrin (R)

Roma: Cudicini, Griffith, Corsini (46′ Losi), Guarnacci, Bernardin, Zaglio, Ghiggia, Pestrin, Manfredini, Da Costa, Selmosson.
All. Foni

Cagliari: Bertola, Hellies, Tiddia, Savigni, Stefanelli, Loriga, Sorrentino (46′ Cesaracciu), Turchi, Falchi, Colomban, Congiu.

Arbitro: Angelini di Firenze

Note: Ci mette 15 minuti il nuovo acquisto “Piedone Manfredini” per presentarsi ai tifosi Romanisti alla sua maniera cioè segnando.

Ricordo di Giacomo Losi:
Manfredini aveva un tiro preciso, non molto forte, però riusciva a piazzare la palla dove voleva, dove il portiere non poteva arrivare, poi, negli ultimi metri, era rapidissimo. Quando gli arrivava il pallone, c’era ben poco da fare per le difese avversarie. Puntava il portiere e andava in gol anche di pallonetto, oggi lo chiamano cucchiaio, ma insomma…
Arrivò in Italia ch’era un giocatore normale poi…
Venne dall’Argentina con le scarpe a punta lunga, quasi tipo arabo, e un famoso fotografo di Roma lo immortalò nella discesa della scaletta dell’aereo. In primo piano il suo piede sembrò immenso, da qui il soprannome di “Piedone”. Ma aveva un 43, un 44, non era un piede da uomo delle nevi.