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David Marcelo Cortes Pizarroda ilromanista.it

(AS_ROMA | 27/12/2007) – DANIELE GIANNINI

«Stiamo bene e siamo pronti a combattere». I sette punti di distacco dall’Inter ed il cammino senza sosta dei nerazzurri, che anche nell’ultimo turno di campionato prima della pausa per le festività natalizie hanno fatto bottino pieno, non demoralizzano David Pizarro che è volato in patria per ricaricare le pile in vista della seconda parte di stagione. Qualche parola rilasciata all’aeroporto di Santiago prima di dirigersi verso la sua Valparaiso per unirsi alla famiglia. Quanto basta per far capire che il Pek è pronto a dare battaglia fino a fine stagione su tutti i fronti: Serie A e Champions League.
«Sono contento di quanto abbiamo fatto nella prima metà del campionato – ha spiegato ai giornalisti – ma il bello viene adesso». Il bello inteso come il difficile, ma forse anche come il momento di divertirsi e di raccogliere i frutti di quanto seminato negli ultimi mesi. Due settimane di riposo assoluto prima della ripresa degli allenamenti, più di tre per tornare a giocare una partita vera (quella di Bergamo con l’Atalanta del 13 gennaio). Tempo necessario a Pizarro per recuperare al meglio dalla fatica di partite ogni tre giorni e per presentarsi in grande spolvero per i match decisivi. Come quelli contro il Real Madrid del 19 febbraio e del 5 marzo. Dentro o fuori dalla Champions. Il Pek è realista, consapevole delle difficoltà che attenderanno la Roma nel doppio confronto, ma al tempo stesso fiducioso: «Sarà una sfida complicata perché loro sono una squadra abituata a questo tipo di situazioni. Ma questo per noi è una motivazione in più, e non è affatto detto che alla fine non vada bene per noi».
Le vacanze, poi la Roma. E la Nazionale? Pizarro ci pensa ancora? Esattamente un anno fa i tempi sembravano maturi per un suo ritorno a furor di popolo nella “roja” (così la chiamano in Cile) dopo l’abbandono a sorpresa nel 2005. La sua ultima apparizione era stata quella contro l’Ecuador che aveva sancito la mancata qualificazione al mondiale tedesco. Un po’ la delusione, un po’ la voglia di dedicare più tempo alla famiglia («Voglio stare con i miei figli che sono ancora piccoli» aveva spiegato all’epoca), fatto sta che il Pek aveva detto addio alla Nazionale provocando una reazione a catena, con tutti i pezzi pregiati di quella squadra che seguirono il suo esempio. A gennaio 2007 sembrava esserci stato un riavvicinamento fortemente “sponsorizzato” da Ivan Zamorano, ma non se ne fece nulla. E oggi David ha nuovamente deluso le speranze dei suoi connazionali: «Se ne è già parlato abbastanza. E’ una questione chiusa». Buon per la Roma che non dovrà rinunciare a lui per permettergli di disputare le partite di qualificazione al mondiale del 2010 con le conseguenti trasvolate oceaniche e rientri dell’ultimo momento con i segni del fuso orario nelle gambe come avviene per Doni e Juan.
Lui no, lui potrà dedicarsi interamente alla Roma per la quale, complice l’infortunio di Aquilani, ha fin qui fatto gli straordinari: 14 presenze in campionato (per un totale di 1175 minuti giocati e 1052 passaggi effettuati), 6 (ovvero tutte) in Champions League, e perfino 33 minuti in Coppa Italia quando a molti fu concesso di rifiatare. Il tutto condito da due gol, uno al Napoli e uno a Lisbona (anche se l’Uefa non glielo ha riconosciuto), e tante prestazioni di livello assoluto. Ora, con il ritorno di Aquilani, ci sarà maggiore concorrenza a centrocampo. Ma non è un problema perché alla Roma serviranno tutti e perché «il bello viene ora».