venerdì, Agosto 07, 2020 Anno XV
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Vogliamo salutarti cosi. Con il saluto ingenuo dei bambini al primo giorno di scuola, quando non sono ancora inquadrati nei formalismi degli adulti. Con il titolo che però si riserva solo ai Grandi, quelli che ti insegnano qualcosa e hanno la capacità di fartela interiorizzare.

Quante melodie. Alcune scherzose, altre gravi e solenni, altre ancora leggere e infinite. Tutte con la medesima abilità di riempire ogni angolo della stanza e raccontare un’immagine senza bisogno di vederla.

Ennio Morricone era questo. Una persona di una semplicità ma di una grandezza che ti chiedi se veramente ti meriti di scriverne il saluto. E la risposta è si, perchè ciò che ci ha regalato negli anni, è stato il bene universale dell’emozione, con quel suo inimitabile estro artistico che ti proietta in una dimensione cinematografica altrimenti irraggiungibile.

Spazi definiti che diventano infiniti, come se i film fossero cuciti sulle sue colonne sonore e non il contrario.

Grazie Maestro.

Grazie per farci sentire un po’ migliori quando viaggiamo.

Grazie per aver portato Roma e l’Italia nel Mondo, e dargli quel lustro che troppo spesso gli viene sottratto dai nostri incorreggibili vizi.

C’era una volta… ma è per sempre. Buon viaggio Maestro.