martedì, luglio 16, 2019 Anno XV
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Totti in zona mista:
“Era meglio perdere 3-0. Così è stata una coltellata”.

Aquilani in zona mista:
“E’ una grossissima delusione. Io sono tornato in campo dopo un mese. Ho sentito i mormorii del pubblico. Proprio per questo voglio rimanere a Roma: per dimostrare realmente quanto valgo”.

Tonetto alle radio
La Roma esce a testa alta.
“Sì, ma purtroppo esce. Grande partita, molte occasioni, poi la lotteria dei rigori ci ha castigato ancora. Mi dispiace aver sbagliato, ci meritavamo di passare, dispiace per la folla che ci ha incitato per due ore”.
Grande partita.
“Loro hanno iniziato a ‘sparacchiare’ il pallone, avevano paura della nostra pressione. Avevamo preso il risultato anche prima, peccato”.
Peccato per il rigore
“Peccato perché in settimana li ho provati e ho sempre incrociato e sempre fatto gol. Quando sono partito mi sono accorto che Almunia si muoveva da quella parte, ho cambiato all’ultimo e ho fatto un patatrac”.
Rammarico?
“Alla luce di quello che si è visto tra andata e ritorno meritavamo tutte e due di passare, peccato. Dovremo essere bravi a ripartire, ricompattarci e guardare a Genova, per l’obiettivo del quarto posto”.

Spalletti in conferenza stampa
Un film già visto…
“Abbiamo cercato di modificare quel film lì. Abbiamo cercato di modificare alcune scene, ma il finale è lo stesso di venticinque anni fa”.
Il rigore su Motta? C’era?
“Quello lo vorrei rivedere. Ma dalla panchina mi ha dato questa sensazione. Marco aveva messo corpo e palla davanti e Clichy ha fatto di tutto per disturbarlo. Ormai non lo ha dato e anche se con amarezza bisogna accettare la decisione del direttore di gara”.
Cosa vi ha detto il presidente negli spogliatoi?
“Venuta a fare i complimenti per come si era battuta la squadra, venuta a spronare per il futuro e a complimentarsi per come si è comportata la squadra”.
Alla fine di una gara così, non le viene voglia di dire che resterà a lungo qui?
“Non è un problema questo, è quello che ho sempre sentito, in funzione di quella che è la passione del pubblico nei nostri confronti. C’è una cosa che da fuori non potete sapere. Noi lo viviamo il tifoso, andiamo al cinema, a cena. E sappiamo quale amore, un amore totale, loro nutrono per chi indossa la maglia della Roma. Ho sentito dire nella valutazione del confronto tra Inghilterra e Italia la differenza tra i loro stadi, le loro attrezzature. Ed è tutto vero. Ma noi abbiamo materiale di primissima qualità. Se avessimo uno stadio come in Inghilterra li sentirebbero gli strilli veri. Però poi bisogna accettare la sconfitta. Sono più bravi a creare meno pressioni, nel come arrivano alla partita. Bisogna essere orgogliosi per quanto fatto sapendo che si può migliorare. Il contratto io ce l’ho e non conta niente tutto il resto”.
Quali sono le responsabilità di tutti per gli infortuni? Fate tutte le valutazioni e analisi possibili?
“Le analisi le abbiamo fatte su tutto. In quattro anni tutte analisi serie, non solo su questo. Può fare ciò che vuole. C’è casualità. Io in questa settimana ho avuto il dubbio se farli scendere in campo per allenarsi o no, perché succedevano cose incredibili. Era entrata bene in campo, una volta che hanno sistemato queste difficoltà, facendo scivolare la partita su cose normali…Invece poi è andata così e rimane ancora di più amarezza. Ma come quando si vince e si corre il rischio di alzare troppo la cresta, oggi non va abbassata la testa. Dobbiamo rimanere soddisfatti per quello che abbiamo fatto”.

Spalletti a Sky
Eliminazione che sa di beffa.
“La squadra deve essere fiera. Per l’impegno e la qualità che ha messo in campo. Avrebbe meritato qualcosa in più. I rigori li avevamo preparati anche, ma purtroppo è andata così. Bisogna imparare a perdere. Soprattutto quando si vede questo impegno. Usciamo a testa alta”.
Una Roma positiva comunque…
“E’ stata una bella notte, proprio per la partecipazione emotiva e per tutti i guai che ci sono capitati negli ultimi giorni. Io mi sono arrabbiato, ci sono rimasto male. Mi aspettavo di passare il turno perché ce lo meritavamo”.
Poteva essere la partita di Menez, ma per gli infortuni non è potuto entrare.
“Vucinic poteva fare gli stessi strappi di Menez. Jeremy non è al top. E poi anche se sei fresco non è detto che riesci a cambiare la partita”.
Tre italiane fuori, quattro squadre inglesi ai quarti.
“Gli inglesi per mentalità hanno qualche vantaggio. Giocano alla morte fino all’ultimo. E poi gestiscono meglio le pressioni e giocano più tranquilli”.

Brighi alle radio:
“Il calcio è così, oggi non eravamo al massimo, molti non si sono allenati fino a stamattina, non vogliamo alibi, è andata così, andiamo avanti. L’obiettivo è raggiungere la Champions, l’importante è non si prenda questa uscita demeritata come un alibi per non perdere energie”.
Usciti a testa alta.
“Sappiamo di essere usciti. A testa alta lo sappiamo noi, pensiamo a domenica che sarà difficile. Se c’era il rigore su Motta? Marco ha detto di sì, non lo so ditelo voi”.
Grande Roma contro un grande Arsenal
“Noi ce la siamo giocata alla pari. Ieri la Juve ha fatto la sua partita. Ora passano loro e noi stiamo a guardare, è giusto così”.

Diamoutene alle radio:
“Abbiamo creato tanto ma non siamo riusciti a fare il secondo. Peccato che non siamo riusciti a farlo, ci tenevamo tantissimo, alla fine ci tenevamo tantissimo, per me era la finale di Champions, volevamo arrivare in finale, peccato veramente”.
Sei passato dal Lecce agli ottavi di finale di Champions da titolare.
“Indossare questa maglia è un onore, un grande pubblico che ci ha incitato fino alla fine, anche quando abbiamo perso. Ci dispiace. Io e Riise? Abbiamo fatto una grande partita anche senza Mexes. La Roma è anche questo”.
Come mai pregavi durante i rigori?
“Chiedevo a Dio di aiutarci a passare il turno, ma alla fine sono passate loro”.
Hai visto il rigore di Motta? C’era?
“Se non lo toccava lui stava andando da solo, penso fosse rigore”.
Cosa provi in questa giornata dopo le amarezze dell’ultimo periodo al Lecce?
“Contento di stare a Roma, loro hanno avuto fiducia in me, li ringrazio e ho dimostrato che qualcosa so fare”.

Wenger a Sky
Cosa ha fatto la differenza in questa gara?
“Voglio fare i complimenti alla Roma. Non mi aspettavo una Roma così attenta in difesa. Abbiamo fatto molta fatica”.
Quanta differenza c’è tra il calcio italiano e quello inglese?
“Non c’è grande differenza. Forse nello spirito. Noi inglesi siamo più reattivi forse, come abbiamo dimostrato questa sera”.

Rosella Sensi alle radio:
“Giocatori, tifosi, tutti. Siamo stati uniti. Parlo a fatica, veramente. Credo vadano ringraziati tutti, sono stati tutti grandi giocatori, c’è un enorme rammarico per un risultato quantomeno immeritato. Si parla a fatica dopo questa delusione. Ho un ruolo di grande responsabilità ma sono molto tifosa”.
Una bocciatura per il calcio italiano?
“Ho visto la Juventus ma soprattutto ho visto la Roma. Non credo si possa giudicare così una bocciatura nel risultato, ma non nella sostanza. Un grazie a tifosi e giocatori, abbiamo visto una Roma unica. Ora si riparte da Roma, con grande cuore e professionalità. Si riparte sempre”.