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Anno X - 07/09/2010
 
24 luglio 2010

Romanisti nel mondo

di Rudy.

Romanisti nel mondo: Giallorossi indonesiani!!

da repubblica.it

Oltre 400 rappresentati di 60 tifoserie italiani, alcune storicamente rivali, si sono incontrati a Catania per discutere sui provvedimenti da prendere contro l’iniziativa del Governo e della Figc per limitare la violenza negli stadi. Si va verso lo sciopero a oltranza.

Striscione a Roma-Inter, marzo 2010CATANIA - Quando la politica unisce. Oltre 60 tifoserie di squadre di serie A e altre categorie si sono riunite a Catania per un vertice contro l’odiata “Tessera del tifoso” voluta dal Governo e promossa dalla Figc per diminuire la violenza negli stadi italiani. Oltre 400 rappresentanti di gruppi ultras di tutta Italia sono a rapporto per trovare nuove strategie e promuovere proteste comuni affinché l’iniziativa governativa, che potrebbe ridurre drasticamente il potere dei gruppi organizzati all’interno degli stadi e dei club stessi, venga messa al bando.

DA PARTE LE RIVALITA’ - Secondo il quotidiano “La Sicilia”, che pubblica la notizia, a Catania si sarebbero incontrati anche gruppi storicamente rivali, ma uniti da obiettivi condivisi come “restare una parte attiva nel calcio” e continuare “a vivere senza sopravvivere”. Così insieme si sono seduti ultras del Catania e del Palermo, la cui rivalità costò la vita all’ispettore capo di polizia Filippo Raciti il 2 febbraio del 2007 allo stadio “Massimino” durante il derby, ma anche della Roma e della Lazio, della Juventus e del Napoli, del Milan e dell’Inter, del Bari e del Lecce, del Cesena e di squadra di altre categorie come quelli dell’Atalanta (serie B).

VERSO LO SCIOPERO DEI TIFOSI - Gli ultras si “sentono ingombranti” e contestano le linee delle società che, sostengono, “con la questione dei diritti televisivi” adesso fanno giocare il “calcio in favore di telecamera, non per il pubblico allo stadio”. Durante la riunione è stata “stigmatizzata la posizione degli ultras dell’Inter che hanno detto sì alla tessera del tifoso” e ogni gruppo ha annunciato “iniziative di protesta”. L’incontro sarebbe servito, infatti, a “fare il punto della situazione” ma senza “trovare soluzioni da mettere sul tavolo”. Anche se c’è una tesi che si sta valutando, sposata da ultras di Catania, Palermo e Lazio: “Lo sciopero dei tifosi a oltranza perché - sostengono - uno stadio senza il tifo è molto più triste di uno stadio senza partite di calcio”.

da romanews.eu

LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE DI JOHN ARNE RIISE DAL RITIRO DI RISCONE DI BRUNICO
John Riise
Che ti ha dato Ranieri per farti fare il salto di qualità? “Ranieri è un tecnico che mi piace. Mi piacciono i suoi allenamenti e come giochiamo in partita. Il secondo anno è stato migliore per me del primo”.

Il mister ti chiede di spingere tanto sulla fascia? “Ranieri mi ha sempre detto di andare avanti se sto bene. Ma anche di difendere. Fisicamente sto bene e questo è molto importante”.

Roma più forte dell’anno scorso? “Sì, con Adriano, Simplicio e un altro difensore la squadra è fortissima. Possiamo fare grandi cose”.

Dove potete arrivare? “Vediamo di migliorare quanto fatto l’anno scorso. Sulla carta l’Inter è ancora la più forte. Vedremo più avanti”.

Si cerca un vice-Riise. “Io voglio giocare sempre, tutte le gare. Certo il riposo è importante. Antunes per me va bene. Se mi riposo gioca lui”.

Ti infastidisce il fatto che la Roma cerca un tuo vice? “Se arriva un altro difensore sinistro per me non cambia nulla. Voglio giocare tutte le gare. Cerco sempre di migliorare”.

Benitez all’Inter, è l’uomo giusto? “Il mister è un grande uomo e un grande allenatore. A Liverpool ho vinto tanto con lui. Credo possa fare bene all’Inter, una squadra che ha vinto tanto con Mourinho e che potrà farlo anche con Benitez. Per il dopo Mourinho è il massimo. Io penso solo alla Roma e a mister Ranieri”.

Ti ha mai cercato da quando è andato via da Liverpool? “No”.

Con Ranieri hai lavorato molto sulla fase difensiva. In cosa ti senti di dover migliorare? “Ho lavorato molto sull’uno contro uno in difesa con Ranieri. Perchè mi piace molto andare davanti. Il primo anno sull’uno contro uno difensivo sono andato malissimo. E’ questo il mio problema, ma con Ranieri va meglio”.

Quest’anno state effettuando uan preparazione atipica. Meno ripetute e più pallone… “Io ho fatto tanta corsa durante le vacanze. Trovo però che sia meglio lavorare con il pallone perchè la squadra sta bene. E’ meglio per noi”.

Quest’anno ci sono varie soluzioni (Totti, Adriano, Vucinic e Taddei) sulle punizioni, su cui vi state allenando molto… “Io tiro sempre fortissimo. Adriano, Totti e Mirko sono più delicati. A me non piace questo”.

Quest’anno c’è anche l’Europa. La Roma è una squadra matura che può far bene anche in Europa? “Sì. Sono tre le cose importanti quest’anno: scudetto, Champions e Coppa o Supercoppa. La Champions è molto importante e speriamo di fare bene in Europa in questa stagione”.

Quanto è importante avere lo stesso allenatore dall’inizio della stagione? Ranieri lo scorso anno è subentrato in corsa… “L’anno scorso abbiamo perso le prime due partite e non abbiamo iniziato bene. Quando inizierà il campionato vedremo”.

24 luglio 2010

Dio fa e noi disfamo

di Er Pasquino.

noidisfamo

24 luglio 2010

Juan: Roma, Adriano può farci volare

di Lucky Luke.

da Il Corriere dello Sport - laromasiamonoi.it

E’ stata un’estate complicata: è dura smaltire la delusione per un altro Mondiale andato male. Il Brasile si è buttato via, contestazioni al rientro in patria, uno dei pochi a salvarsi dai fischi è stato Juan. Il di fensore si sta godendo gli ultimi gior ni di vacanza in famiglia, martedì sa rà a Roma, ma è già pronto a rico minciare. La delusione sudafricana vuole cancellarla con la maglia giallorossa, la sua presenza al centro del la difesa è una garanzia per Ranieri. La sua voglia di ricominciare una ga ranzia per la Roma. Juan apre la sua nuova stagione con questa intervista esclusiva.

JuanJuan, cosa è successo al Brasile?
«Per me è stato un brutto colpo anche perché avevamo una buona squadra che poteva vincere il titolo. Eravamo un buon gruppo, molto uniti, stavamo bene insieme, in sintonia anche con l’allenatore. Abbiamo vinto tante partite, ma abbiamo perso la più importante».

Al Brasile è mancato il vero Kakà
«Io credo che in fondo ci sia mancata un po’ di fortuna perchè abbiamo sbagliato solo il secondo tempo contro l’Olanda e siamo andati a casa. In quattro anni con Dunga non avevamo mai perso una partita dopo essere passati in vantaggio».

Al rientro a casa è stato uno dei po chi ad essere applaudito…
«Fa piacere, ma conta poco. Io vo levo vincere, per me è più importante centrare i risultati con la squadra».

E adesso cosa si aspetta con la Roma?
«Penso che il prossimo anno dovremo cercare di migliorare, ma abbiamo grandi motivazioni e siamo più squadra. Ranieri conosce meglio i giocatori, la cosa più importante è partire bene e cominciare a vincere dall’inizio. L’avvio di stagione sarà fondamentale».

Alla Roma è arrivato Adriano, lei lo conosce bene. Cosa pensa di lui e cosa pensa che potrà dare alla Roma?
«E’ un campione, un fuoriclasse, quando sta bene è tra i primi quattro attaccanti al mondo. Vogliamo che giochi al suo livello, può decidere le partite da solo. Dentro l’area da rigore è un pericolo costante, può aiu­tare tantissimo la nostra squadra».

Crede che abbia superato i suoi problemi?
«Penso di sì, ho parlato con lui, al Flamengo ha fatto un campionato strepitoso, ha vinto quasi da solo il campionato. Penso che potrà fare benissimo alla Roma, dove troverà un gruppo molto unito che lo aiuterà ad inserirsi. Lo abbiamo fatto con tutti i giocatori nuovi che sono arrivati. Dovunque ha giocato, Adriano ha dato il suo contributo. Per un allenatore è importante avere un attaccante del suo livello. E anche grazie al calore dei tifosi giallorossi Adriano si ambienterà benissimo».

Da difensore, è difficile marcare Adriano?
«Se sta bene quasi impossibile. Ha tecnica, potenza fisica, protegge il pallone come pochi. Ha tutto. Quando sta bene è un attaccante completo ».

Adriano e Simplicio, la Roma si è rinforzata
«Sono convinto che la squadra sia migliorata, abbiamo la squadra dello scorso anno, che ha concluso alla grande il campionato sfiorando lo scudetto, con due campioni in più. Abbiamo un grande entusiasmo, se riusciamo a trovare continuità potremo fare meglio della passata stagione».

L’Inter è sempre la squadra da battere?
«Resta una grande squadra che lo scorso anno è riuscita a vincere tutto. Anche Benitez ha grande esperienza. L’Inter è ancora la squadra più forte in Italia, ma subito dietro ci saranno Milan e Juventus, che non ripeterà il deludente campionato scorso. Anche noi cercheremo di giocare al nostro livello e saremò lì da vanti ».

Scommetterebbe su un suo compagno?
«Non mi piace scommettere su un singolo, preferisco farlo sulla squadra. La Roma può ripetersi, resta una squadra di vertice, sicuramente ci saremo ancora nella lotta per lo scudetto. Lo scorso anno partimmo malissimo, quest’anno con una partenza positiva potremo fare grandi cose».

La Roma torna in Champions League. Con quali propositi?
«Anche in Europa vogliamo essere protagonisti. Abbiamo una esperienza internazionale consolidata, siamo sempre usciti a testa alta. L’ultima volta abbiamo perso ai rigori contro l’Arsenal. In Champions abbiamo giocato un grande calcio e battuto grandi avversari. Ripartiamo da lì».

Che Juan ritrova la Roma?
«Un giocatore più carico sicura mente, che vuole dimenticare la de lusione mondiale. Ma soprattutto voglio continuare a giocare ad alti livelli e vincere qualcosa con la Roma».

La società sta cercando di confermare Burdisso.
«Io mi auguro che Nicolas resti, è importante per la nostra squadra. Ha dimostrato di essere un grandissimo calciatore, lo scorso anno si è inserito benissimo, è anche un bravo ragazzo. Lo aspettiamo».

da Il Romanista

Francesco TottiMa poi cosa c’è di male nel dire, anche da frate, che «mi hanno rubato due scudetti? » Siccome la memoria va sempre rinfrescata, ci sono una serie di episodi che è meglio non dimenticare. A partire dalla stagione 2007-2008, chiusa dalla Roma con tre punti di ritardo dall’Inter (ma praticamente uno, visto che il pareggio del Catania all’ultima giornata arrivò quando ormai i nerazzurri avevano vinto a Parma). Totti all’epoca fu deferito per aver parlato di «aiutini», che poi erano soprattutto “aiutoni”. I più eclatanti? Inter-Atalanta 2-1, il gol del 2-0 è irregolare: Cruz segna, ma prima spinge Carrozzieri. Negato, poi, un rigore netto all’Atalanta, per fallo di Maxwell su Ferreira Pinto. Nel finale, viene espulso Simone Inzaghi, ma il rosso è il frutto di una simulazione del portiere interista Julio Cesar, che finge di aver preso un colpo dall’attaccante avversario. Siena-Inter 2-3, sullo 0-0 viene concesso un rigore ai nerazzurri per un fallo inesistente su Cruz. Anzi, è l’argentino a commettere un’irregolarità nei confronti di Codrea. Non concesso, invece, un penalty al Siena per un fallo su Locatelli. Inter-Parma 3-2, Gervasoni non concede un rigore al Parma per un fallo di Cordoba su Corradi. Poi, sul 2-1 per i gialloblù, dà un penalty inesistente all’Inter: Couto, nel tentativo di deviare un tiro di Ibrahimovic, tocca il pallone con la testa e forse lo sfiora con la mano, peraltro involontariamente. Il difensore viene anche espulso. Inter-Empoli 1-0, l’arbitro Tagliavento concede un rigore ai nerazzurri per un inesistente fallo di mano di Vannucchi. Inter-Roma 1-1 invece è ancora ben viva nella memoria, con la mancata espulsione dell’allora interista Burdisso e l’assurda espulsione di Mexes sull’1-0 per la Roma. Il conto è facile: l’Inter ha avuto 9 punti in più rispetto a quanti se ne era meritati sul campo, che fanno 11 se contiamo anche lo scontro diretto (Zanetti pareggiò al 90’). E quest’anno? Non è stato tanto diverso. Cominciamo dalla fine: Siena-Inter, arbitro Morganti. Sullo 0-0 Rosi crossa dal fondo, Thiago Motta cadendo muove il braccio e tocca il pallone con lo stesso. Per lo stesso identico fallo, la Roma si è vista assegnare un rigore contro - decisivo - a Livorno dall’arbitro Gervasoni, sì, quello di Inter-Parma di due anni prima. Tralasciando altri torti subiti dalla Roma, ci sono poi altri «aiutini» all’Inter. In Inter- Roma (1-1), ad esempio, Vieira spacca lo zigomo a De Rossi, Muntari sgambetta Menez a palla lontana pur essendo già ammonito. Risultato? Neanche un cartellino per Vieira, ammonito Menez per proteste. Serve altro? Certo che serve: Cagliari-Inter 1-2, Maicon spinge Matri solo davanti a Julio Cesar. Orsato lo ammonisce. Forse non era chiara occasione da gol? Inter-Napoli 3-1, l gol del 2-0 di Milito è in fuorigioco, Trefoloni lo concede. Inter-Fiorentina 1-0, ma sullo 0-0 l’arbitro Damato, tifoso dell’Inter (non lo ha mai smentito), non concede un rigore per fallo di Samuel in area su Gilardino. Un minuto più tardi Comotto compie lo stesso fallo su Milito, ma in quel caso è rigore. Damato è anche il protagonista della frettolosa espulsione di Sissoko in Inter- Juventus. Chievo-Inter 0-1, rigore non concesso al Chievo per fallo di Cordoba su Pellissier, al 96’ Pierpaoli non vede nemmeno un netto fallo di mano di Quaresma, che toglie la palla dalla testa di Yepes in area. Inter-Siena 3-2, la punizione di Sneijder che dà il pareggio all’Inter è originata da un non-fallo di Brandao, che salta insieme a Samuel. Udinese-Inter 2- 3, negato un rigore ai friulani per fallo di Sneijder su Cuadrado. Altri conti? Sono almeno 8 punti in più (e ci sono altri episodi). E il tifoso interista Damato (non lo ha mai smentito) è stato mandato ad arbitrare Roma-Sampdoria.

L. Pelosi

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