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Anno X - 09/02/2010
 

da lasignoraingiallorosso.it

Francesco TottiFrancesco Totti, ospite di Fabio Fazio nella puntata di questa sera di “Che tempo che fa” (in onda dalle 21.10 alle 23.30 per presentare il libro + dvd “‘Quando i bambini fanno aho”), ha parlato delle vicende societarie, del rapporto con Spalletti e con i compagni e di cosa farà quando smetterà di giocare a calcio :
“Sinceramente della vendita della Roma io so quello che sapete voi, leggo come voi. Noi giocatori siamo sempre gli ultimi a sapere le cose”.
Io allenatore? Un giorno l’ho fatto per la prima e ultima volta. I ragazzi ogni tanto mi ascoltavano, ma io non sono capace: ho capito che allenare è molto difficile, non sarà il mio ruolo in futuro. Se imparo dal mio allenatore? Lo ascolto, perché devo, perché sono lì. Dico come stanno le cose, ma se domenica non gioco è colpa tua. Spalletti fa molta tattica, però se hai più giocatori a disposizione è tutto più semplice. I mondiali? Ho già parlato con Lippi ma per altri motivi, non calcistici. Già ho detto parecchie volte che se un giorno mi dovesse chiamare ci penserei sopra una volta sola. Cassano? Il “metronotte” è uno dei compagni con cui mi sono trovato meglio. Con lui abbiamo chiarito, ora frequento spesso De Rossi e Aquilani. Cosa penso quando mi rivedo in tv? Di solito, se abbiamo perso non mi guardo, e infatti quest’anno l’ho fatto poco. Essere capitano non è semplice. Io ho avuto la fortuna di crescere nel settore giovanile della Roma e indossare sempre la stessa maglia, quella della squadra che amo, e questa è una doppia soddisfazione. Ma essere capitano significa avere tante responsabilità, sia in campo sia fuori, e non è semplice. Altri figli? Tra poco arriverà il terzo, ma non è una cosa imminente».
Fabio Fazio ha fatto notare a Totti che è statisticamente probabile che uno dei figli possa diventare un tifoso della Lazio.
«Saranno statistiche a casa tua, a casa mia non succederà mai. È già tutto scritto, basta e avanza mio suocero».

F. Cot.

20 maggio 2009

l’OpPostA Balconata

di Paoletta.

Ci vuole serietà. In tutti gli “affari”. Un imprenditore di successo è quello che sa quello che vuole e non servono i giornali per fargli chiudere un’impresa, non gli occorre la radio per farsi pubblicità e per far crescere il suo nome. Oggi siamo davanti ad una presa in giro allucinante. (continua…)

da forzaroma.info

Gennaro Gattuso«Quella con la Roma sarà per noi una partita fondamentale perchè abbiamo sprecato già due match ball e non abbiamo chiuso il discorso di qualificazione alla prossima Champions -dice il giocatore a Milan Channel- Adesso abbiamo il terzo match ball e non dovremo più sbagliare. Abbiamo l’opportunità di giocarcela in casa davanti ai nostri tifosi, inoltre sarà l’ultima partita a San Siro di Paolo Maldini e credo che questo possa essere un fattore in più che ci darà la carica giusta. Già il fatto di accedere direttamente alla prossima Champions League ci dà la giusta motivazione anche perchè abbiamo visto quanto abbiamo sofferto quest’anno. Domenica ci sarà da lottare e ce la metteremo tutta. La partita di Udine non ha avuto le stesse conseguenze di classifica di quella di Napoli dell’anno scorso, ma un pò l’ha ricordata: forse in questi anni ci è mancata la continuità e quando questa viene a mancare, devi subito porti il problema di rimetterti in carreggiata».

da lasignoraingiallorosso.it

Vincent CandelaIntervistato da Dnews Vincent Candela ha parlato della sua gara di addio al caclcio in programma il 5 giugno all`Olimpico e del momento che sta vivendo la Roma:

Come va con l`organizzazione di questa grande festa (gara d`addio al calcio)?
“I preparativi procedono molto bene, domani inizia la prevendita dei biglietti (presso le ricevitorie Lottomatica, ndr)”.
Cresce l`emozione?
“E` tantissima l`emozione di ritrovare tanti grandi campioni, ma anche di ritrovare l`Olimpico. Ci penso molto al momento in cui rimetterò piede su quel campo, perché mi ha dato veramente tante belle emozioni”.
Il suo addio arriva in un momento triste per la Roma. L`emblema della crisi è rappresentata dai 57 gol subiti, solo le ultime tre hanno fatto peggio.
“Non è soltanto colpa della difesa, ma va divisa con tutta la squadra. Ci può stare di vivere un`annata negativa dopo tre anni positivi. Quest`anno ha influito molto anche la mancanza del presidente Franco Sensi, un grande punto di riferimento per la società, e per la dottoressa Rosella Sensi”.
Doni è stato criticato aspramente per l`annata negativa, anche se ha giocato spesso infortunato. E` giusto?
“Le critiche vanno accettate. Per me rimane un bel portiere, che ogni tanto commette qualche errore. Per un portiere è più difficile ritrovare la giusta forma, dopo un infortunio. Juan ha giocato poco e spesso non in buone condizioni, ma in generale hanno reso tutti meno rispetto alle aspettative. Anche Riise ha trovato difficoltà all`inizio, ma è normale per uno che arriva da un campionato straniero”.
Quanto può influire giocare tra i fischi all`Olimpico?
“E` dura anche per i grandi campioni, ma va accettato perché fa parte del gioco. Del resto quando va tutto bene ci sono ottantamila persone che ti fanno sentire fortissimo”.
Il ciclo di Spalletti è finito o bisogna andare avanti con lui?
“A me piace Spalletti come persona e per come ha gestito il gruppo, anche lui dovrebbe avere a disposizione qualche campione in più. La Roma più che cambiare allenatore dovrebbe acquistare 3-4 giocatori”.
Quante speranze ci sono di conservare il sesto posto, valido per l`Europa League?
“Il 95% delle possibilità, mi auguro”.
Totti quanto può giocare ancora?
“Per me è un grande amico, perciò dico che giocherà ancora a lungo”.
E lei, tornerà in campo?
“Sono due anni che non tocco un pallone, però mi piace osservare quello che succede nel mondo del calcio. Per ora mi godo la famiglia, non so ancora cosa farò da grande”.

F.Cav.

20 maggio 2009

Roma amor

di autori vari.

Ci sono sentimenti che non si possono spiegare e più ci si prova e più si entra in confusione…
Spiegare l’AMORE poi, è impossibile…

L’AMORE per una persona, per un’AMICA, per una città, per una squadra di calcio… (continua…)

20 maggio 2009

Unicredit: mai visto Fioranelli

di Lucky Luke.

da ilmessaggero.it

Vinicio FioranellLa Dinasty della Roma non finisce di stupire. Non soltanto ieri Vinicio Fioranelli, l’agente Fifa capofila della cordata svizzera-tedesca, non sarebbe stato “audito” in Consob ma, contrariamente a quello che avrebbe riferito ad alcuni amici romani, non sono in programma colloqui con Unicredit, azionista di minoranza col 49% di Italpetroli di cui è il principale creditore. «Non abbiamo mai incontrato il signor Fioranelli», spiega a Il Messaggero Paolo Fiorentino, deputy ceo (vice amministratore delegato) della banca di piazza Cordusio, «e non abbiamo in agenda appuntamenti con lui». Di più non dice il banchiere delegato a gestire in prima persona il delicato dossier dal quale Unicredit vorrebbe uscirsene al più presto riavendo i circa 280 milioni di crediti più gli interessi.

L’incontro di Fioranelli in Consob dovrebbe avvenire in settimana ma l’appuntamento dovrà essere ancora fissato. La Commissione che vigila sulle società quotate in Borsa ha riavviato il monitoraggio ascoltando tutti i personaggi che negli ultimi tempi sono stati in qualche modo coinvolti nelle voci sulla cessione del club giallorosso e che hanno messo in “agitazione” il titolo”.

Tra i personaggi sentiti nei giorni scorsi dalla Consob ci sono l’imprenditore farmautico Francesco Angelini che avrebbe ridimensionato il suo interesse, le sorelle Sensi, l’avvocato di queste ultime Gianroberto De Giovanni, i banchieri di Unicredit.

Ieri l’organo di controllo avrebbe ascoltato tre revisori della Pwc, la società che certifica il bilancio della Roma. Gli sceriffi della Commissione quasi certamente rivolgeranno a Fioranelli una raffica di domande, partendo dal contenuto della missiva indirizzata nei giorni scorsi alla Italpetroli, a suo nome e dell’imprenditore tedesco Volker Flick in cui si fa riferimento a un’offerta da presentare per la maggioranza della squadra di calcio. E non si può escludere che la Commissione voglia convocare anche il “socio” di Fioranelli.

Alla Consob gli uomini della banca avrebbero ripetuto di essere all’oscuro delle trattative, da cui si tengono alla larga, anche perché Italpetroli e la As Roma hanno ribadito di recente di avere pieno titolo per trattare. Detto questo, però, come in tutte le società indebitate e per di più in mora non avendo pagato la rata di dicembre e in vista della prossima scadenza di fine giugno, i margini di manovra e di autonomia del “debitore” sono limitati. Anche perché, in base al contratto sul debito, i proventi delle dismissioni devono essere canalizzati per estinguere il debito con Unicredit. Che resta alla finestra anche se nei contatti esistenti tra azionisti, l’istituto avrebbe solo rammentato all’avvocato dei Sensi che l’eventuale offerta della cordata Fioranelli dovrà essere valutata concretamente riguardo l’esistenza dei soldi - quindi l’agente Fifa dovrà presentare una fidejussione bancaria a prima richiesta - e l’esistenza di referenze sull’identità dei futuri proprietari. Anzi la credibilità dei partecipanti alla cordata viene considerata prioritaria.

E comunque Unicredit, essendo una banca, con una controllata in Germania, Hvb, ha maggiori mezzi e possibilità per verificare le credenziali. Ecco perché piazza Cordusio resta alla finestra, avendo comunque in mano tutte le “leve” previste dall’accordo sul debito e che entro fine giugno potrebbe attivare se il debitore, cioè Italpetroli, rimanesse in mora.

Vinicio Fioranelli ieri ha avuto un vertice con alcuni esperti di società di calcio quotate in Borsa, per preparare l’audizione in Consob, scontata dopo il comunicato di Italpetroli. In più ha lavorato con i suoi legali e tecnici per aggiornare la documentazione richiesta dall’avvocato De Giovanni, legale della famiglia Sensi, soprattutto ulteriori garanzie bancarie (non solo estere, a quanto pare).

Da una settimana Fioranelli sta attivando i suoi canali con i procuratori stranieri che gli possono offrire giocatori di primo piano. L’agente Fifa, però, non può garantire una squadra agli interlocutori per i loro assistiti. Siamo ancora ai sogni e, al massimo, alle promesse.

Rosario Dimito e Ugo Trani

20 maggio 2009

Non se ne può più

di Er Pasquino.

basta

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